Daniello, Bernardino
Lucca fine '400–Padova 1565
Presentazione
Figura di rilievo nell’esegesi petrarchesca, segnatamente in merito alla variantistica d’autore (Raimondi 1965: 25-69; Belloni 1992: 167-88 e 226-83; Barbieri 2003 e 2004; Marcozzi 2009) e dantesca (cfr. Dionisotti 1970; Parker 1988; Daniello 1989 e 2020; Pertile 1991), per la collaborazione con Trifone Gabriele (Frasso 1987; Parker 1989; Priolo 2018) e come collegamento tra gli ambienti padovano, toscano, romano e napoletano. Eppure sono davvero pochi gli autografi rinvenuti del letterato lucchese, come, del resto, sono scarne anche le notizie biografiche che lo riguardano (vd. De Gramatica 1986). Rimangono tre lettere autografe: due indirizzate a Benedetto Varchi, da Padova l’11 dicembre 1536 e da Verona il 15 giugno 1538, conservate alla Biblioteca Nazionale di Firenze tra gli Autografi Palatini (→ 1), pubblicate in Andreoni 2012 (71-78) e in Lettere 2012 (90-91 e 139-40); e una indirizzata ad Alessandro Corvini, da Napoli, 22 marzo 1539, conservata a Milano, Biblioteca Ambrosiana (→ 2), edita in Lettere 1991: 296-28.1
Non breve invece il catalogo dei deperdita e quello degli excludenda. Non possediamo gli autografi delle ulteriori lettere che si possono leggere a stampa in Raccolta 1863: 110-11 (a Nicolò Guidiccioni) e in Novo libro 1987: 38-46 (Al magnifico M. Federico Badoero, s.d.) e 149-52 (Al Magnifico Messer Lunardo Mocenigo, del clarissimo messer Antonio Procurator, Venezia, 3 maggio 1542).
Sono mancanti le lettere segnalate da Kristeller: I 66 (sulla base di Guasti 1884: 546-48) come presenti in ASFi, Carte Strozziane, I 132: il codice riporta in copia una parte delle lettere a Varchi conservate negli Autografi Palatini della Nazionale di Firenze, arrivando tuttavia fino alle lettere di Giovan Battista Gelli: le lettere di Daniello, previste piú oltre nell’elenco posto all’inizio, non furono copiate (su questo codice cfr. l’introduzione di Bramanti a Lettere 2012: 20-21).
Non è il nostro autore il Bernardinus Danielis destinatario delle lettere alle cc. 99-127 del cod. 5885 della Biblioteca Comunale Guarnacci di Volterra segnalato in Kristeller: II 309. Né è autografo il sonetto (segnalato in Kristeller: v 579) conservato nella Nazionale di Firenze, Magl. VII 1403, c. 10r (Sacro di Giove augel, ch’irato scendi), ma è degno di attenzione il codice che lo contiene, poiché si tratta di una raccolta molto interessante di liriche trascritte da uno dei copisti di Varchi che ha poi apposto delle correzioni autografe (il codice non è segnalato in Siekiera 2009): del ms., senza tuttavia ricondurlo a Varchi, fornisce una descrizione sommaria Code magliabechiane 1985: 30.
Non consultabile, perché danneggiato dal fuoco nel corso della Seconda Guerra Mondiale, è il codice dell’Archivio Isolani di Bologna, Carte Paleotti, ms. F 69/166 (Raccolta di poesie volgari di vari autori) segnalato in Kristeller: v 511 come contenente componimenti poetici di Daniello.2
Non autografo è il componimento conservato nel ms. Ital. 37 della University of Pennsylvania Library (segnalato in Kristeller: v 370). Non autografo e di mano piú tarda (fine Cinquecento-inizio Seicento), infine, è il ms. Della Georgica di Virgilio, conservato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, Curia 954, segnalato in Kristeller: vi 198.3
Bibliografia
Andreoni 2012 = Annalisa A., La via della dottrina. Le lezioni accademiche di Benedetto Varchi, Pisa, ETS.
Barbieri 2003 = Edoardo B., Nella selva delle varianti d’autore: l’esperienza di Bernardino Daniello, in Petrarca nel tempo. Tradizione, lettori e immagini delle opere. Catalogo della Mostra di Arezzo, SottoChiesa di San Francesco, 22 novembre 2003-27 gennaio 2004, a cura di Michele Feo, Pontedera, Bandecchi e Vivaldi.
Barbieri 2004 = Id., Bernardino Daniello e le varianti d’autore (Milano, Biblioteca Ambrosiana, S.N.G. VII 58), in Francesco Petrarca. Manoscritti e libri a stampa della Biblioteca Ambrosiana, a cura di Marco Ballarini, Giuseppe Frasso, Carla Maria Monti, pres. di Gianfranco Ravasi, Milano, Scheiwiller, pp. 126-27.
Belloni 1992 = Gino B., Laura tra Petrarca e Bembo. Studi sul commento umanistico-rinascimentale al ‘Canzoniere’, Padova, Antenore.
Code Magliabechiane 1985 = «Code Magliabechiane». Un gruppo di manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze fuori inventario, a cura di Maura Scarlino Rolih, Firenze-Scandicci, Giunta Regionale Toscana-La Nuova Italia.
Daniello 1989 = L’espositione di Bernardino Daniello da Lucca sopra la ‘Comedia’ di Dante, ed. by Robert Hollander and Jeffrey T. Schnapp, Hannover (N.H.), Univ. Press Of New England.
Daniello 2020 = Bernardino D., Dante con l’espositione, a cura di Calogero Giorgio Prioio, Roma, Salerno Editrice.
De Gramatica 1986 = M. Raffaella D.G., Daniello, Bernardino, in DBI, vol. xxxii, pp. 608-10.
Dionisotti 1970 = Carlo D., Daniello, Bernardino, in Enciclopedia Dantesca, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, II, pp. 303-4.
Frasso 1987 = Giuseppe F., Francesco Petrarca, Trifon Gabriele, Antonio Brocardo. Appunti sull’incunabolo Rossiano 710, in Filologia ed esegesi petrarchesca fra Tre e Cinquecento. Atti del Convegno internazionale di Trieste, 19-21 settembre 1986, num. mon. di «Studi petrarcheschi», n.s., iv, pp. 159-89.
Guasti 1884 = Cesare G., Le carte strozziane del Regio Archivio di Stato in Firenze. Inventario. Serie prima, Firenze, Tip. Galileiana di M. Cellini e C., vol. I.
Lettere 1991 = Lettere facete e piacevoli di diversi grandi uomini e chiari ingegni, a cura di Silvia Longhi, Bologna, Forni (rist. an. dell’ed. Venezia, Zaltieri, 1561).
Lettere 2012 = Lettere a Benedetto Varchi (1530-1563), a cura di Vanni Bramanti, Manziana, Vecchiarelli.
Marcozzi 2009 = Luca M., Varianti e normalizzazione del testo nell’esegesi dei ‘Rerum vulgarium fragmenta’ di Daniello, Muzio e Tassoni, in La filologia dei testi d’autore. Atti del Seminario di Roma, 3-4 Ottobre 2007, a cura di Simona Brambilla e Maurizio Fiorilla, Firenze, Cesati, pp. 137-57.
Novo libro 1987 = Novo libro di lettere scritte da i piú rari auttori e professori della lingua volgare italiana, a cura di Giacomo Moro, Bologna, Forni (rist. an. delle ed. Venezia, Gherardo, 1544-1545).
Parker 1988 = Deborah P., Bernardino Daniello and the Commentary Tradition, in «Dante Studies», cvi, pp. 11-21.
Parker 1989 = Ead., Beyond Plagiarism: New Perspectives on Bernardino Daniello’s Debt to Trifone Gabriele, in «Modern Languages Notes», 104, pp. 209-18.
Pertile 1991 = Lino P., Il Daniello di Darthmouth, in «Italian Studies», xcvi, pp. 102-9.
Priolo 2018 = Calogero Giorgio P., Petrarca in chiosa alla ‘Commedia’: il caso del ‘Dante con l’Esposizione’ di Bernardino Daniello, in «Rivista di letteratura italiana», xxxvi, 3, pp. 21-36.
Raccolta 1863 = Raccolta di scritture varie pubblicata nell’occasione delle nozze Riccomanni-Fineschi, a cura di Cesare Riccomanni, Torino, Vercellino.
Raimondi 1965 = Ezio R., Bernardino Daniello, lettore di poesia, in Id., Rinascimento inquieto, Palermo, Manfredi, pp. 25-69.
Siekiera 2009 = Varchi, Benedetto, in ALI, III, to. I, pp. 337-57.
* Ringrazio Gino Belloni per le cortesi indicazioni fornitemi in occasione di questo lavoro.
1. In fase di correzione di bozze, Calogero Giorgio Priolo, che ringrazio, mi segnala la presenza alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, nel ms. G 273 inf., c. 203, di una lettera del 25 aprile 1552 ad Alvise Mocenigo da lui riconosciuta come autografa (si rimanda a Daniello 2020: i 46 n. 132).
2. I danni da fuoco sono segnalati nell’elenco di consistenza dattiloscritto dell’Archivio privato Cavazza Isolani, a cura di Enrico Angiolini e Valentina Raffaello, frutto della ricognizione svolta nel 2007 e conservato presso la Soprintendenza Archivistica dell’Emilia Romagna-Archivio di Stato di Bologna. Ringrazio il dott. Giampiero Romanzi della Soprintendenza dei beni culturali dell’Emilia Romagna per le gentili indicazioni.
3. Il ms. è stato visionato da Paolo Procaccioli, che ringrazio.
Nota paleografica
Nella ortografica italica corrente di D. spicca il grafema per ch(e), nel quale la c è in legamento dal basso con h e questa lettera, rettificata, prosegue nel segno abbreviativo pronto a richiudersi sul corpo del digramma (tav. 1 r. 9): una morfologia non rara nel panorama grafico del tempo, ma certo poco adatta al modello correttamente interpretato. In quanto scrittura d’uso, in essa prevale la d con traverso inclinato e si coglie, non raro, il tratto di attacco verso destra di occhielli (a, d: testa nella denominazione dei trattati di scrittura) e dei minimi. La q ha il tratto discendente arcuato, tanto da rendere questa lettera identica a parte della g, da cui la differenzia solo la chiusura dell’occhiello. Ma questi sono tutti elementi poco connotativi e la scrittura di D., in sé gradevole e perspicua, grazie anche alla notevole capacità di tenuta della penna riflessa in allineamenti buoni, giustificazioni attente e regolarità di modulo e disegno, rimane perciò stesso anche poco caratterizzata.
Censimento
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini, Varchi I, num. 78-79
- Milano, Biblioteca Ambrosiana, E 31 inf., c. 110
Fonte: Il Cinquecento - Tomo III (2022)
Data ultima modifica: 30 dicembre 2025 | Cita questa scheda