Pigna, Giovan Battista

Ferrara 1529–Ferrara 1575

Presentazione

Se il nome di Giovan Battista Pigna è associato in primo luogo al suo lavoro sul Furioso (I romanzi, Venezia, Valgrisi, 1554, all’origine della polemica con Giraldi Cinzio), di questo testo non è rimasta alcuna testimonianza autografa. In assoluto, manca ogni traccia – autografa ma anche piú genericamente manoscritta – della produzione di Pigna legata agli studi sul genere romanzesco: non solo I romanzi ma anche il successivo trattato Gli heroici (Venezia, Giolito, 1561), teso «a saldare le riflessioni sul poema cavalleresco con il nuovo interesse per una nuova “poesia heroica”», fondata su fatti storici e sulla poetica del verosimile (Ritrovato 2013), sono conosciuti soltanto attraverso le edizioni a stampa. E la stessa sorte tocca ad altre opere di Pigna, quali Il duello (Venezia, Valgrisi, 1554), Il principe (Venezia, Sansovino, 1561), la Poetica horatiana (Venezia, Valgrisi, 1561). Del tutto perduta, inoltre, è la produzione giovanile, alla quale troviamo riferimenti nelle parole dello stesso Pigna o di altri uomini di cultura del tempo.

Gli autografi di Pigna provengono, per la maggior parte, dalla sua attività presso la corte estense, soprattutto negli anni in cui occupa il posto di segretario ducale (1559-1575). In qualità di segretario, Pigna scriveva e sottoscriveva per conto del duca lettere, suppliche, decreti, atti giuridici e documenti di vario genere. L’Archivio Segreto Estense, presso l’Archivio di Stato di Modena, ospita gran parte dell’assai consistente corrispondenza tra Pigna e Alfonso d’Este: particolarmente interessante la busta 13 (→ 21), che, contenendo le lettere scritte tra il 1557 e il 1563, mostra il momento di passaggio in cui Alfonso sale al potere e Pigna inizia a firmarsi orgogliosamente «segretario». Il carteggio è incentrato su affari e questioni di stato (comprende infatti alcuni messaggi cifrati), e accompagna non di rado la stesura di nuovi documenti; tratta però anche questioni piú private e, talvolta, vi si trova traccia della produzione letteraria di Pigna: in alcune epistole sono presenti componimenti d’occasione, come il sonetto in morte del governatore Strozzi; in una missiva del 1559 si parla della richiesta, da parte di Alfonso, di un «ampio discorso et una esquisita dichiaratione» su un sonetto amoroso composto dallo stesso Pigna; un’altra lettera annuncia la pubblicazione della Poetica horatiana, e frequenti sono, piú avanti, le allusioni alla composizione dell’Historia.

Sempre a Modena sono conservati gli autografi di una terza tipologia di testi, che non coincide con il carteggio scritto in qualità di segretario ma è comunque frutto dei rapporti di Pigna con la corte. La Biblioteca Universitaria Estense ospita infatti una copia autografa de La pace (→ 31), iniziata nel 1563 e poi rimasta incompiuta: l’opera doveva essere dedicata al principe Ferdinando, arciduca d’Austria (una minuta della lettera dedicatoria è conservata nella stessa Biblioteca Estense), e completare idealmente Il duello; vide invece la luce soltanto nel 1708, in appendice all’Introduzione alle paci private, composta e dedicata all’altezza serenissima Rinaldo I, duca di Modena e Reggio di Ludovico Antonio Muratori, che la descrive come una «gemma dissotterrata nel suo Ducale Archivio» (Muratori 1708: 3).

Legata alla corte, e anzi composta dietro richiesta del duca, è anche l’Historia de i principi d’Este. Com’è noto, Pigna – che già in passato aveva partecipato all’elaborazione dell’opera fornendo i documenti necessari – viene incaricato da Alfonso di occuparsi del lavoro quando il suo autore originario, Girolamo Falletti, deve interromperne la stesura a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute (fatto che determina, come in molti altri casi, un’accusa di plagio nei confronti del segretario). Pigna porta avanti l’opera fino alla trattazione dell’anno 1476, e la reimposta su nuove basi: a partire dalla lingua, non piú latina ma volgare. L’Historia viene pubblicata la prima volta nel 1570, in formato in folio, presso lo stampatore ducale Francesco Rossi; due anni dopo esce a Venezia, in formato in quarto, e conosce poi innumerevoli ristampe, una traduzione latina dei primi quattro libri e anche una tedesca. Ne sono sopravvissute, inoltre, cospicue testimonianze manoscritte. Nella Biblioteca Universitaria Estense è presente una sua versione autografa, anche se in forma incompleta e ancora lontana dall’impianto definitivo, a partire dalla struttura, pensata in undici libri e non in otto: si tratta di cinque manoscritti in folio (→ 29), ciascuno contenente uno o piú libri dell’opera, in parte sotto forma di una copia piuttosto ordinata, anche se inframmezzata da innumerevoli correzioni, postille e cancellazioni, in parte sotto forma di veri e propri appunti. L’Historia si conclude con le celebrazioni per la nascita di Alfonso I, cosí chiamato «con presagio felicissimo», dato che il nome è «passato poi non senza conformità d’effetti nel nipote suo: che è il presente Duca di Ferrara» (Pigna 1570: 635). A questo primo volume, nei progetti di Pigna, doveva seguirne un secondo: nell’Archivio di Stato di Modena (→ 19) sono conservate infatti « schede, appunti, bozze pressoché illeggibili » (Ritrovato 1997), che dovevano servire per la stesura del secondo volume; ma il lavoro non venne mai portato a termine.

Un altro aspetto della produzione di Pigna riguarda i componimenti poetici. Se la poesia latina (i Carminum libri quatuor, editi nel 1553 e dedicati ad Alfonso) rientra tra le opere giovanili, quella volgare – nel panorama degli scritti di Pigna – costituisce, in qualche modo, un settore a parte a causa della sua tradizione manoscritta e della sua tardiva riscoperta. Infatti, mentre la maggior parte delle opere di Pigna ci sono note attraverso le edizioni cinquecentesche a stampa (e anzi, come si è visto, sono relativamente pochi i casi in cui di un testo siano sopravvissute testimonianze autografe), le poesie sono giunte fino a noi esclusivamente in forma manoscritta e sono rimaste inedite fino al XX secolo. Le raccolte poetiche di Pigna sono due: gli Amori e Il ben divino, dedicata a Lucrezia Bendidio, fatto che fece sorgere in passato la leggenda sulla presunta rivalità – in amore e in poesia – tra Pigna e Tasso, che a sua volta era stato un ammiratore della donna e aveva commentato tre poesie del Ben divino nelle sue Considerazioni (Tasso 1875; e vd. Gigliucci 2004).

La prima testimonianza dell’esistenza delle raccolte è la lettera dedicatoria del 1° maggio 1572, con cui Battista Guarini offre il manoscritto del Ben divino a Leonora d’Este. Nella lettera si fa esplicito riferimento a due distinte raccolte di versi di Pigna, e se ne chiarisce anche la successione cronologica («Il secretario Pigna, […] dopo aver finito il volume de gli Amori, che S. E.za gli fece già ragunare […], prese, è già l’anno, per principale e perpetuo soggetto la signora Lucrezia Bendidio; e l’ha celebrata in questo corso di tempo […]»: Guarini in Pigna 1965: 3). Tuttavia, mentre Il ben divino è sempre stato conosciuto (anche se è edito solo nel 1965), la scomparsa degli Amori ha provocato confusioni e sovrapposizioni: la raccolta era stata infatti identificata da Solerti e Zannoni con il manoscritto 32 A 12 della Biblioteca Corsiniana (→ 34), contenente invece una serie di poesie giovanili di Pigna (Solerti 1887: 136; Tasso 1899: 150; Zannoni 1890). Soltanto nel 1972, con la scoperta del manoscritto degli Amori da parte di David Nolan (il ms. O 170 sup. della Biblioteca Ambrosiana: → 18) e la successiva edizione critica a cura dello studioso in collaborazione con Alan Bullock, la situazione si è definitivamente chiarita (Bullock 1991).

I testimoni delle due raccolte poetiche di Pigna posseggono caratteristiche analoghe: si tratta del citato ambrosiano O 170 sup. per gli Amori e del ferrarese BAr, Cl. I 252 per Il ben divino (→ 6), cui bisogna aggiungere il citato manoscritto 32 A 12 della Biblioteca Corsiniana, il quale, tra i componimenti giovanili, contiene anche la prima redazione di alcune poesie poi passate nella seconda silloge. Nessuno dei testimoni è autografo: tutti e tre sono “belle copie”, redatte da fini calligrafi, ma con tracce consistenti di correzioni e modifiche di una mano diversa da quella del copista, che è stata concordemente identificata con quella di Pigna (la presenza di queste correzioni autografe ha tratto in inganno Rossi, che, descrivendo il codice della Biblioteca Corsiniana, lo ha definito «ms. originale»: vd. Catalogus 1786: 11). Essi, pertanto, si possono ritenere ragionevolmente vicini all’ultima volontà dell’autore; in particolare, è plausibile pensare che il codice ferrarese, che Guarini dice assemblato da lui stesso, sia stato compilato sotto la diretta sorveglianza di Pigna.

Va segnalato che non sono presenti autografi di P. nel ms. K XI 51 della Biblioteca Comunale di Siena, una miscellanea di epistole autografe che, secondo Kristeller: ii 157, dovrebbe contenere anche lettere del nostro autore.



Bibliografia
Bullock 1991 = Alan B., Introduzione a Giovan Battista Pigna, Gli Amori, e Orazio Magnanini, Discorso sopra ‘Gli Amori’, ed. critica a cura di David Nolan con la revisione di A. B., Bologna, Commissione per i testi di lingua, pp. ix-lxii.
Catalogus 1786 = Catalogus selectissimae Bibliothecae Nicolai Rossi cui praemissum est commentariolum de ejus vita, Roma, In Typographio Paleariniano.
Gigliucci 2004 = Roberto G., Fuoco nero tra Pigna e Tasso, in Id., Giú verso l’alto. Luoghi e dintorni tassiani, Manziana, Vecchiarelli, pp. 139-92.
Muratori 1708 = Ludovico Antonio M., Introduzione alle paci private […]. Si aggiungono un ‘Ragionamento di Sperone Speroni intorno al Duello’, e un ‘ Trattato della Pace’ di Giovam-Batista Pigna non pubblicati finora, Modena, Soliani.
Nolan 1972 = David N., The ‘Amori’ of Giambattista Pigna Come to Light. An Account of Two Late Renaissance Manuscripts, Dublin, Istituto Italiano di Cultura.
Pigna 1570 = Historia de principi di Este di Gio. Batt. Pigna, a Donno Alfonso secondo, duca di Ferrara. Primo Volume. Nel quale si contengono congiuntamente le cose principali dalla riuolutione del romano imp. in fino al 1476, Ferrara, Francesco Rossi.
Pigna 1965 = Giovan Battista P., Il ben divino, inedito a cura di Neuro Bonifazi, Bologna, Commissione per i testi di lingua.
Ritrovato 1997 = Salvatore R., Introduzione a Giovan Battista Pigna, I romanzi, Bologna, Commissione per i testi di lingua, pp. vii-lxxiv.
Ritrovato 2013 = Id., Nicolucci, Giovan Battista (detto il Pigna), in DBI, vol. xxviii pp. 522-26.
Solerti 1887 = Angelo S., Torquato Tasso e Lucrezia Bendidio, in «Giornale storico della letteratura italiana», xi, pp. 114-60.
Tasso 1875 = Torquato T., Considerazioni sopra tre canzoni di G.B. Pigna intitolate le ‘Tre sorelle’, in Id., Le prose diverse di Torquato Tasso, a cura di Cesare Guasti, Firenze, Le Monnier, vol. ii pp. 71-110.
Tasso 1899 = Id., Le rime, ed. critica su i manoscritti e le antiche stampe, a cura di Angelo Solerti, Bologna, Romagnoli-Dell’Acqua, vol. iii.
Zannoni 1890 = Giovanni Z., Le rime giovanili di Giambattista Pigna, in «Atti della R. Accademia dei Lincei», s. iv, vol. vi, pp. 28-35.

Nota paleografica

L’elegante e abile italica di mano di P. rivela, nel modulo piuttosto grande, nella pronunciata inclinazione, nelle volte a coronamento delle aste ascendenti e discendenti, nell’adozione di una penna dalla punta morbida e tagliata centralmente, nella continuità del flusso di scrittura, i progressi compiuti da quel tipo grafico tra terzo e quarto decennio del Cinquecento, epoca nella quale il futuro segretario ducale affrontò i primi gradi di alfabetizzazione. Si tratta di un processo che troverà, trascorsi ancora una ventina d’anni, codificazione a opera di Giovanni Francesco Cresci, imponendosi come modello universale di scrittura colta e d’ufficio. Ma qui, nelle pagine di P., il moto è ancora libero. Ecco quindi comparire manifestazioni grafiche in seguito respinte ai margini del modello. Tali sono, per esempio, le i finali di parola prolungate sotto la linea di scrittura (→ 21, del 1553, rr. 4: quanti, 7: primi, ecc., vd. tav. 3); i legamenti tra o e il segno abbreviativo per la nasale (ivi, rr. 4: co(n), 11: no(n), oppure, con altra formulazione: co(n)te alla r. 2 di → 21, del 1558, vd. tav. 2); i legamenti dal basso dell’occhiello di g con lettera successiva (particolarmente evidente quella con l: ivi, r. 3: gliene); le doppie s corte in legamento a ponte (ivi, rr. 9: passare, 14: possa). Tra gli usi personali si può annoverare la congiunzione et espressa con la e in foggia di epsilon (→ 21, del 1553, rr. 5, 6, vd. tav. 3; → 21, del 1558, rr. 7, 11, vd. tav. 2).

Censimento

  1. Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, 113 1, c. 39
  2. Ferrara, Archivio Storico Comunale, Serie patrimoniale, 23 15
  3. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Autografi 3899
  4. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Cl. I 110, cc. 95 e 102
  5. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Cl. I 220
  6. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Cl. I 252
  7. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Nuove Accessioni, 33
  8. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Raccolta Cittadella 2276
  9. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Statuti 14, c. 13v
  10. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Statuti 46, c. 20v
  11. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane, Antico 947 B V, cc. 268-269
  12. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Gonnelli 30 11, c. 2
  13. Isola Bella, Archivio Borromeo, Acquisizioni Diverse, Autografi, Pigna, Giovan Battista
  14. London, The British Library, Add. 10270
  15. London, The British Library, Add. 10277, c. 209
  16. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, E XXXI 3 1253
  17. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, E XXXI 3 1254
  18. Milano, Biblioteca Ambrosiana, O 170 sup.
  19. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Carteggi e documenti di particolari, 962
  20. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Carteggio dei referendari, consiglieri, cancellieri e segretari, 13
  21. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Carteggio dei referendari, consiglieri, cancellieri e segretari, 14a
  22. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Sezione Estero, Carteggio Ambasciatori, 20
  23. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Sezione Estero, Carteggio Ambasciatori, 26
  24. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Sezione Estero, Carteggio Ambasciatori, 51
  25. Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Ducale, Sezione Estero, Carteggio Ambasciatori, 85
  26. Modena, Archivio di Stato, Archivio per materie, Letterati, 55, Pigna, Giovan Battista
  27. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori, Pigna, Giovan Battista
  28. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Fondo Campori, Appendice 1500 (g U 5 11)
  29. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 486-496 (a J 1 1-5)
  30. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 835 (a G 1 17), 29
  31. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 837 (a G 3 2), cc. 1-36
  32. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Lat. 1406 (b 38 1 2)
  33. Parma, Archivio di Stato, Epistolario scelto, 13 32
  34. Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, 32 A 12
  35. Udine, Biblioteca Arcivescovile e Bartoliniana, 151, c. 45r
  36. Venezia, Biblioteca Civica del Museo Correr, Autografi Porri 3 98

Fonte: Il Cinquecento - Tomo III (2022)

Data ultima modifica: 30 dicembre 2025 | Cita questa scheda