Tassoni, Alessandro
Modena 1565–Modena 1635
Presentazione
L’interesse e il culto per la figura e l’opera di Tassoni da parte della città in cui egli nacque e morí – quella di cui cantò, trasfigurate nella mascherata medievale della Secchia rapita, gli splendori trascorsi e le miserie dei tempi a lui vicini – hanno profondamente segnato la sopravvivenza dei manoscritti del modenese.* Nonostante la sua permamenza nella città emiliana sia stata di fatto limitata alla giovinezza (1565-1597) e agli ultimi anni di vita (1633-1635), l’attaccamento alla sua terra – non privo di dissidi interiori e persistenti ambivalenze – e la scelta degli amici piú fidati all’interno della ristretta cerchia cittadina fecero sí che, con qualche eccezione, gran parte del lascito del nostro si conservasse a lungo, e tuttora si conservi, in questa città. Tale destino fu deciso dallo scrittore stesso che, forte della fama acquistatagli dal poema eroicomico, nel 1625 vendette (dopo un’abile e lucrosa contrattazione) l’autografo della Secchia rapita alla Comunità di Modena per la somma di cento scudi romani (Tassoni 1978: ii 186). E a Modena appunto sarebbero rimasti alla sua morte i manoscritti e i beni (quadri, suppellettili, vestiti) destinati rispettivamente, nelle ultime volontà testamentarie, a Fulvio Testi e Annibale Sassi (su quest’ultimo e il lascito tassoniano: Santi 1926). Non è chiaro tuttavia come e in quale entità i manoscritti tassoniani, destinati a Testi, dopo la morte a breve distanza di tempo dei due fedelissimi amici (Sassi nel 1643, Testi nel 1646) giungessero nelle mani degli eredi di Sassi e in queste rimanessero (con qualche eccezione, come vedremo) fino a gran parte del secolo successivo.
Il lascito, descritto genericamente nell’ultimo testamento ma di cui non si possiede un inventario dettagliato, doveva comprendere un esiguo numero di autografi che l’autore aveva conservato presso di sé: tra questi, oltre alla prima redazione della Secchia, il cosiddetto «Codice Sassi» (→ 42), si trovavano i volumi del Ristretto degli Annali ecclesiastici e secolari (→ 50-54) del cardinal Baronio, che – secondo le volontà dell’autore – avrebbero dovuto essere tradotti in latino e stampati postumi. Alla metà del Settecento, tuttavia, quando Muratori e Barotti si accinsero l’uno a scrivere la vita del modenese, nel 1739, l’altro ad allestire la sua celebre edizione del poema (pubblicata nel 1744), compiendo cosí la prima sistematica ricognizione della biblioteca di Tassoni, era già evidente che (parole di Muratori) «le di lui fatiche andavano disperse per tutta l’Italia» (in Tassoni 1744: 57). Proprio nel corso del Settecento cominciarono infatti a riaffiorare alcune tessere non trascurabili dello scrittoio tassoniano, confluite per vie diverse e non sempre chiare nelle raccolte pubbliche modenesi: nell’Archivio e Biblioteca Ducale (oggi rispettivamente Archivio di Stato e Biblioteca Estense) alcuni codici già di proprietà degli Este e altri acquisiti da Tiraboschi; nell’Archivio Storico Comunale, che già conservava la Secchia; nella biblioteca del collegio San Carlo. Sempre nel XVIII sec., dalle testimonianze di Muratori e Tiraboschi nonché dall’edizione di Barotti, sappiamo che alcuni autografi tassoniani oggi perduti si trovavano in biblioteche private modenesi (fogli di rime sparse, la tragedia giovanile Enrico; vd. Puliatti in Tassoni 1975: 203). Salvo casi sporadici (come una delle prime sillogi dei Pensieri, presente nella collezione milanese di Carlo Morbio, in parte acquistata dalla Biblioteca Universitaria di Halle nel 1889, → 18), la storia della tradizione dei mss. tassoniani nel sec. XIX è ancora in gran parte modenese.
Estintisi i discendenti di Sassi, una parte importante del lascito librario di Alessandro presente a Modena nelle mani della famiglia Frosini fu battuta all’asta nel 1880. Comprati da Adolfo Formiggini, i manoscritti tassoniani posti in vendita (→ 40-46, comprensivi delle numerosissime lettere inviate da Roma al «fedelissimo amico» Annibale Sassi nonché della copia di lavoro degli Annali passati attraverso la censura ecclesiastica) pervennero alla sua morte (1896) ai Comuni di Modena e Bologna e andarono a incrementare il fondo tassoniano dell’Archivio Storico Comunale modenese. Anche per Tassoni, il collezionismo di autografi letterarî portò nell’Ottocento al riaffiorare di scampoli dell’epistolario sul mercato antiquario (provenienti in parte anche dal lascito Sassi), donde la loro presenza attuale nelle raccolte Campori (→ 47), Gonnelli (→ 13), Piancastelli (→ 16), Borromeo (→ 19). Sempre nel periodo tra Otto e Novecento va collocato poi il riapparire nella collezione di Federico Patetta (→ 3) del frammento di un’importante miscellanea autografa di lettere proprie e altrui allestita da Tassoni intorno al 1613 per un progetto dell’editore Onorato Claretti che non vide mai la luce, ma che il modenese continuò ad accarezzare tanto da allestire un’altra antologia “gemella” (→ 84), che nel Settecento fu di proprietà di Apostolo Zeno.
Va poi segnalato il recentissimo ritrovamento in collezione privata degli autografi delle lettere ad Albertino Barisoni (75 missive dal 1615 al 1627), già proprietà della famiglia Emo-Capodilista (vd. Cabani 2021 e Lazzarini 2021). Pubblicate parzialmente e senza pretese scientifiche dagli stessi proprietari in opuscoli per nozze e antologie nel corso del XIX sec. (si veda almeno Tassoni 1859), le lettere a Barisoni furono edite da Puliatti sulla base di trascrizioni settecentesche (cfr. Tassoni 1978: ii 418-84).
Quantitativamente inferiore è la presenza di autografi tassoniani a Roma, città in cui il poeta modenese visse per trentacinque anni (dal 1597 al 1632, eccettuata la breve parentesi torinese del 1619-1620 e i viaggi in Spagna del 1601-1603), frequentando e presiedendo quell’Accademia degli Umoristi, all’attività della quale non a caso sono legati i pochi scritti in tutto o in parte autografi qui conservati: il Discorso in biasimo delle lettere e l’Elogio del boia tra i manoscritti di Giuseppe Malatesta nella Vallicelliana (→ 73), l’impresa per l’accademia nella miscellanea San Pantaleo 44 della Nazionale (→ 71). Minima è la sopravvivenza di testimonianze autografe del Tassoni epistolografo al di fuori dei prediletti destinatari della cerchia estense (Sassi in primis), mentre al contrario l’opera di segretario prestata a quattro cardinali (Ascanio Colonna, Bartolomeo Cesi, Maurizio di Savoia, Ludoviso Ludovisi) e occasionalmente a ministri e ambasciatori (l’amico Alessandro Scaglia) è all’origine dell’abbondante numero di lettere di complimenti e di negozi scritte per conto altrui e oggi conservate per lo piú in archivi pubblici (Firenze, Genova, Mantova, Torino: → 6-12, 17, 21-28, 77-83). Del servizio di segretario presso il cardinale Colonna (1597-1604), in particolare, è rimasta ricca documentazione presso l’Archivio Colonna (oggi presso la Biblioteca di Santa Scolastica a Subiaco), già indagata dalla Sacchiero Parri (1997ab) e arricchita ora di qualche nuovo reperto (→ 74, 76, P 16).
Un discorso a parte meriterebbero i ben cinque testamenti che ci sono giunti in redazione autografa, che coprono oltre un trentennio di vita (→ 31-33, 65, 66), cui va aggiunto un sesto, l’ultimo, non autografo (AsMo, Archivio notarile di Modena, Testamenti, 2690, del 30 marzo 1635, di mano del notaio Ludovico Caldani), e l’abbozzo di un settimo, già di proprietà di Muratori, oggi irreperibile (Muratori in Tassoni 1744: 32). Considerato il fatto che Tassoni effettuò pochi viaggi (a parte le due missioni in Spagna a fianco di Colonna del 1601-1603 e il breve soggiorno a Torino del 1620) e che le sue condizioni di salute furono abbastanza buone e stabili fino agli ultimi anni (due aspetti che nella società di antico regime erano spesso all’origine dell’urgenza di redigere le ultime volontà), i testamenti vanno considerati come una testimonianza preziosa, oltre che di durevoli ossessioni e di implacabili risentimenti personali, della visione tassoniana dell’uomo e della realtà dei suoi tempi.
Molto piú tribolata e di difficile ricostruzione la vicenda della biblioteca personale del modenese, testimoniata, se pur parzialmente, da due documenti risalenti agli estremi del pluridecennale soggiorno romano: un elenco di libri rimasti a Modena e richiesti a Sassi nel 1597 (Tassoni 1978: i 2-3) e un inventario dei libri venduti a Cassiano dal Pozzo nel 1633 (D’Agostino 1979). Fu Tassoni stesso a separarsi da gran parte della sua biblioteca, che non doveva essere però particolarmente ricca, né quanto a numero di pezzi, né quanto a valore, se viene definita «mercatanzia che non suol aver molto spazio», sebbene composta da «molti volumi curiosi che non si trovano cosí per tutto» (lettera a Cassiano dal Pozzo del 19 gennaio 1633 in Tassoni 1978: ii 327). Fu cosí che i libri a lui appartenuti presero strade diverse: alcuni di quelli venduti a Roma confluirono nelle collezioni dell’amico Dal Pozzo (in parte acquistate dalla famiglia Albani nel 1714 e di qui, ma non integralmente, finite poi a Montpellier), altri invece andarono dispersi già allora (→ P 13, 14, 15). I volumi che Tassoni aveva portato con sé a Modena (verosimilmente non moltissimi) passarono invece prima agli eredi Sassi e Testi, giungendo successivamente sul mercato antiquario, per approdare in piccola parte, dalla fine del XVIII secolo, nella Biblioteca Ducale. Nel Settecento diversi volumi postillati, alcuni dei quali oggi smarriti, facevano parte delle collezioni di Caterino Zeno a Venezia (→ P 2-3), delle biblioteche romane dei Capponi (→ P 1), Albani e Caetani (→ Deperdita 4), del canonico Giovan Maria Perotti a Perugia (→ Deperdita 9). Nell’Ottocento li troviamo nelle biblioteche dell’erudito Giulio Bernardino Tomitano (venduta all’asta nel 1839: → P 2-3), del pittore Giuseppe Bossi e di Carlo Porta a Milano (→ P 5), nonché tra le mani del famigerato Guglielmo Libri (→ P 13).
I volumi postillati a noi giunti, come è stato piú volte illustrato, ci permettono di cogliere, se pur per frammenti, lo spirito polemico e corrosivo di Tassoni e in certi casi piú fortunati (i due esemplari di Boccaccio, due di Dante, uno del Furioso: risp. → P 3 e 9, 1 e 7, 8) ci consentono di fissare persino qualche linea evolutiva del suo modo di leggere i classici: dalle diligenti e impersonali annotazioni degli anni giovanili, soprattutto su autori tre- e cinquecenteschi (per i quali egli si fa spesso collettore di postille o annotazioni altrui, per es. di Castelvetro e Speroni) al piú libero e sarcastico polemizzare con auctoritates antiche e moderne in fatto di lingua (Borghini commentatore del Decameron, la prima edizione del Vocabolario della Crusca) o di poesia (i suoi contemporanei Bracciolini e Stigliani: → Deperdita 4 e P 5). Ma i libri tassoniani non sono depositarî solo di note di lettura, vi figura anche altro materiale quasi estemporaneo, diaristico-memoriale (come l’appunto che apre l’esemplare del Mondo nuovo di Stigliani: «Questa mattina addí 15 febbraio 1618 il cardinale di santa Cecilia, nemico della fortuna e del caso, è morto sfortunatamente a caso…»; o la nota di disappunto nei confronti della censura ecclesiastica nel to. ii degli Annali) e persino di abbozzi poetici, frutto di un rapporto agonistico col libro letto e per cosí dire giocosamente, ma anche violentemente “sfidato” sulle sue stesse pagine (il madrigale licenzioso nel volume albertiano oggi a Oxford: → P 13; l’ottava ii 1 dell’Oceano nell’aldina vaticana: → P 1).
Una parte consistente di materiali autografi circolanti alla fine del Settecento è oggi smarrita o nota attraverso trascrizioni piú tarde (sebbene qualche nuova tessera sia stata aggiunta al catalogo qui prodotto), mentre di difficile identificazione risultano quei libri vietati (sicuramente da lui posseduti, come fa fede la citata lettera a Sassi di libri «sospesi o proibiti» rimasti a Modena sui quali è verosimile che non si trovi nota di possesso, peraltro non sistematica nemmeno negli altri casi). Non è poi del tutto da escludere che la presenza di considerazioni libere e licenziose abbia comportato la censura di note di possesso e persino la mutilazione di esemplari appartenuti allo scrittore (come parrebbe desumersi dal ritrovamento di postille a lui attribuibili in → P 10).
Del processo di continua riscrittura delle due piú importanti opere a stampa del Tassoni critico e “saggista” (le Considerazioni sopra le rime del Petrarca e i Pensieri diversi) ci sono invece giunti i due esemplari di lavoro (risp. all’Estense e nella collezione Panini, → 58, 60), tra i pochi libri che il modenese ebbe con sé fino agli ultimi giorni. Già a metà Settecento non si aveva piú notizia di autografi relativi a diverse opere tassoniane: né degli scritti legati alla polemica antipetrarchista (gli Avvertimenti di Crescenzio Pepe contro l’Aromatari, la Tenda rossa), né di quelli politici (l’Apologia pro episcopis venetis, le due Filippiche, la risposta al Soccino) si conservano materiali sicuramente riconducibili all’autore. Questioni di prudenza forse ne dettarono la distruzione, ma va anche ricordato che, a parte casi eccezionali (le Considerazioni, gli Annali del Baronio e la Secchia, trasformata quest’ultima ex post in prelibata mercanzia, indi in oggetto di culto quasi come l’umile trofeo conteso nel poema), Tassoni fu assai poco scrupoloso nella cura e conservazione delle carte proprie e ancor meno di quelle altrui (nessuna lettera tra le tante a lui indirizzate, anche da scrittori e personaggi di rango, ci è giunta in originale). Calligrafo abilissimo per mestiere, il poeta modenese preferí affidare la copia dei propri scritti ad altre mani, intervenendo successivamente sulle copie in pulito con tormentose e incessanti campagne di correzioni e riscritture, laboriose e travagliate anche perché spesso effettuate a distanza (almeno per le opere destinate alla stampa, nessuna delle quali egli seguí personalmente in loco) tramite gli amici Annibale Sassi e Albertino Barisoni, docili gestori (a Modena e a Padova) delle carte tassoniane. Scrivendo al Barisoni nel 1617, mentre preparava una nuova edizione dei Pensieri, Tassoni diceva di aver provato «molta fatica e tedio» (si noti) nell’«andar raccapezzando le notazioni vecchie, che si erano in gran parte smarrite e copiar di nuovo con molte aggiunte il decimo libro di carte», ciò per l’opera che gli stava in quel momento piú a cuore (Tassoni 1975: 344). Di queste riscritture e rielaborazioni le due Secchie e gli Annali ci offrono numerosissimi esempi, anche tramite cartigli di varia misura incollati sulle stesure precedenti, sorta di paperoles dall’autore denominati «bollettini».
Estratti dalla ‘Ragion di Stato’ di G. Botero e Sopra l’editto pubblicato da Enrico IV: di questi due brevi scritti tassoniani, pubblicati da Puliatti sulla base di autografi (vd. Puliatti in Tassoni 1990: xxxii) ma senza rimando all’ubicazione dei mss., non è stato possibile identificare i testimoni. La catalogazione, tuttora in corso, delle carte di Puliatti donate nel 2015 alla Biblioteca Estense potrà forse fornire qualche maggiore notizia. È ignota l’attuale collocazione della lettera del 25 agosto 1598 a Paolo Teggia, lettera che apparteneva un tempo alla raccolta trevigiana di Luigi Teggia (Tassoni 1978: ii 359). Di alcuni postillati tassoniani, dei quali la tradizione degli studi ha conservato il ricordo senza che attualmente sia possibile individuare la collocazione, forniamo qui di seguito l’elenco:
1. Alano da Lilla, Anticlaudianus, Basel, Heinrich Petri, 1536. • Tiraboschi 1784: 213.
2. Ludovico Ariosto, Orlando furioso, Venezia, Francesco de’ Franceschi, 1584. • Bucchi 2019.
3. Aristotele, Opera, [ed. non nota]. • Segnalata nel «Bulletin de l’Alliance des Arts», ii 1843, fasc. 12, 10 décembre, p. 192, come appartenente alla collezione milanese del conte Giberto Borromeo.
4. Francesco Bracciolini, L’elezione di Urbano VIII, Roma, s.e., 1628. L’ed. postillata si trovava nella seconda metà del Settecento nella biblioteca romana del cardinale Onorato Caetani di Sermoneta, poi dispersa. Le postille sono note grazie alla trascrizione di Domenico Vandelli nel ms. oggi alla BEU, α O 8 18 (2). • Tiraboschi 1784: 215.
5. Giuliano Imperatore, Misopogon, Paris, André Wechel, 1566. • Appartenuto a Pierantonio Serassi. • Tiraboschi 1784: 217; Puliatti 1977: 21.
6. Giovan Francesco Maia Materdona, Rime, [ed. non nota]. • Esemplare non rilegato, appartenuto a Muratori che parla di «quinternetti sciolti con alcune postille censorie secondo il suo costume pungenti e piacevoli». • Muratori in Tassoni 1744: 57; Tiraboschi 1784: 217.
7. Francesco Patrizi, Della poetica, Ferrara, Vittorio Baldini, 1586. • Acquistato da Cassiano Dal Pozzo nel 1633, nel 1816 era nella collezione dell’erudito e bibliofilo Giulio Bernardino Tomitano; alla sua morte fu venduto all’asta nel 1840 (ringrazio Andrea Lazzarini per la segnalazione). • Tomitano 1846: 14; D’Agostino 1979: 428.
8. Angelo Poliziano, Opera, Venezia, Aldo Manuzio, 1498. • Passato nel 1633 nella biblioteca di Cassiano dal Pozzo, indi in epoca imprecisata in biblioteca privata inglese, infine venduto all’asta da Sotheby’s a Lione nel 1962 (devo quest’ultima informazione a Lucia Panini). • D’Agostino 1979: 426.
9. Benedetto Varchi, L’Hercolano, Firenze, Giunti, 1570. • Le postille all’Ercolano, di cui dette per la prima volta notizia Muratori (collocando l’autografo a Perugia presso Giovan Maria Perotti), furono pubblicate da Dal Rio nel 1846 (sulla base di una copia presente nel fondo Capponi della Biblioteca Apostolica Vaticana: vd. Catalogo 1747: 382, su cui ora Lazzarini 2020 e i.c.s.). Un esemplare dell’Ercolano con postille di mano di T. (ma nell’ed. Venezia, Giunti, 1570) faceva parte della biblioteca di Federico Patetta e fu descritto da Carta che ne riprodusse fotograficamente due cc. (Carta 1908: 206-7). Dell’ed. di Venezia però non c’è traccia non essendo pervenuta insieme ai libri a stampa della collezione Patetta alla Biblioteca «Norberto Bobbio» di Torino. L’autografo risulta dunque non individuabile. • Muratori in Tassoni 1744: 5, 57; Tiraboschi 1784: 210-11; Dal Rio 1846: x; Carta 1908: 206-7 (con trascrizione di una nota polemica, di dubbia paternità tassoniana, sulla legatura); Diffley 1992: 84-85; Ferraro 2018: 22-23; Lazzarini 2020.
10. Giorgio Vasari, Vite de’ piú eccellenti pittori, scultori e architettori, Firenze, Giunti, 1568. • Esemplare appartenuto a Giuseppe Bossi, come informa lo stesso in una lettera. • Bossi in Vasari 1808: 329.
11. Vocabolario degli Accademici della Crusca, Venezia, Alberti, 1612. • Le postille tassoniane sono note tramite la trascrizione fattane da un copista sconosciuto su un esemplare della seconda ed. del 1623, oggi presso la Biblioteca Estense (A LVI R 35). Copia di queste postille tassoniane è trasmessa da un altro esemplare della seconda ed. del Vocabolario conservata a Roma, BNCR, 6 2 N 9, proveniente dalla Biblioteca di Sant’Onofrio. • Muratori in Tassoni 1744: 40-41 (segnala la copia oggi alla Nazionale di Roma); Masini 1996: viii.
Bibliografia
Bucchi 2019 = Gabriele B., Duelli di carta: scampoli, schegge, bricciche su Tassoni postillatore e lettore del ‘Furioso’ in un codicetto della Biblioteca Correr, in Tra lo stil de’ moderni e ’l sermon prisco. Studi di allievi e amici offerti a Giuseppe Frasso, a cura di Edoardo R. Barbieri, Marco Giola, Daniele Piccini, Pisa, Ets, pp. 313-21.
Cabani 2021 = Maria Cristina C., Le lettere di Tassoni a Barisoni e la nascita della ‘Secchia rapita’, in «Nuova rivista di letteratura italiana», xxiii, 2 pp. 149-74.
Carta 1908 = Francesco C., La scrittura di Alessandro Tassoni, in Miscellanea tassoniana di studi storici e letterari pubblicata nella festa della Fossalta, xxviii giugno mdccccviii, a cura di Tommaso Casini e Venceslao Santi, Bologna-Modena, Formiggini, pp. 179-207.
Catalogo 1747 = Catalogo della libreria Capponi o sia de’ libri italiani del fú marchese Alessandro Gregorio Capponi […], Roma, Bernabò e Lazzarini.
D’Agostino 1979 = Renata D’A., Due note tassoniane, in «Filologia e Critica», iv, pp. 416-33.
Dal Rio 1846 = Pietro D.R., Prefazione a L’Ercolano, dialogo di Benedetto Varchi dove si ragiona delle lingue e in particolare della toscana e fiorentina, Firenze, Agenzia libraria, pp. i-xxv.
Diffley 1992 = Paul B. D., Tassoni’s Linguistic Writings, in «Studi secenteschi», xxxiii, pp. 67-92.
Ferraro 2018 = Luca F., Nel laboratorio di Alessandro Tassoni: lo studio del ‘Furioso’ e la pratica della postilla, Firenze, Cesati.
Lazzarini 2020 = Andrea L., «Pazza cosa sarebbe la poesia»: Alessandro Tassoni lettore del Trecento fra Barocco ed età moderna, Modena, Panini.
Lazzarini 2021 = Id., Gli autografi delle lettere di Alessandro Tassoni ad Albertino Barisoni. Osservazioni filologiche preliminari, in «Nuova rivista di letteratura italiana», xxiii, 2 pp. 127-48.
Lazzarini i.c.s. = Id., Un postillato giovanile di Alessandro Tassoni: l’ ‘Ercolano’ di Varchi.
Masini 1996 = Andrea M., Introduzione ad Alessandro Tassoni, Postille al primo ‘Vocabolario’ della Crusca, a cura di A.M., Firenze, Accademia della Crusca, pp. i-li.
Puliatti 1977 = Pietro P., Le letture e i postillati di Alessandro Tassoni, in «Studi secenteschi», xviii, pp. 3-57.
Puliatti 1978 = Pietro P., La tradizione delle rime del Tassoni, in «Giornale storico della letteratura italiana», clv, pp. 386-437.
Sacchiero Parri 1997a = Fiorella S.P., Lettere e minute di lettere inedite di Alessandro Tassoni (1600-1604). Tesi di dottorato discussa all’Università di Zurigo, tutor Ottavio Besomi.
Sacchiero Parri 1997b = Ead., Lettere inedite di Alessandro Tassoni (1600-1604), Lugano, Tipografia Etf.
Santi 1926 = Venceslao S., Il fedelissimo amico di Alessandro Tassoni, in «Atti e Memorie della Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena. Sez. Lettere», vol. i pp. 31-37.
Tassoni 1744 = La secchia rapita poema eroicomico di Alessandro Tassoni patrizio modenese […] s’aggiungono la prefazione e le annotazioni di Giannandrea Barotti ferrarese; le varie lezioni de’ testi a penna e di molte edizioni e la Vita del poeta composta da Lodovico Antonio Muratori, Modena, Bartolomeo Soliani [Vita del poeta, pp. 1-60; Annotazioni, pp. i-xl].
Tassoni 1859 = Alessandro T., Lettere, Padova, Tip. del Seminario.
Tassoni 1975 = Id., Scritti inediti, a cura di Pietro Puliatti, Modena, Aedes Muratoriana.
Tassoni 1978 = Id., Lettere, a cura di Pietro Puliatti, Roma-Bari, Laterza, 2 voll.
Tassoni 1990 = Id., Annali e scritti storici e politici, a cura di Pietro Puliatti, Modena, Panini.
Tiraboschi 1784 = Girolamo T., Biblioteca modenese, Modena, Società Tipografica, vol. v.
Tomitano 1846 = Dodici lettere filologiche di Giulio Bernardino Tomitano scritte a Bartolommeo Gamba ed a Francesco Negri, Venezia, Tip. di G.B. Merlo.
Vasari 1808 = Giorgio V., Vite de’ piú eccellenti pittori, scultori e architetti, [a cura di Giuseppe Bossi,] Milano, Società Tipografica de’ Classici italiani, vol. iii.
* Mi è caro ringraziare colleghi, studiosi e bibliotecari che mi hanno aiutato nelle ricerche: Franca Baldelli e Giuseppe Bertoni (Modena, Archivio Storico Comunale), Cecilia Baraldi, Lorena Barale (Isola Bella, Archivio Borromeo), Grazia Biondi, Maria Carfí (Modena, Archivio di Stato), Marco Cavietti (Roma, Archivio di Stato), Clizia Carminati, Massimo Danzi, Luca Ferraro, Fiorenza Gemini (Lucca, Archivio di Stato), Giulia Elda Grata, Marco Guardo (Biblioteca dell’Accademia dei Lincei e Corsiniana), Antonella Imolesi (Forlí, Biblioteca Comunale « A. Saffi »), Andrea Lazzarini, Elia Mariano (Subiaco, Biblioteca di Santa Scolastica), Massimiliano Malavasi, Maurizio Mazzoni, Lucia Panini, Daniela Peretto (Bassano del Grappa, Biblioteca Comunale), Lorenzo Pongiluppi (Modena, Archivio Storico Diocesano), Claudio Rangoni Machiavelli (Modena, Archivio Rangoni), Pascaline Todeschini (Montpellier, Bibliothèque de l’École de Médicine).
Nota paleografica
Segretario di cardinali e ministri per mestiere, nelle lettere scritte per conto d’altri T. sfoggia un’elegante bastarda su base cancelleresca (o italica di modello cresciano), dimostrando perfetta padronanza delle tecniche di scrittura e d’impostazione della pagina fissate dalla precettistisca calligrafica cinquecentesca. In particolare, gli esempi piú fermi della sua mano, mostrano una caratterizzazione della cancelleresca in cui forte è l’influsso del Cresci, temperato, però, da atteggiamenti semplificatori, tanto da renderla non sempre di agevole distinzione rispetto alle scritture calligrafiche standardizzate del tempo (Carta 1908, di contrario avviso Puliatti 1978: ii 490). Tale scrittura, inclinata a destra, declinata in modo piú corsivo e morbido, ma mai incondito, di modulo grande e lettere distese, è utilizzata nella redazione di testi in copia a buono, nel campo, cioè, del formalismo piú accentuato. Il dispiegamento dei formalismi propri della professione calligrafica, si coglie in essa nel manierismo delle volte, spesso corroborate dalla marcata inchiostratura terminale, dalla rotondità del disegno delle lettere, dall’assoluta perfezione della pagina. Non per caso un esempio del piú alto grado di equilibrio raggiunto è rappresentato dalla produzione di dedica di età giovanile (tav. 1). Ma tali caratteri si mantengono anche in passaggi meno controllati e decisamente piú tardi, come è nel caso dell’esemplare della Secchia rapita (tav. 2): anche qui il nitore della pagina si conserva pure nella presenza di estese depennature e cancellature che non deturpano l’armonia dell’insieme. Nelle copie private e nei postillati, si trovano scritture dall’inclinazione maggiore e dal modulo ridotto, in cui il numero dei legamenti cresce in modo esponenziale, pur restando inalterato il modello. Scritture tondeggianti e non inclinate sono invece in uso, in particolare, sia nelle postille marginali, sia nei mss. piú antichi (come la versione della Politica di Lipsio, che riproduce peraltro la stessa impostazione della pagina delle edizioni coeve dell’opera) sia nei postillati piú tardi (come il Boccaccio della BNCF, P 3).
Bibliografia
Carta 1908 = Francesco C., La scrittura di Alessandro Tassoni, in Miscellanea tassoniana di studi storici e letterari pubblicata nella festa della Fossalta, xxviii giugno mdccccviii, a cura di Tommaso Casini e Venceslao Santi, Bologna-Modena, Formiggini, pp. 179-207.
Puliatti 1978 = Pietro P., La tradizione delle rime del Tassoni, in «Giornale storico della letteratura italiana», clv, pp. 386-437.
Censimento
- Bassano del Grappa, Biblioteca comunale, Epistolario Gamba XII A 4 1855
- Bologna, Archivio di Stato, Fondo Malvezzi Campeggi III, Lettere 42 num. 564
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Patetta, Tassoni, Alessandro
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 3901, cc. 206-216
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 1624, cc. 10-11, 49.
- Firenze, Archivio Buonarroti, Casa Buonarroti, LV, cc. 1973-1977
- Firenze, Archivio di Stato, Ducato di Urbino I G 130, c. 161
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 974, c. 519
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 3776, num. 133 e 160
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 3777, c. n.n.
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 3779, cc. n.n.
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 3780, cc. n.n.
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Gonnelli 39 17
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco Rari 303
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Pal. 1118, cc. 9-27
- Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 63, Tassoni, Alessandro
- Genova, Archivio di Stato, Archivio Segreto della Repubblica, Lettere di Cardinali 2804
- Halle, Universitäts- und Landesbibliothek, 1 E a 7
- Isola Bella, Archivio Borromeo, Autografi, Alessandro Tassoni
- Lucca, Archivio di Stato, Archivio Cenami 2 1607-1608
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 606, VI cc. 589-591, X cc. 981-982 e 993-994
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 972, IV cc. 351 e 409
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 973, II c. 653
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 989, III c. 451
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 997, I 2 cc. 147-148, I 5 cc. 602-603 e 692-693
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 1000, II 2 cc. 565 e 635, II 3 cc. 753-754
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 1004, int. 1613, cc. 368, 475, 605-606
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, Cardinali 1009, int. 1615, c. n.n.
- Modena, Archivio Rangoni Machiavelli, s.s.
- Modena, Archivio di Stato, Archivio Boschetti, U-VI
- Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Sezione estero, Carteggi con principi esteri, Roma, Lettere di Cardinali 1348/78
- Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Sezione estero, Carteggi con principi esteri, Roma, Lettere di Cardinali 1351/81
- Modena, Archivio di Stato, Archivio Segreto Estense, Cancelleria Sezione estero, Roma, Carteggi con principi esteri, Lettere di Cardinali 1388/126
- Modena, Archivio di Stato, Archivio notarile di Modena, Testamenti 2125
- Modena, Archivio di Stato, Archivio notarile di Modena, Testamenti 2552
- Modena, Archivio di Stato, Archivio notarile di Modena, Testamenti 2559
- Modena, Archivio di Stato, Archivio per materie, Letteratura 2 ins. 12
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori, Tassoni, Alessandro
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Deposito Collegio di San Carlo 3
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Deposito Collegio di San Carlo 4
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 154 (α J 2 9)
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 154B (α J 2 10B)
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 155 (α J 2 10)
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- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 577 (α Q 9 36)
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- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 835 (α G I 18)
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 1228 (α S 2 10)
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Lat. 388 (α F 3 4)
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Capitolare della Cattedrale, O VI 10 73-76
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Camera Segreta, Lettere di diversi affari al canonico Annibale Sassi, 4 to., s.s.
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Camera Segreta, Manoscritti di pregio (olim V A 2)
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Camera Segreta, Manoscritti di pregio (olim V A 10 15 2)
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Camera Segreta, Manoscritti di pregio (olim V A 15 1)
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Lettere di personaggi illustri, I 15, 45 e 46
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Manoscritti di pregio (olim V A 12)
- Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Manoscritti di pregio (olim V A 13)
- Modena, Collezione Panini, s.s
- Montpellier, Bibliothèque de la Faculté de Médecine, H 269, c. 100
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- New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346 260
- Philadelphia, University Library, Ms. Coll. 168
- Roma, Archivio Storico Capitolino, Archivio Urbano, I 479, cc. 497r-504v
- Roma, Archivio Storico Capitolino, Fondo Orsini, I 109 I 45/1
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- Roma, Archivio di Stato, Notai dell’Auditor Camerae, Testamenti, Notai Profito e Buratti, 61, cc. 160r-162v
- Roma, Biblioteca Nazionale Centrale «Vittorio Emanuele II», Autografi, Tassoni, Alessandro
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- Roma, Biblioteca Vallicelliana, M 9, c. 91r
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- Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Corsiniano 1840 (olim 43 F 27)
- Subiaco, Biblioteca del Monumento Nazionale di Santa Scolastica, Archivio Colonna di Paliano, IV, Carteggio del Cardinale Ascanio Colonna
- Subiaco, Biblioteca del Monumento Nazionale di Santa Scolastica, Archivio Colonna di Paliano, XV, Biblioteca, serie 2, Mss. Diversi 667, fasc. 37
- Subiaco, Biblioteca del Monumento Nazionale di Santa Scolastica, rchivio Colonna di Paliano, II, Miscellana storica 28, fasc. 7
- Torino, Archivio di Stato, Lettere di Ministri, 29
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- Torino, Archivio di Stato, Lettere di Ministri, 31
- Torino, Archivio di Stato, Lettere di Ministri, 32
- Torino, Archivio di Stato, Lettere di cardinali, 7
- Torino, Archivio di Stato, Lettere di cardinali, 9
- Torino, Archivio di Stato, Lettere di particolari, 7
- Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. X 92 (6607)
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Aldine III 8
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Postillati 14
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Postillati 20
- Genève, Collezione privata, [Segnatura non presente]
- Milano, Biblioteca Ambrosiana, S.P. II 3
- Milano, Biblioteca Trivulziana, Rari, Coll. Dante 100
- Milano, Biblioteca di Via Senato, s.s.
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, E 039 E 007
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 1296 (α C 2 13)
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Tass. I
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, α P 10 18
- Modena, Collezione Panini, s.s.
- Oxford, Bodleian Library, Vet. F I f 17
- Paris, Bibliothèque Mazarine, Rés. 22136
- Roma, Biblioteca Nazionale Centrale «Vittorio Emanuele II», 204 22 C 12
- Roma, Biblioteca Vallicelliana, S. Borr. Q III 8
- Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. II 114 (5251)
Fonte: Il Cinquecento - Tomo III (2022)
Data ultima modifica: 30 dicembre 2025 | Cita questa scheda