Contile, Luca
Cetona 1505–Pavia 1574
Presentazione
Incarnazione esemplare della trasformazione dell’intellettuale da nobiluomo a cortigiano, e da cortigiano a segretario, Contile nel corso della sua vita ha lavorato a servizio di diversi padroni, laici ed ecclesiastici, cui ha dedicato l’ampia messe delle proprie scritture. Le sue opere piú fortunate si inseriscono nei generi, ormai piú editoriali che letterari, che avevano piena cittadinanza e autorevoli fondatori all’interno del sistema delle corti: raccolte epistolari, libri di rime, commedie. Autore molto versatile, fu sempre pronto a seguire, quando non a intercettare sul nascere, le mode culturali che riempivano i cataloghi dei tipografi del secondo Cinquecento: dialoghi religiosi, commenti accademici, favole mitologiche-pastorali e trattati di impresistica (per la vita e le opere di Contile è ancora indispensabile Salza 1903, con l’aggiunta di Mutini 1970 e del recente Luca Contile 2009).
Nel maturo sistema politico e dinastico dell’Italia delle corti, Contile scriveva per un pubblico vasto, in un orizzonte quasi esclusivamente tipografico. Di nessuno dei suoi libri a stampa si è conservato il manoscritto, idiografo o autografo che fosse; è probabile che di alcune sue opere Contile non possedesse che l’esemplare inviato in tipografia, a parte ovviamente le carte preparatorie. Una testimonianza in merito viene da due lettere scritte nel marzo del 1541 e nel gennaio del 1542, in cui si affida all’interessamento di Claudio Tolomei e di Ercole Barbarasa per rientrare in possesso degli autografi della traduzione del xII libro dell’Eneide e del Discorso sopra il duello di Turno ed Enea. Le carte erano state affidate alla tipografia romana del Pellegrino di Baldassarre Cartolari, che mai le mandò in stampa. I manoscritti si smarrirono definitivamente e le opere, di cui l’autore non possedeva altre copie, non videro mai la luce (Contile 1564: 6r, 55v; Salza 1903: 112-13). Monotono, di conseguenza, il panorama degli autografi: principalmente lettere scritte nella sua qualità di cortigiano e segretario. Una di esse è giunta fino a noi conservata fra le carte dell’illustre destinatario (si tratta della lettera indirizzata a Carlo Borromeo → 3), altre sono confluite in raccolte di autografi di varia provenienza o in fondi d’archivio (→1, 2, 4, 5, 8). Il nucleo piú sostanzioso e vario, per data di composizione e per numero di corrispondenti, si conserva nell’Archivio di Stato di Parma (→ 6).
Una motivazione speculare ci ha preservato l’unico testimone autografo di una sua opera letteraria. Si tratta del manoscritto delle Rime cristiane, il canzoniere spirituale affidato al codice 2407 della Biblioteca Angelica e accompagnato da un autocommento che si espande per oltre la metà delle rime (→ 7). Il libro era stato allestito intorno al 1546, ma venne ripreso e rielaborato qualche anno piú tardi. Probabilmente avrebbe dovuto essere pubblicato unitamente alla raccolta delle Rime ordinata in tre parti ed edita un quindicennio piú tardi (Contile 1560), ma ragioni di prudenza, o di opportunità, consigliarono all’autore di non dare alla luce testi d’argomento religioso a Concilio di Trento ancora aperto (Quondam 1974; Ghirlanda 2009). Il manoscritto non giunse in tipografia e rimase nella sua biblioteca privata fino alla morte; quindi passò nelle mani del nipote Bernardino che lo custodí con cura e utilizzò alcune sue carte per annotazioni di carattere personale, trasformandolo in una sorta di zibaldone familiare. Alla morte di Bernardino si persero le tracce del manoscritto fino agli anni Trenta del Novecento (Misciattelli 1931). Nel 1942 il codice venne acquistato dal Ministero dell’Educazione Nazionale presso la Libreria Antiquaria di Ulrico Hoepli di Milano e donato alla Biblioteca Angelica, luogo della sua attuale conservazione (IMBI: lxxvi 142-44).
Bibliografia
Contile 1560 = Le rime di Messer Luca Contile divise in tre parti, con discorsi, et argomenti di M. Francesco Patritio, et M. Antonio Borghesi. Nuovamente stampate. Con le sei canzoni dette le sei sorelle di Marte, Venezia, Francesco Sansovino e compagni.
Contile 1564 = Luca C., Delle lettere, Pavia, Girolamo Bartoli.
Ghirlanda 2009 = Daniele G., L’idea di un canzoniere. Le ‘Rime cristiane’ di Luca Contile, in Luca Contile 2009: 11-39.
Luca Contile 2009 = Luca Contile da Cetona all’Europa. Atti del Seminario di Cetona, 20-21 ottobre 2007, a cura di Roberto Gigliucci, Manziana, Vecchiarelli.
Misciattelli 1931 = Piero M., Luca Contile e il ritrovamento delle ‘Rime cristiane’, in Id., Studi senesi, Siena, La Diana, pp. 89-124.
Mutini 1970 = Claudio M., Contile, Luca, in DBI, vol. xxviii, pp. 495-502.
Quondam 1974 = Amedeo Q., Le ‘Rime cristiane’ di Luca Contile, in «Atti e memorie dell’Arcadia», s. III, vi, 3 pp. 171- 316.
Salza 1903 = Abd-el-Kader S., Luca Contile. Uomo di lettere e di negozi del secolo XVI. Contributo alla storia della vita di corte e dei poligrafi del 500, Firenze, Carnesecchi [rist. an., con intr. di Amedeo Quondam, Roma, Bulzoni, 2007].
Nota paleografica
Come mostra il ms. angelicano (→ 7), «unico testimone autografo di una sua opera letteraria» (cosí Ghirlanda in questa sede), C. era in grado di scrivere un’italica di prima maniera di discreta qualità. Il codice, evidentemente nato come copia a buono – questo suggeriscono l’inquadramento tipografico del testo, la scelta accurata della carta e, appunto, la scrittura –, venne poi degradato a materiale di lavoro e cosí negli ampi margini trovarono posto, nel corso degli anni, testi esplicativi delle rime («autocommento» è la definizione di Ghirlanda) per i quali, abbandonata la resa calligrafica, la scrittura rivela il suo aspetto usuale, il medesimo riscontrabile nella corrispondenza epistolare. Tale gradazione funzionale e gerarchizzata dei tipi grafici apparteneva, probabilmente, a molti letterati della generazione di C., quelli per i quali l’adesione all’italica ancora implicava la sostituzione di modelli educativi di base punto o poco calligrafici. Diverso sarà il caso della generazione successiva, sulla quale avrà maggiore peso una trattatistica disciplinata e invasiva. Se ne ha dimostrazione, nel medesimo ms., dalle note aggiunte dal nipote Bernardino e vergate in una discreta italica di evidente derivazione cresciana. L’italica al tratto di C. corrisponde, si diceva, al modello magistralmente reso da Ludovico Arrighi, ma con alcune varianti autonome: la d con traverso inclinato (rara); la r nel disegno corsivo moderno (tav. 1 rr. 1: pensier, 2: Arte, ecc.), ovviamente affiancata da modello tradizionale (a volte munito di piede sul rigo, vd. r. 14: risulta); la u acuta adoperata in principio di parola; la B con asta che supera in altezza i due occhielli (r. 10: Briglia) insieme alla forma propria (r. 11: Bramano); la Q che per lo piú assume l’aspetto sgraziato di una q minuscola di modulo ingrandito con pronunciata volta a destra. Mette conto di notare l’adozione, incerta e altalenante ma esclusiva delle sezioni posate, di un grafema per la congiunzione et con la t rappresentata da un indugio orizzontale della penna al termine del tratto di chiusura innalzato nell’interlinea dell’occhiello di e, a monte del quale si intravede un piú compiuto disegno, esso pure registrato dalla Operina arrighiana. La corsiva, cioè la scrittura usuale di C., maneggia buona parte del medesimo materiale piegato, è ovvio, alle necessità di una scrittura veloce e incurante dell’ordine. Qui a prevalere sono le d con traverso inclinato e la a assume il tratteggio tipico della corsiva (cioè iniziata a partire dall’occhiello e in un solo tratto di penna); frequente anche il grafema per ch(e) espresso dal compendio ch in legamento col segno abbreviativo. Ma in essa, a svelare la matrice colta dello scrivente, sono le maiuscole, tutte coerenti col sistema italico.
Censimento
- Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 17, Contile, Luca
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, 1682, c. 169r
- Milano, Biblioteca Ambrosiana, F 131 inf., cc. 278, 285
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori, Contile, Luca
- New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346 80
- Parma, Archivio di Stato, Epistolario scelto 7, 13, Contile, Luca
- Roma, Biblioteca Angelica, 2407
- Roma, Biblioteca della Fondazione Camillo Caetani, Archivio Gonzaga, 1 106
Fonte: Il Cinquecento - Tomo III (2022)
Data ultima modifica: 23 dicembre 2025 | Cita questa scheda