Guidiccioni, Giovanni
Lucca 1500–Lucca 1541
Presentazione
Discendente di una delle piú nobili famiglia di Lucca, Guidiccioni studiò Diritto, scegliendo ben presto di diventare uomo di chiesa; nel 1527 entrò al servizio dei Farnese, iniziando cosí una brillante carriera all’interno della corte pontificia, verso la quale mantenne però un atteggiamento di distacco e di biasimo per il suo «corrotto vivere» (Mammana 2003: 325), sempre attratto dall’«onestissimo ozio» degli studi letterari (Guidiccioni 1979: ii num. 101, p. 11). In seguito all’elezione di Paolo III, Guidiccioni ottenne incarichi prestigiosi: nel 1534 fu nominato vescovo di Fossombrone, l’anno successivo nunzio apostolico presso Carlo V, nel 1539 presidente della Romagna (per la biografia cfr. Minutoli 1860, Chiorboli 1907).
Autore di componimenti lirici (Guidiccioni 2006) e di un’Orazione ai nobili di Lucca (Guidiccioni 1994), scritta nel 1533 in occasione della dura repressione del cosiddetto “moto degli straccioni”, ha lasciato anche un ricco e importante epistolario, disponibile in edizione moderna (Guidiccioni 1979) ma probabilmente suscettibile di ulteriori integrazioni, di cui potrà rendere conto solo un’auspicabile ricerca sistematica presso biblioteche e archivi (in particolare, presso l’Archivio di Stato di Lucca, dove tuttavia non esiste un fondo intitolato alla famiglia Guidiccioni).
In effetti non si hanno notizie precise sulle vicende delle carte di Guidiccioni, che hanno subito una parziale dispersione (Graziosi in Guidiccioni 1979: 45). Parte di esse confluí nella Biblioteca Vaticana (→ 1, 2), probabilmente a causa dei ruoli istituzionali ricoperti nell’ambito della curia romana; un’altra parte (soprattutto lettere inviate al governo della città) nell’Archivio di Stato di Lucca (→ 3, 4). Agli incarichi svolti presso i Farnese, invece, si può far risalire la presenza a Parma di un ulteriore nucleo di carte autografe (→ 5, 6); ma parte del materiale giunse forse anche dalla Biblioteca Palatina di Lucca, che nel 1848 (dopo il passaggio della città dai Borbone a Leopoldo II di Toscana) fu trasferita presso la Biblioteca Parmense (Notizie 1962), attuale Biblioteca Palatina (→ 7, 8).
Bibliografia
Chiorboli 1907 = Ezio C., Giovanni Guidiccioni, Jesi, Stab. Tip. Cooperativo.
Guidiccioni 1979 = Giovanni G., Le lettere, ed. critica con intr. e commento di Maria Teresa Graziosi, Roma, Bonacci.
Guidiccioni 1994 = Id., Orazione ai nobili di Lucca, a cura di Carlo Dionisotti, Milano, Adelphi [1a ed. Roma, Edizioni Liturgiche e Missionarie, 1945].
Guidiccioni 2006 = Id., Rime, ed. critica a cura di Emilio Torchio, Bologna, Commissione per i testi di lingua.
Mammana 2003 = Simona M., Guidiccioni, Giovanni, in DBI, vol. lxi pp. 324-29.
Minutoli 1860 = Carlo M., Sulla vita e sulle opere di monsignor Giovanni Guidiccioni di Lucca. Commentario, in «Atti della R. Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti», xvii, pp. 235-354.
Notizie 1962 = Notizie e documenti per una storia della Biblioteca Palatina di Parma, a cura di Angelo Ciavarella, Parma, Biblioteca Palatina.
Nota paleografica
Del lascito autografo di G. sopravvivono centottantasei lettere, distribuite negli anni tra il 1526 e il 1541, e una raccolta idiografa delle rime. Dall’esiguo materiale disponibile per compilare la presente nota – una lettera del febbraio 1537 (→ 5) e le poche correzioni al ms. che ne raccoglie le rime (→ 8) che G. allestí a Fossombrone nell’autunno del 1539 (Torchio in Guidiccioni 2006: LXXXVII sgg.), entrambi qui parzialmente riprodotti –, è possibile avere un’idea solo approssimativa e cronologicamente limitata delle capacità grafiche di questo autore. Il quale appare educato a scrivere un’italica corrispondente al modello codificato da Ludovico Arrighi, veloce e regolare. In essa, accanto a forme tradizionali – come il legamento tra segno abbreviativo per nasale e successiva t, l’alternanza di d con traverso dritto e inclinato (senza apparante discrimine d’uso fra le due varianti) e di doppia s in legamento e non –, si osserva una caratteristica e semplificata z (→ 5 r. 17: Franzesi) estranea al “canone” e, soprattutto, una personale esecuzione del legamento et, convivente però con la morfologia piú tradizionale (→ 5 r. 15), realizzata in un tempo con un solo tratto di penna, eversivo della morfologia e veloce (→ 5 rr. 10, 11, 17, 19, 21).
Bibliografia
Guidiccioni 2006 = Giovanni G., Rime, ed. critica a cura di Emilio Torchio, Bologna, Commissione per i testi di lingua.
Censimento
- Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Misc. Arm. II 93, c. 408
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Ferrajoli, Raccolta Ferrajoli, 3608, cc. 6754-6772
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chig. M VI 132, cc. 27r-85r
- Lucca, Archivio di Stato, Arnolfini 95, cc. 1r-3v
- Lucca, Archivio di Stato, Carteggi degli Anziani 566
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori, Guidiccioni, Giovanni
- Parma, Archivio di Stato, Epistolario scelto 10
- Parma, Archivio di Stato, Raccolta Manoscritti 127
- Parma, Biblioteca Palatina, Epistolario Parmense 259
- Parma, Biblioteca Palatina, Parm. 344
Fonte: Il Cinquecento - Tomo III (2022)
Data ultima modifica: 23 dicembre 2025 | Cita questa scheda