Giannotti, Donato

Firenze 1492–1573

Presentazione

La fortuna di Donato Giannotti tocca il suo apice nel secolo XIX, ed è significativo che entro il 1870 fosse ormai nota la maggior parte dei cespiti autografi che oggi conosciamo. Successivamente le più significative acquisizioni sono state il carteggio con Pietro Vettori conservato in Inghilterra (Giannotti 1932: → 67-69); il manoscritto autografo della Repubblica fiorentina (→ 62, tavv. 5-6), prudentemente spedito a Francesco de’ Medici da Angelo Gemmari a un decennio dalla morte dell’autore (Milanesi 1863) e rimasto sorprendentemente sconosciuto in Firenze sino agli anni Settanta del secolo scorso (Kristeller: I 127; Bisaccia 1976; Cadoni 1977, ma una segnalazione era già, ad es., in Francesco Ferruccio 1889: 297 n.); ancora lettere (in particolare quelle latine edite in Starn 1968, pressoché dimenticate e autografe in piccola parte: → 73); e le ingenti scritture di segreteria (di cui si propone qui un primo elenco: → 19-45, tavv. 2b, 3, 4a-b).

Con l’eccezione di un epigramma per Lorenzo de’ Medici edito nel 1516 in una raccolta encomiastica collettiva, l’unica opera di Giannotti edita ai suoi giorni a garantirgli larga rinomanza è stato il Libro della republica de’ Viniziani (Roma, Blado, 1540), di cui si contano una decina di edizioni entro il 1591 (una anche a Lione nel 1569), mentre ragioni di prudenza e delusione politica hanno confinato nell’inedito il capolavoro la Repubblica fiorentina (che oltre ai due manoscritti originali, → 53 e 62, tavv. 5-6, ha una discreta circolazione già nel secolo XVI). Altre operette rispondevano a esigenze e modalità di diffusione tipiche delle scritture politiche fiorentine tra repubblica e principato, nate per indicare o stimolare soluzioni istituzionali in quadri storici complessi. Un’attenzione pubblica per lo scrittore politico, dopo l’isolato anticipo di Bulifon 1685, riesce ad avviarsi già nel secolo XVIII con l’editio princeps della Repubblica fiorentina (Venezia, Hertz, 1721); e la gran macchina delle Prose fiorentine (1734) offre subito un mazzetto di lettere del «celebre competitore del Gran Segretario fiorentino» cavate dal carteggio con Benedetto Varchi: colui che nella Storia fiorentina (anch’essa edita soltanto nel 1721) aveva appaiato il Giannotti a Machiavelli, esaltando «questi due segretari della Repubblica Fiorentina […] de’ più rari uomini nelle cose politiche, non dirò della città, ma dell’età nostra» e ricordando come fu il Giannotti Segretario dei Dieci a riconoscere per primo le virtù dell’eroe Francesco Ferrucci (Varchi 1843-1844: I 269 e II 225).

In epoca pre- e postunitaria, mentre fuori d’Italia cresce la stima per Giannotti costituzionalista, a Firenze si apre una caccia alla lettera inedita, forse animata anche dalla speranza di trovare più consistenti testimonianze dell’atteggiamento antitirannico (sub specie antimedicea) e addirittura filotirannicida che emerge dalla dedica del trattato, e che lo stesso Giannotti accredita con decisione anche a Machiavelli (Repubblica fiorentina, IV 8), col quale fu in rapporti stretti e dal quale ricevette l’autografo delle Storie fiorentine (Ridolfi 1942: 62-65). È così che il politologo apparentemente moderato assurge al Pantheon dei precorritori del risveglio nazionale, fra i quali – in quella temperie ottocentesca – venivano volentieri collocati i protagonisti dell’ultima repubblica fiorentina (cui ancora oggi si riconosce un’aura di grandezza); e fa la sua comparsa in opere come l’Assedio di Firenze di Francesco Domenico Guerrazzi del 1836, nella doppia veste di fonte storica e di personaggio.

Eccellente risultato complessivo sul versante bibliografico, e stimolo a ricerche più puntuali, è l’edizione allestita dal Polidori alla metà del secolo (Giannotti 1850: preceduta da quella del Rosini, vd. Giannotti 1819), che rende ancora ottimi servigi. Oltre a segnalare quattro autografi letterari (la Repubblica de’ Veneziani riccardiana, → 63, e i tre testi teatrali alla Magliabechiana, → 58-60, tav. 1), radunava 23 lettere, con aggiunte soprattutto dalle carte Strozziane: è da questa iniziativa che a mo’ d’integrazione discendono i recuperi ormai italiani di Milanesi 1863 (48 lettere), Dazzi 1863 (4), Bigazzi 1867 (1), Del Badia (in Giannotti 1870, 9), Ferrai 1884-1885 (2; e vd. anche Trucchi in Poesie italiane inedite 1847 e Passarini 1878), con conseguenze anche sull’ordinamento delle carte d’archivio (vd. Ridolfi 1942: 56 n., per il consistente corpus di lettere a Lorenzo Ridolfi edito da Milanesi 1863, → 49, tav. 2b, oggi isolato nella Miscellanea repubblicana dell’Archivio di Stato di Firenze).

Nel Novecento Roberto Ridolfi porta alla luce insieme a Cecil Roth 118 lettere, e con le sue ricerche biografiche (attenti a segnalare anche i postillati conosciuti, in buona parte raccolti dallo stesso studioso nella propria collezione) la tradizione erudita fiorentina trova un degno coronamento. Puramente compilativa la successiva edizione di tutte le Lettere italiane curata da Furio Diaz, mentre le attenzioni editoriali riservate in tempi recenti all’autografo della Repubblica fiorentina (Giannotti 1990) sono risultate purtroppo inadeguate (vd. Albonico 1994a).

Il complesso delle scritture giannottiane si segnala così per più ragioni. Estremamente significativa l’attività di segretario dei Dieci di Libertà e di Pace, che comportava una rilevantissima opera quotidiana di stesura originale e di copia, nota ad alcuni studiosi (un cenno in Ridolfi 1942: 87-88; e ci sono tracce di conoscenza anche da parte di Enrico Zanoni che nel 1898 lasciò un tagliando di richiesta libraria all’interno del num. 29) e però mai censita. I registri della magistratura richiedono uno studio complessivo che coniughi indagine storica e paleografica, ma si impongono immediatamente all’attenzione per la vivacissima convivenza, e in certa misura collaborazione, di mani diverse, delle quali si intravvedono gerarchie e ruoli. Si tratta di centinaia di pagine autografe, nelle quali si afferma una piena maturità della scrittura, con variazioni anche ampie ma nel complesso contenute, e legate perlopiù a condizioni o modalità particolari.

Discende anche da questa esperienza l’ottimo impianto complessivo della pagina e la grande regolarità che risultano di lì a poco nel codice della Repubblica fiorentina (→ 62), allestito e rielaborato negli anni sempre in prima persona; pur restando il sospetto che sulla messa a punto delle abitudini di scrittura sfugga qualcosa di importante delle più che probabili prime esperienze dell’autore nel corso della sua formazione. La misura non comune di Giannotti umanista e grecista – misconosciuto oggi per mancanza di evidenze bibliografiche (le cure testuali e le traduzioni di Tolomeo e Plutarco, quest’ultimo in latino e in volgare, come quella di Senofonte, paiono perdute) ma ricercato e ascoltatissimo consulente ai suoi giorni di uno dei massimi filologi del secolo (come l’altro grande e appena più giovane fiorentino antimediceo, il Casa) – è restituita dal recupero novecentesco del carteggio con Pietro Vettori, che bilancia l’immagine soprattutto politica fissata dal secolo precedente (senza dimenticare che l’amicizia tra i due si era saldata per sempre negli anni di comune servizio repubblicano). Le poche tracce superstiti della sua attività filologica (su Plutarco, → P 5 e 6), poi riutilizzata da Fulvio Orsini e apprezzata da Gian Vincenzo Pinelli, consiglierebbero di approfondire le ricerche, per ritrovare, ad es., l’Omero del 1517 segnalato in Ridolfi 1942: 141 n., che non pare coincidere con il pur suo postillato num. 7. Quanto ai manoscritti di sua proprietà, la possibile attribuzione di tre righe in caratteri greci su un foglio aggiunto dell’Euclide Ambrosiano C 311 sup. (55v), che gli appartenne e passò poi al Pinelli, valga come suggestione; mentre nell’Orazio, sempre ambrosiano, segnato D 12 inf. non risulta nulla.

Gli impieghi cardinalizi successivi all’esperienza repubblicana e al lungo confino, prima al servizio dell’antimediceo umanista e bibliofilo Niccolò Ridolfi (1539-1550), poi di François de Tournon (1550- 1562), provano peraltro che Giannotti era apprezzato e stimato per compiti meno banali che quelli di semplice segretario, che non risulta aver svolto con nessuno dei due (per il primo Ridolfi 1942: 109 n.); e anche la fallimentare esperienza del segretariato dei brevi con Pio V nel 1571 testimonia una caratura politica fuori dal comune. Ma il mito giannottiano è alimentato anche da un altro fondamentale ingrediente, carissimo al gusto tardottocentesco, cioè la stretta familiarità con Michelangelo Buonarroti. Ne resta precisa traccia in una convivenza effettivamente intima delle due mani sulle stesse carte (→ 2 e 4-7), e non può essere un caso che Giannotti, responsabile insieme a Luigi del Riccio dei principali manoscritti delle rime di Michelangelo (e che l’artista, ricambiato, additava come suo censore), nel corso degli anni Quaranta subentri alla mano del grande amico proprio in lettere a personaggi come Francesco I re di Francia o Vittoria Colonna.

Si segnala infine l’esistenza di scritture di segreteria, in particolare patenti o altri documenti emessi dai Dieci, firmate Donatus Jannottus Sec.rius o simile, e stese per intero da altra mano (oltre a un pezzo conservato a Forlì, BCo, Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 25, anche la patente per Francesco Ferrucci descritta e riprodotta in Hoepli 1933: tav. VII, già esclusa da Ridolfi 1942: 98 n., e la c. 181 raccolta nel ms. Chigiano R V b della Biblioteca Vaticana, segnalata in Kristeller: II 478); mentre il pezzo parigino qui censito al num. 72 è quantomeno anomalo. Una lettera originale in cifra a Silvestro Aldobrandini in Ferrara (da Roma: 11 maggio 1540) è stata nella disponibilità di Ludovico Passarini che la pubblicò in Passarini 1878: 59-64; un’altra allo stesso, del 20 marzo 1540 (ivi: 56-59), è ricavata da Parisi 1785.



Bibliografia
Albonico 1994a = Simone A., Nota ai testi - Donato Giannotti, in Storici e politici fiorentini del Cinquecento, a cura di Angelo Baiocchi, testi a cura di Simone A., Milano-Napoli, Ricciardi, pp. 1015-21.
Bigazzi 1867 = Pietro B., Mazzetto di lettere inedite con altre scritture. Giannotti, Magalotti, Niccolini, Pellico, Giordani, Leoni ec. Ricordo di Nozze Hertz-Ferrari, Firenze, Barbera.
Bisaccia 1976 = Giuseppe B., L’autografo della ‘Repubblica fiorentina’ di Donato Giannotti, in «La Bibliofilia», lxxviii, pp. 189-225.
Bulifon 1685 = Lettere storiche, politiche ed erudite raccolte da Antonio B., Pozzuoli, Bulifon.
Cadoni 1977 = Giorgio C., Intorno all’autografo della ‘Repubblica fiorentina’, in «Storia e politica», xvi, pp. 588-609, poi in Id., L’utopia repubblicana di Donato Giannotti, Milano, Giuffrè, 1978, pp. 151-75.
Dazzi 1863 = Quattro lettere inedite di Donato Giannotti pubblicate per cura del prof. Pietro D., in Scritti di letteratura e d’istruzione. Strenna del giornale «La Gioventú», Firenze, Cellini, parte iii pp. 51-57.
Ferrai 1884-1885 = Luigi Alberto F., Lettere inedite di Donato Giannotti, in «Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti», s. vi, iii, pp. 1567-96.
Francesco Ferruccio 1889 = Francesco Ferruccio e la Guerra di Firenze del 1529-1530. Raccolta di scritti e documenti rari, pubblicati per cura del Comitato per le onoranze a Francesco Ferrucci, Firenze, Stab. Tip. di Giuseppe Pellas.
Giannotti 1819 = Donato G., Opere, a cura di Giovanni Rosini, Pisa, Capurro, 3 to.
Giannotti 1850 = Id., Opere politiche e letterarie, collazionate sui manoscritti e annotate da Filippo Luigi Polidori precedute da un discorso di Atto Vannucci, Firenze, Le Monnier, 2 voll.
Giannotti 1870 = Nove lettere inedite di Donato Giannotti, pubblicate da Jodoco del Badia, Firenze, Tip. del Vocabolario.
Giannotti 1932 = Id., Lettere a Piero Vettori, pubblicate sopra gli originali del British Museum da Roberto Ridolfi e Cecil Roth, con un saggio illustrativo a cura di Roberto Ridolfi, Firenze, Vallecchi.
Giannotti 1990 = Id., Republica fiorentina, a critical edition and introduction by Giovanni Silvano, Genève, Droz.
Milanesi 1863 = Gaetano M., Alcune lettere inedite di Donato Giannotti novamente trovate nell’Archivio centrale di Stato, in «Giornale storico degli archivi toscani», vii, pp. 155-73, 220-52.
Parisi 1785 = Francesco P., Istruzioni per la gioventú impiegata nelle segreteria, Roma, Antonio Fulgoni, 2a ed.
Passarini 1878 = Ludovico P., Memorie intorno alla vita di Silvestro Aldobrandini, Roma, Tip. Tiberina.
Poesie italiane inedite 1847 = Poesie italiane inedite di dugento autori dall’origine della lingua infino al secolo decimosettimo, raccolte e illustrate da Francesco Trucchi, Prato, Ranieri Guasti, to. iii.
Ridolfi 1942 = Roberto R., Sommario della vita di Donato Giannotti, in Id., Opuscoli di storia letteraria e di erudizione. Savonarola Machiavelli Guicciardini Giannotti, Firenze, «Bibliopolis» Libreria Editrice.
Starn 1968 = Randolph S., Donato Giannotti and his Epistolae. Biblioteca Universitaria Alessandrina, Rome, ms. 107, Genève, Droz.
Varchi 1843-1844 = Benedetto V., Storia fiorentina […], per cura e opera di Lelio Arbib, Firenze, A spese della Società editrice delle Storie del Nardi e del Varchi, 2 voll.

Nota paleografica

L’allungamento dei segni e una lieve irregolarità da collocare sotto lo stigma della sprezzatura (solo di quando in quando si colgono atteggiamenti diligenti: ad es. il num. 56 16r, riprodotto in Bisaccia 1977: 9) possono essere forse indicate come principali ragioni dell’aspetto inconfondibile (ed elegante) della scrittura di G. L’allungamento riguarda non solo le aste ma anche le lettere sul rigo, le e, le n o le r. Gli occhielli chiusi (a, b, e, p, q) risultano slanciati anche perché molto stretti (a) o allargati verso l’alto (b, p); la e (come lao) spesso non chiude e quando è finale ha un lungo tratto verticale. Le m e le n hanno le astine verticali piegate normalmente a destra, ma con inclinazione e lunghezza variabili che conferiscono al segno una sensibile mobilità. Le aste lunghe di b, f, h, l, s, hanno spesso una piega finale verso destra o un ripiegamento verso il basso lungo il tratto verticale, mentre la d, che disegna di norma una curva continua proveniente da sinistra, risulta essere l’unico tratto con quella inclinazione, ed è elemento caratteristico (anche se non costante: nella Repubblica fiorentina autografa, num. 62 – vd. tav. 6 – si ha la d più spesso verticale con piega a destra). La l ha spesso un tratto d’appoggio orizzontale (o ascendente da sinistra a destra) che sottolinea lo slancio dell’asta, e l’asta lunga dell’h, in particolare nelle scritture veloci di segreteria e in quelle epistolari, spesso non scende al rigo ma si arresta all’altezza del colmo del tratto più basso.

Le s sono di almeno tre tipi: compatta sul rigo o solo leggermente distesa; allungata in entrambe le direzioni ma curvata solo in alto verso destra; allungata e curvata anche in basso verso sinistra (specie se iniziale), in modo simile alla f, che è però solitamente più sinuosa. La z, nel num. 58 (tav. 1 r. 23) ancora sul rigo, si allunga poi notevolmente sopra e sotto, e in alcuni casi il taglio orizzontale a sinistra in alto è legato tramite occhiello. Col passare del tempo le r tendono a divaricare il tratto discendente e quello successivo ascendente, mentre il segno u allarga il tratto appoggiato sul rigo, prima più angoloso. Fra le legature caratteristiche quella della r, a volte staccata, a volte legata alla lettera seguente con un segno che parte da sotto il punto di congiunzione tra il primo tratto discendente e il secondo che sale (più regolarmente se segue una e). Le abbreviazioni sono più numerose nel latino (nell’unico riscontro del num. 73), mentre in volgare si ha l(ette)re, no(n), n(ost)ra, p(er), -p(re), q(ue)lla, v(ostro).

Si dànno naturalmente varianti o soluzioni caratteristiche di determinate realizzazioni, e legate forse anche alla estensione del prodotto: l’uso colto regolare della y in tyrannide; quello frequente della -j; la doppia s alta/bassa (fino a disegnare una ß; nelle scritture di segreteria si hanno coppie tanto di alta/alta che di bassa/bassa); la doppia z bassa/alta, z semplice alta (ad es. nel nesso nz); il gruppo st con legatura et alta.

Nel complesso, su una base stabile e sempre ben riconoscibile, si individuano realizzazioni leggermente variate. Nelle scritture di segreteria si ha innanzitutto una maniera ampia e leggibile di grande respiro, tendenzialmente ordinata; un’altra con un tasso più alto (e variabile) di disordine, in particolare per gli stacchi tra parole e l’appoggio irregolare sul rigo, nonché per un passo più contratto (num. 27, c. 139r); una di modulo piccolo e più tondeggiante, senza slancio, che a volte potrebbe essere legata a uno strumento diverso, e che prevede diversi gradi di cura. Nelle lettere la maniera prevalente è molto regolare (in alcuni casi si può pensare a belle copie), a volte un poco meno allungata che nelle altre scritture, e a volte con una maggior distanza tra riga e riga; quella più affrettata (ma più o meno curata) è di modulo piccolo (tavv. 2a-c); nel tempo (si vedano le riproduzioni in Giannotti 1932 di missive del 1571) il tratto diventa più raccolto e spigoloso. In generale eleganza e tratto allungato vengono meno solo in alcune scritture di cancelleria più affrettate e in alcune brevi lettere, complice forse anche uno strumento di scrittura meno efficiente (num. 27, tav. 2b).



Bibliografia
Bisaccia 1977 = Giuseppe B., Spigolature in margine a due autografi giannottiani inediti, in «La Bibliofilia», lxxix, pp. 1-15.
Giannotti 1932 = Donato G., Lettere a Piero Vettori, pubblicate sopra gli originali del British Museum da Roberto Ridolfi e Cecil Roth, con un saggio illustrativo a cura di Roberto Ridolfi, Firenze, Vallecchi.

Censimento

  1. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Patetta, Giannotti Donato
  2. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3211
  3. Firenze, Archivio Bartolini Salimbeni, Lettere XIV 1
  4. Firenze, Archivio Buonarroti, Casa Buonarroti, II-III 21
  5. Firenze, Archivio Buonarroti, Casa Buonarroti, V 89
  6. Firenze, Archivio Buonarroti, Casa Buonarroti, XIII
  7. Firenze, Archivio Buonarroti, Casa Buonarroti, XIV
  8. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 14
  9. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 64 (30, 35, 58)
  10. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 65 (158)
  11. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 98
  12. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 136
  13. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane III 134 (Strozzi-Uguccioni)
  14. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane III 140 (Strozzi-Uguccioni)
  15. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane III 145 (Strozzi-Uguccioni)
  16. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane III 178 (Strozzi-Uguccioni)
  17. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane V 1210
  18. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane V 1211 (13 num. 43)
  19. Firenze, Archivio di Stato, Consulte e pratiche 72
  20. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Legazioni e commissarie 42
  21. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Legazioni e commissarie 43
  22. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Legazioni e commissarie 46
  23. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Legazioni e commissarie 47
  24. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Legazioni e commissarie 48
  25. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 98
  26. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 99
  27. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 100
  28. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 101
  29. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 102
  30. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 103
  31. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 104
  32. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 105
  33. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 106
  34. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 107
  35. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Missive 108
  36. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 125
  37. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 131
  38. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 133
  39. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 135
  40. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 141
  41. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 143
  42. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 147
  43. Firenze, Archivio di Stato, Dieci di Balía, Responsive 151
  44. Firenze, Archivio di Stato, Legazioni e commissarie 44
  45. Firenze, Archivio di Stato, Legazioni e commissarie 45
  46. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 103
  47. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 486
  48. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 616
  49. Firenze, Archivio di Stato, Miscellanea repubblicana 134, 1-75 (olim Sala della Mostra; olim Acquisti e Doni 67 2)
  50. Firenze, Archivio di Stato, Signori, Dieci di Balía Otto di Pratica, Legazioni e Commissarie, Missive e responsive, 48
  51. Firenze, Archivio di Stato, Signori, Dieci di Balía Otto di Pratica. Legazioni e commissarie, Missive e responsive 65 (olim 54)
  52. Firenze, Biblioteca Marucelliana, A CLXVI
  53. Firenze, Biblioteca Marucelliana, C XIII
  54. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini, Varchi II, num. 12-19 (olim Libreria Strozziana 481).
  55. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II I 397 (provenienza Strozzi, in f ° 1333, olim Magl. VII 1036)
  56. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 325 (provenienza Strozzi, in f ° 392, olim Magl. VIII 1401)
  57. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II III 433 (provenienza Strozzi, in f ° 1063, olim Magl. VIII 1403)
  58. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 62 (provenienza Marmi)
  59. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 1051 (provenienza Strozzi 4°, nun. 5)
  60. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 1059 (provenienza Strozzi 4°, num. 60)
  61. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VIII 1487 (XXV 7bis; Grande Formato 9), num. 134, 136, 148, 158
  62. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXX 230 (provenienza Strozzi in f° 641)
  63. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2076 (R I 5)
  64. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2133
  65. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 25 (olim Autografi Piancastelli 1050)
  66. Livorno, Biblioteca Comunale Labronica «Francesco Domenico Guerrazzi», Autografoteca Bastogi, 54 664 (provenienza Collezione Guglielmo Piatti)
  67. London, The British Library, Add. 10267
  68. London, The British Library, Add. 10277
  69. London, The British Library, Add. 10280
  70. Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 191 inf.
  71. Milano, Biblioteca Ambrosiana, S 81 sup.
  72. Paris, Bibliothèque nationale de France, It. 2133
  73. Roma, Biblioteca Universitaria Alessandrina, 107
  74. Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Autographen 40 28 1
  1. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Steinmann 858
  2. Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze, Fondo ex Biblioteca marchese Roberto Ridolfi, senza segnatura
  3. Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze, Fondo ex Biblioteca marchese Roberto Ridolfi, senza segnatura
  4. Firenze, Università degli Studi, Biblioteca Umanistica, I 11 7 1
  5. Leiden, Bibliotheek Der Rijksuniversiteit, 757 a 8
  6. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. M J 2 (olim J 693)
  7. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. Y b 23 (olim Y 178)

Fonte: Il Cinquecento - Tomo II (2013)

Data ultima modifica: 22 dicembre 2025 | Cita questa scheda