Beccadelli, Ludovico

Bologna 1501–Prato 1572

Presentazione

Sodale di Bembo, segretario del cardinale Contarini, nunzio a Venezia e poi arcivescovo di Ragusa, presente alle ultime fasi del Concilio tridentino, Beccadelli trascorse un’esistenza interamente dedicata al servizio della Chiesa, ma anche intensamente partecipe dei fermenti culturali del tempo (Alberigo 1965): la sua produzione letteraria è assai vasta, come mostra l’elenco delle opere edite e inedite pubblicate da Morandi (vd. Beccadelli 1797-1799), ed è nota la passione con cui raccolse le carte di Petrarca, del quale fu anche biografo (Frasso 1983).

Alla sua morte Beccadelli lasciò agli eredi un archivio assai cospicuo: esso rimase nella casa di famiglia a Bologna fino al 1837, quando fu acquistato da Carlo II di Borbone per la Biblioteca Palatina di Lucca (Pera 1841; Scarola 2001), dove restò fino al 1848. In questa data l’intera biblioteca fu trasferita a Parma, presso la Biblioteca Parmense, attuale Biblioteca Palatina; tuttavia solo nel 1865, durante la direzione di Federico Odorici, il Fondo Palatino, e con esso l’archivio Beccadelli, fu effettivamente annesso alla Biblioteca Parmense (Rossi 1981; Scarola 1993). Nel 1837, al momento del passaggio alla Biblioteca Palatina di Lucca, l’archivio era costituito da «quattrocento trentacinque volumetti, piccoli e grandi» (Pera 1841: 25); un numero che combacia quasi esattamente con i 433 numeri di indice elencati nel ms. Vat. Lat. 13245, che alle cc. 1r-18r contiene un «Indice dei Mss. contenuti nell’Archivio di Mons. Lodovico Beccadelli ora esistente presso i Fratelli Grimoaldo e Lodovico March. Beccadelli di Bologna. Aggiunti in fine alcuni schiarimenti», anteriore dunque all’acquisto delle carte beccadelliane da parte di Carlo di Borbone (Rossi 1981: 129).

Non è facile precisare la consistenza attuale dell’archivio Beccadelli all’interno del Fondo Palatino di Parma, che comprende opere dello scrittore (brevi trattati, appunti e poesie), opuscoli di carattere storico e letterario, miscellanee di rime e soprattutto un vasto corpus epistolare: sicuramente esso si estende ai manoscritti Pal. 555-557 e 972-1032 (Vital 1901, con imprecisioni; Tommasino 1923: 47-58; Rossi 1981: 126, 129, 161-65; Kristeller: ii 33-40 e vi 133-34). Fascicoli di provenienza beccadelliana si trovano anche, a Parma, fra gli autografi dell’Epistolario Palatino. Bisogna poi tener conto delle perdite e degli smembramenti, che ebbero probabilmente inizio quando Beccadelli era ancora in vita: questo spiega infatti la dispersione delle carte, oggi conservate presso molte altre istituzioni italiane (Marcocchi 1972; Frasso 1983: 129-37) e straniere (già a metà Ottocento l’archivio «fu piú volte richiesto dall’Inghilterra con l’offerta di enormissime somme»: Pera 1841: 25; Dionisotti 1949: 254-59; Kristeller: iii 628 e iv 87 e 107). È inoltre plausibile ipotizzare che lo stesso Beccadelli abbia distrutto una parte piú o meno consistente di alcuni carteggi per ragioni di prudenza, perdita che si somma a quella “fisiologica” a cui è esposto questo tipo di materiale.

Sono soprattutto i ricchissimi materiali epistolari lasciati da Beccadelli a rivestire nel loro complesso un grande interesse storico e culturale: il nucleo piú ampio della corrispondenza (circa 3000 lettere) è conservato nei manoscritti 1009-1032 della Biblioteca Palatina di Parma, che coprono un lungo arco cronologico, dal 1523 al 1572. Un primo gruppo di codici (mss. Pal. 1009-1017 → 23-31) conserva le lettere scritte dal prelato a diversi corrispondenti, in minuta o in bella copia; fra di essi si distinguono alcuni codici (Pal. 1010, 1011, 1012/2 e 1013 → 24-27, e il Pal. 1012/1, di mano di Antonio Giganti) che contengono una selezione di lettere operata durante l’allestimento di una vera e propria raccolta d’autore per la quale Beccadelli si avvalse del lavoro di Giganti (che trascrisse molte delle missive), intervenendo personalmente con tagli e correzioni autografe, prima di abbandonare il progetto, che rimase quindi incompiuto. Tuttavia, paradossalmente, proprio la ricchezza dei documenti e la difficoltà di un’esplorazione sistematica dovuta alla loro parziale dispersione ne hanno finora ostacolato una analisi approfondita (i primi risultati di un censimento sistematico in Tarsi 2018). Gli studi sono resi difficoltosi dalla mancanza di edizioni moderne: un numero consistente di lettere è stato pubblicato da Morandi (in Beccadelli 1797-1799), che tuttavia non risulta sempre affidabile.

Sarebbe inoltre di notevole interesse ricostruire la biblioteca di Beccadelli, anch’essa andata dispersa. Finora è stato possibile rintracciare alcuni codici entrati, nella prima metà del XVII secolo, nella biblioteca dei gesuiti di Clermont, a Parigi: acquistati, dopo la soppressione dell’ordine, dal bibliofilo olandese Gerard Meerman e poi dal collezionista inglese sir Thomas Phillipps, essi passarono quindi alla Deutsche Staatsbibliothek di Berlino nel 1882 (P → 1, 3-9, 15). Sulla scorta di Rossi 2019 si potrebbero rivelare fruttuose, in particolare, ulteriori indagini sui codici ereditati da Giganti, ora custoditi presso la biblioteca Passionei di Fossombrone (P → 13).



Bibliografia
Alberigo 1965 = Giuseppe A., Beccadelli, Ludovico, in DBI, vol. vii, pp. 407-13.
Beccadelli 1797-1799 = Monumenti di varia letteratura tratti dai manoscritti di Monsignor Lodovico Beccadelli, a cura di Giambattista Morandi, Bologna, Instituto delle Scienze, 2 to.
Dionisotti 1949 = Carlo D., Monumenti Beccadelli, in Miscellanea Pio Paschini. Studi di storia ecclesiastica, Roma, Facultas theologica pontificii athenaei lateranensis, vol. ii pp. 251-68.
Frasso 1983 = Giuseppe F., Studi su i ‘Rerum vulgarium fragmenta’ e i ‘ Triumphi’, vol. i. Francesco Petrarca e Ludovico Beccadelli, Padova, Antenore.
Marcocchi 1972 = Anna M., Ludovico Beccadelli e le lettere autografe di Petrarca (Laur. 53, 35), in «Italia medioevale e umanistica», xv, pp. 355-59.
Pera 1841 = Pietro P., Intorno all’origine, progresso e utilità della R. Biblioteca Palatina di Lucca, Lucca, Tip. Bertini.
Rossi 1981 = Pietro R., Parma, Biblioteca Palatina, fondo Palatino, in Catalogo di manoscritti filosofici nelle biblioteche italiane, vol. ii. Busto Arsizio, Firenze, Parma, Savignano sul Rubicone, Volterra, a cura di Donatella Frioli, Firenze, Olschki, pp. 123-65.
Rossi 2019 = Id., «Ex libris Antonii Gigantis» (e di Ludovico Beccadelli) nella Biblioteca Civica «Benedetto Passionei» di Fossombrone, in «Tra lo stil de’ moderni e ’l sermon prisco». Studi di allievi e amici offerti a Giuseppe Frasso, a cura di Edoardo R. Barbieri, Marco Giola, Daniele Piccini, Pisa, Ets, 2019, pp. 265-78.
Scarola 1993 = Giustina S., Cenni storici sul Fondo Palatino, in I manoscritti greci della Biblioteca Palatina di Parma, a cura di Paolo Eleuteri, Milano, Il Polifilo, pp. xv-xvii.
Scarola 2001 = Ead., La biblioteca di Carlo Ludovico di Borbone. Un esempio di collezionismo ottocentesco, in «Cum picturis ystoriatum». Codici devozionali e liturgici della Biblioteca Palatina. Catalogo della Mostra, Parma, Biblioteca Palatina, 13 giugno-29 settembre 2001, intr. di Leonardo Farinelli, Modena, Il Bulino, pp. 15-17.
Tarsi 2018 = Maria Chiara T., L’epistolario di Ludovico Beccadelli. Con un’appendice sui carteggi beccadelliani dispersi, in Epistolari dal Due al Seicento. Modelli, questioni ecdotiche, edizioni, cantieri aperti. Atti del Convegno di Gargnano del Garda, 29 settembre-1° ottobre 2014, a cura di Claudia Berra, Paolo Borsa, Michele Comelli e Stefano Martinelli Tempesta, Milano, Università degli Studi di Milano, pp. 315-76.
Tommasino 1923 = Giuseppe T., I carmi latini inediti di Monsignor Ludovico Beccadelli nel Cd. Palatino parmense 972, Santa Maria Capua Vetere, Stab. Tip. A. Di Stefano.
Vital 1901 = Adolfo V., Tre lettere inedite di Ludovico Beccadelli a Michelangelo Buonarroti ed alcune notizie intorno ai carteggi Beccadelli della Palatina di Parma, Conegliano, Stab. Lit. Tip. G. Nardi.

Nota paleografica

L’intensa attività culturale, diplomatica e religiosa di B. si è tradotta, nonostante le ricordate dispersioni e le postulate e possibili (auto)censure, in un assai nutrito patrimonio di carte vergate di proprio pugno: lettere in originale (per lo piú autografate) e minute (autografe), opere letterarie (spesso idiografe). A fronte di tale imponente manifestazione di scrittura pesa, in questa nota, il ridottissimo campionario di immagini reperite ridotto, nella sostanza, ai due poscritti presenti in lettere a Gualteruzzi (→ 2: lettere del 22 settembre 1563 e 25 aprile 1566) e a una minuta conservata nell’archivio parmense (→ 31: Copia del scritto ho fatto al capitolo della pieve di Prato per il debito ho co’ loro, del 21 aprile 1571). Manca, dunque, la possibilità di accertare eventuali usi funzionali dello scrivere (copie a buono di lettere e testi, o scrittura di mostra per destinatari specifici divergente dall’usuale), come anche non è possibile valutare in quali termini il tempo abbia inciso su abitudini e morfologie (a tale proposito potendoci solo avvalere di un rapido e descrittivo accenno di Maria Chiara Tarsi → 22, fasc. 3, Informatione d’un’Isola che novamente si è scoperta nella parte di settentrione chiamata Giapan: «A c. 1v nota autografa di B., con la grafia incerta degli ultimi anni»). Nell’istantanea fotografata dalle tre testimonianze analizzate (otto anni dividono la piú antica dalla piú recente, ma B. ha scritto per piú di sessanta!), la sua velocissima corsiva si mostra di modulo piccolo, fittissima di legamenti eseguiti con lo spontaneismo e la libertà tipici di un grande scrivente indifferente a qualunque precetto normativo. Vista in questa prospettiva, si tratta di una scrittura fonte di continua ambiguità e a basso tasso di leggibilità grafica, dominata da anfibologie (grafiche) sovente spiazzanti in conseguenza delle quali, per es., un segno prossimo alla n può valere tanto per questa lettera quanto per u o addirittura per a (in legamento) o per r (in legamento) e quest’ultima lettera si mostra, a sua volta, non difforme da e (anch’essa nel contesto di legatura); s (lunga), già di per sé di disegno improprio, non si distinque da f; la doppia l da st e cosí via. La velocità di esecuzione condiziona l’aspetto degli occhielli delle lettere, risolti talvolta da mero tratto di penna raddoppiato (cosí a, g, q), mentre rimangono sempre aperti quelli di p e d, con quest’ultima lettera tracciata in un sol tempo con raddoppiamento dell’ascendente e pronunciata inclinazione a sinistra. In simile contesto si colgono alcune costanti, come la e assoluta il cui corpo è attraversato dal tratto di chiusura dell’occhiello; le linee ascendenti arcuate (in b, h, l), il grafema per la congiunzione et (se cosí andrà interpretato) non dissimile, nel panorama grafico di B., da ci. Notevole, infine, la B maiuscola, iniziale del cognome nelle sottoscrizioni con i due occhielli disposti orizzontalmente.

Censimento

  1. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Concilio Tridentino 42, cc. 332, 341-343r
  2. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 5695, cc. 13r-22v
  3. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ott. Lat. 2202, cc. 2-108
  4. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ott. Lat. 2789, cc. 113-116
  5. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Autografi Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 7, Beccadelli, Ludovico
  6. London, The British Library, Add. 10276, c. 115r
  7. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori, Beccadelli, Ludovico
  8. Oxford, Bodleian Library, Ital. C 24
  9. Parma, Biblioteca Palatina, Epistolario Parmense 97, cc. n.n.
  10. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 972/1, cc. 2 + 103 + 2
  11. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 972/2, cc. 2 + 91 + 2
  12. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 973
  13. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 974
  14. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 975
  15. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 976, cc. 2 + 216 + 2
  16. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 977, cc. 2 + 233 + 2
  17. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 978, cc. 2 + 195 + 2
  18. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 979 bis, cc. 2 + 95 + 2
  19. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 981, cc. 2 + 60 + 2
  20. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 986
  21. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 987
  22. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1003
  23. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1009, cc. n.n.
  24. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1010, cc. 6 + 413 + 7
  25. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1011, cc. 4 + 349 + 4
  26. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1012/2, cc. 1 + 34 + 1
  27. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1013, cc. 193 + 5
  28. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1014, fasc. 1, cc. 1 + 29, fasc. 2, cc. 1 + 50 + 1, fasc. 3, cc. 50
  29. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1015, fasc. 1, cc. 41, fasc. 2, cc. 44, fasc. 3, cc. 38, fasc. 4, cc. 1 + 31, fasc. 5, cc. 42
  30. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1016, fasc. 1, cc. 52, fasc. 2, cc. 44, fasc. 3, cc. 47, fasc. 4, cc. 46
  31. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 1017, fasc. 1, cc. 1 + 42 + 1 + 1, fasc. 2, cc. 1 + 50 + 2 + 44, fasc. 3, cc. 1 + 57 + 2, fasc. 4, cc. 38, fasc. 5, cc. 14
  32. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. XIV 79 (4331), cc. 555-625
  33. [---], [Istituto non presente], Arm. II 52
  1. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1417, cc. 250
  2. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1426
  3. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1443, cc. 301
  4. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1444, cc. 247
  5. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1471, cc. 149
  6. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1499, cc. 406
  7. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1515, cc. 119
  8. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1628, cc. 252
  9. Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1629, cc. 272
  10. Bologna, Biblioteca Universitaria, 1289, cc. 2 + 48 + 48 + 52 + 11 + 16 + 39
  11. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 6752
  12. Fossombrone, Biblioteca Passionei, A5 OB 15
  13. London, The British Library, 86 K 18
  14. Oxford, Bodleian Library, Auct. T 1 3, cc. 1 + 208
  15. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 555, cc. 1 + 874 + 1
  16. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 556, cc. 1 + 131 + 1
  17. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 974, fasc. 6, cc. 2 + 68 + 2
  18. Parma, Biblioteca Palatina, Pal. 975, fasc. 6, cc. 1 + 10 + 1

Fonte: Il Cinquecento - Tomo III (2022)

Data ultima modifica: 23 dicembre 2025 | Cita questa scheda