Guicciardini, Francesco

Firenze 1483–1540

Presentazione

La vasta produzione di Francesco Guicciardini, che si estende dalle lettere ai ricordi, dai discorsi ai trattati politici, dalle memorie di famiglia alle relazioni di viaggio e alle opere storiche, ci è pervenuta quasi interamente sotto forma manoscritta, in ampia parte autografa. Per espressa volontà dell’autore, infatti, nessuna delle sue opere fu data alle stampe finché egli fu in vita, e solo la Storia d’Italia fu concepita ed emendata in funzione della pubblicazione. Il fatto è che Guicciardini considerava la scrittura come « piacere e recreazione » (Guicciardini 2006: 17) o, più spesso ancora, come un’ermeneutica del reale, un modo per “fermare il punto”, in una sorta di soliloquio grafico che gli servì di volta in volta ad esprimersi sui dibattiti politici contemporanei, a riflettere sulle grandi questioni della vita, a prendere decisioni importanti nelle vicende personali, ad annotare notizie storiche, a ricordare, non senza una vena di nostalgia, gli anni della gioventù.

La conoscenza di questo autore è stata circoscritta per molto tempo alla Storia d’Italia, ai Ricordi (noti sotto il titolo di Avvertimenti) e a poche lettere, per lo più registrate in epistolari di più celebri scrittori o personaggi storici. Soltanto dalla seconda metà dell’Ottocento si è cominciato metodicamente a esplorare e pubblicare l’enorme quantità dei suoi testi politici, storici e autobiografici, ancora in gran parte conservati nell’Archivio della famiglia Guicciardini. In altre parole, solo nell’arco degli ultimi centocinquanta anni è cominciata ad emergere attraverso i testi – quasi un reperto archeologico miracolosamente conservato – la personalità complessa e l’opera multiforme del Guicciardini, del tutto ignote anche ai suoi contemporanei. Alla morte del Guicciardini, queste carte segrete furono disperse nelle mani degli eredi, per poi concentrarsi in quelle del fratello Girolamo e del figlio di questo, Agnolo, che intraprese la prima edizione della Storia d’Italia. La gelosa conservazione degli scritti da parte dell’autore non ha però impedito la migrazione di alcuni documenti presso librerie private fiorentine, sovente confluite nelle biblioteche pubbliche: è questo il caso dei numerosi autografi conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze, tutti collocati nelle Carte Strozziane, come pure degli autografi contenuti nel fondo Magliabechiano della Biblioteca Nazionale di Firenze.

Diversa e più avventurosa è stata invece la sorte delle lettere guicciardiniane. La ventennale ricognizione, fatta da Pierre Jodogne nell’approntare l’edizione delle Lettere ancora in corso, ha permesso di reperire alcuni autografi e numerosi idiografi di mano del segretario con sottoscrizioni, correzioni e postille autografe, oggi conservati presso gli archivi di Imola, Mantova, Modena, Parma, Reggio Emilia o all’Archivio Segreto del Vaticano, sedi dei destinatari del Guicciardini lungo gli anni di attività politica. Altre lettere autografe, invece, sono finite sul mercato antiquario, per poi emergerne qualche volta, comparendo in lontane biblioteche, come gli Archives Générales du Royaume a Bruxelles o la Pierpont Morgan Library di New York. In alcuni casi, purtroppo, ci rimane solo qualche traccia del loro passaggio in vendite all’asta: è così per una lettera al duca di Milano da Piacenza, datata 14 ottobre 1526, segnalata nel Catalogue de vente Riva, Paris 1862, e della lettera ad Alfonso I duca di Ferrara, del 13 agosto 1533, segnalata nel 1836 nella collezione di Antonio Gandini a Modena, poi nel catalogo di vendita della Maison Charavay di Parigi, del 1883, e infine nel Catalogue des ventes en Italie di Jules Sambon, del 1886. Molto più di recente, poi, una scheda del catalogo della Albin Schram Collection of Autographs, pubblicato da Christie’s nel 2007, segnala una lettera guicciardiniana datata 12 dicembre 1526, la cui autografia non è però sicura. Ma la lacuna più spiacevole agli occhi dei guicciardinisti riguarda alcune lettere che sembrano definitivamente perdute, ab antiquo: si tratta di una trentina di missive, designate solitamente con il nome di Lettere di principi, pubblicate per la prima volta nel 1575 e mai ricomparse, al punto che i moderni editori devono considerare la stampa cinquecentina come testo di base, in assenza di originali.

Infine, ci piace evocare qui il caso di un autografo non lontano fisicamente, conosciuto da lungo tempo, eppure messo in luce e opportunamente studiato solo di recente. Si tratta del ms. BNCF, Magl. XXV 609, contenente i cosiddetti Ricordi degli onorari (Cavallar 1991): l’edizione e lo studio di questo documento – apparentemente un’arida lista degli onorari percepiti da Guicciardini per essersi impegnato in cause giuridiche diverse – ha infatti gettato una nuova luce su un aspetto ancora ignorato della sua personalità. Il Guicciardini giurista che viene fuori da queste pagine affianca e completa l’immagine del figlio devoto, del padre di famiglia, dello storico, dell’uomo d’azione, del pensatore che le edizioni precedenti ci hanno restituito, quasi che lo sforzo dei filologi – tuttora in corso, giacché numerosi sono ancora gli inediti – possa portare alla ricostruzione ologrammatica dell’uomo tout court.



Bibliografia

AFG = L’Archivio della Famiglia Guicciardini, a cura di Roberto Ridolfi, Firenze, Olschki, 1935.
Benoist 1862 = Eugène B., Guichardin historien et homme d’état italien au XVIe siècle. Étude sur sa vie et ses œuvres accompagnée de lettres et de documents inédits, Marseille, Librairie générale.
Cavallar 1991 = Osvaldo C., Francesco Guicciardini giurista. I ricordi degli onorari, Milano, Giuffrè.
Corti 1978 = Gino C., Lettere di Francesco Guicciardini mancanti nei Carteggi editi nelle ‘Fonti per la Storia d’Italia’, in «La Bibliofilia», lxxx, pp. 249-50.
Guicciardini 1919 = F. Guicciardini, La Storia d’Italia sugli originali manoscritti, a cura di Alessandro Gherardi, Firenze, Sansoni, 4 voll.
Guicciardini 1929 = Id., Storia d’Italia, a cura di Costantino Panigada, Bari, Laterza, 5 voll.
Guicciardini 1930 = Id., Ricordanze inedite, a cura di Piero Guicciardini, Firenze, Le Monnier.
Guicciardini 1932a = Id., Diario del viaggio in Spagna, a cura di Piero Guicciardini, Firenze, Le Monnier.
Guicciardini 1932b = Id., Dialogo e Discorsi del reggimento di Firenze, a cura di Roberto Palmarocchi, Bari, Laterza.
Guicciardini 1933 = Id., Scritti politici e ricordi, a cura di Roberto Palmarocchi, Bari, Laterza.
Guicciardini 1936 = Id., Scritti autobiografici e rari, a cura di Roberto Palmarocchi, Bari, Laterza.
Guicciardini 1937 = Piero G., Una lettera inedita di Francesco Guicciardini, in «La Bibliofilia», xxxix, pp. 204-7.
Guicciardini 1943-1979 = Id., Carteggi, a cura di Pier Giorgio Ricci, Roma, Ist. storico italiano per l’età moderna e contemporanea, 15 voll. (iii-xvii).
Guicciardini 1951 = Id., Ricordi, a cura di Raffaele Spongano, Firenze, Sansoni.
Guicciardini 1968 = Id., Storie fiorentine. Dal 1378 al 1509, a cura di Roberto Palmarocchi, Bari, Laterza.
Guicciardini 1970 = Id., Storie fiorentine. Dialogo del Reggimento di Firenze. Ricordi ed altri scritti, a cura di Emanuela Lugnani Scarano, Torino, Utet.
Guicciardini 1971 = Id., Storia d’Italia, a cura di Silvana Seidel Menchi, Torino, Einaudi, 3 voll.
Guicciardini 1975 = Id., Ricordi, a cura di Emilio Pasquini, Milano, Garzanti.
Guicciardini 1983 = Id., Le Cose fiorentine, ora per la prima volta pubblicate da Roberto Ridolfi, Firenze, Olschki (rist. an. dell’ed. Firenze, Giuntina, 1945).
Guicciardini 1986-2007 = Id., Le lettere, a cura di Pierre Jodogne, Roma, Ist. storico italiano per l’età moderna e contemporanea, 10 voll.
Guicciardini 1994 = Id., Ricordi, a cura di Giorgio Masi, Milano, Mursia.
Guicciardini 1999 = Id., Compendio della Cronaca di Froissart, a cura di Paola Moreno, Bologna, Commissione per i testi di lingua.
Guicciardini 2006 = Id., Dialogo del Reggimento di Firenze, a cura di Gian Mario Anselmi e Carlo Varotti, Torino, Bollati Boringhieri.
Lettere di principi 1575 = Lettere di principi, le quali o si scrivono da principi, o a principi, o ragionan di principi, l. i, Venezia, Ziletti.
Opere inedite 1857-1867 = Opere inedite di Francesco Guicciardini, illustrate da Giuseppe Canestrini e pubblicate per cura dei conti Piero e Luigi Guicciardini, Firenze, Barbera, Bianchi e comp., poi presso M. Cellini, 10 voll.
Ridolfi 1980 = Roberto R., Vita di Francesco Guicciardini, Milano, Rusconi.
Scritti inediti 1940 = Scritti inediti di Francesco Guicciardini sopra la politica di Clemente VII dopo la battaglia di Pavia, a cura di Piero Guicciardini, Firenze, Olschki.
Trovato 1994 = Paolo T., Storia della lingua italiana. Il primo Cinquecento, Bologna, Il Mulino.

Nota paleografica

La personalissima e ostica scrittura di F. G. non annovera tra i suoi obiettivi primari quello della leggibilità grafica. Minuta di modulo e velocissima, essa sembra rinnovare, dopo secoli di silenzio, la naturale tendenza alla deformazione dei tratti che era stata propria delle più ardite grafie corsive già d’epoca classica e poi altomedievale. Ma ora non si tratta più di fatti di sistema, bensì della sottomissione dei principi ordinatori del modello (inevitabilmente italico), all’autonomia del soggetto, capace di elaborare e trasformare le lettere seguendo le inclinazioni della propria mano e le contingenze del momento. Se qualche differenza può cogliersi tra i vari esempi qui riprodotti, questa sarà da imputare al semplice distendersi dei tratti, non più serrati e confitti gli uni sugli altri, nel cosciente sforzo di una resa posata della scrittura (così le tavv. 1 e 2), a volte indirizzato a consentire agli eventuali lettori di dipanare il fitto intrico delle sue pagine. Negli appunti più trascurati si associano ai profili sopra detti una minore diligenza nell’allineamento delle righe (spesso oblique) e nell’alternarsi di moduli tra lettera e lettera (si hanno corpi piccoli con aste slanciate, lettere che dovrebbero superare in altezza le altre mentre vi si appaiano). Ma l’attributo più saliente resta la corsività, con l’elevatissimo numero di legamenti e spesso di nessi che ne deriva. Basti qualche casuale esempio (hereditatem violenter e ad po(n)tificatu(m) mirabilis, 4 rr. 2 e 8; No(n) admecte el Be(m)bo tre co(n)sona(n)ti i(n)sieme, 6 r. 22) per dimostrare come le lettere subiscano tante e tanto gravi trasformazioni da renderle spesso di ardua identificazione. Riconoscere a G. uno stile personale e libero non significa attribuirgli un’esecuzione disordinata; al contrario, nella sua scrittura è possibile riconoscere una metodica coerenza il che consente, infine, di venirne a capo con una trascrizione. Tra i connotati originali occorre menzionare il peculiare legamento et composto in due tempi e tre tratti: si parte dalla curva inferiore terminata con una levata di penna verso destra, quindi viene scritto il tratto curvo superiore (sicché ne verrebbe una e con disegno di epsilon) che però piega in perpendicolare verso il basso; la e, che quando libera è spesso di fattezze italiche con occhiello ridotto a un semplice colpo di penna curvilineo, mentre negli altri casi è attuata in un tempo solo con moto sinistrogiro (Fate q(u)actro cose, 3 r. 2: in ordine primo e secondo tipo); la d in due tratti con l’asta ondulata spesso non conclusa sul rigo (a di 29 di e dichiarazione, 2 rr. 1 e 14); l’h, nella forma semplificata con asta verticale ridotta, sovente trasformata in una semplice linea ondulata (riccha che, 3 r. 4); la z in origine simile a 3, ma interpretata in modo particolare (mezi, 2 r. 3); la s geminata con la prima lunga e la seconda corta; la D maiuscola in un solo tempo con vistoso ritorno in alto verso destra della penna (Dio, 3 r. 12, frequente anche nella tav. 6). Nei fogli meno corsivi, traspare con più chiarezza il modello italico, ma pure qui la scrittura mantiene la fisionomia sua distintiva (fra tutte spiccano per sobrietà e respiro le pagine della Redazione Q2 dei Ricordi, tav. 1). Quali segni di punteggiatura il G. utilizza, com’era d’uso normale nel XV secolo, i due punti per la pausa breve (solo raramente fa uso della sbarra diagonale), il punto seguito, a capo, da lettera maiuscola sporgente alla fine del periodo, dalla doppia sbarra che include la o disgiuntiva.

Censimento

  1. Bruxelles, Archives Générales du Royaume, Collection Stassart d’autographes 2097
  2. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Lettere di particolari 2
  3. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 4606
  4. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini I
  5. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini II B
  6. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini III
  7. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini IV
  8. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini IX
  9. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini V
  10. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini VI
  11. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini VII
  12. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini VIII
  13. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini X
  14. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XI
  15. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XII
  16. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XIII
  17. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XIV
  18. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XV
  19. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XVI
  20. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XVII
  21. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XVIII
  22. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XX
  23. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XXII
  24. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XXIV
  25. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini XXVII
  26. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini, Accessioni I 9
  27. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini, Legazioni e Commissarie I 83
  28. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini, Legazioni e Commissarie I 160
  29. Firenze, Archivio Guicciardini, Carte di Francesco Guicciardini, Nuove accessioni.
  30. Firenze, Archivio Guicciardini, Libri di amministrazione generale XI
  31. Firenze, Archivio di Stato, Archivi della Repubblica. Signori, Dieci di Balìa, Otto di Pratica, Carteggi, Missive originali, filza 10
  32. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 59, num. 346-349
  33. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 60, num. 119
  34. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 61, num. 51, 98, 100
  35. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 62, num. 43
  36. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 129
  37. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 130
  38. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 136
  39. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 339
  40. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 360
  41. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane II 148
  42. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane III 41
  43. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane III 134
  44. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 110, num. 19-20
  45. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 116
  46. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 137, num. 619
  47. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 145, num. 184
  48. Firenze, Archivio di Stato, Repubblica, Dieci di Balìa, Responsive, num. 115
  49. Firenze, Archivio di Stato, Repubblica, Dieci di Balìa, Responsive, num. 116
  50. Firenze, Archivio di Stato, Repubblica, Dieci di Balìa, Responsive, num. 117
  51. Firenze, Archivio di Stato, Repubblica, Dieci di Balìa, Responsive, num. 118
  52. Firenze, Archivio di Stato, Signori, Responsive originali, 43
  53. Firenze, Biblioteca Marucelliana, B III 66
  54. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Archivio Buonarroti 29 111
  55. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Mediceo Palatino Laurenziano CLXVI
  56. Firenze, Biblioteca Moreniana, Autografi Frullani 934 281
  57. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Gonnelli 15 1, 30, 31, 32
  58. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco Rari 67
  59. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco Rari 68
  60. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco Rari 348, inserto 59, 1-23
  61. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Carte Machiavelli V
  62. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 374
  63. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 375
  64. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 378
  65. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 1039
  66. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VIII 1493
  67. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXV 609
  68. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi sec. XII-XVIII, 28, Guicciardini Francesco
  69. Imola, Archivio Storico Comunale, Lettere de’ Superiori dal 1500 al 1529
  70. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga E XLI 3, 1370, ad datam
  71. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga E XLI 3, 1373, ad datam
  72. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga E XXXII 3, 1291
  73. Modena, Archivio Comunale, Ex Actis, n. 5
  74. Modena, Archivio di Stato, Archivio per materie, Letterati 30
  75. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346 120
  76. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346 121
  77. Parma, Archivio di Stato, Epistolario scelto 10, Guicciardini
  78. Reggio Emilia, Archivio di Stato, Carteggio degli Anziani 1523
  79. Reggio Emilia, Archivio di Stato, Carteggio di Reggimento 1523
  80. Reggio Emilia, Archivio di Stato, Monastero dei SS. Pietro e Prospero 19 (carte attinenti alla famiglia Malaguzzi, 1466-1657), num. 11, 24

Fonte: Il Cinquecento - Tomo I (2009)

Data ultima modifica: 15 gennaio 2026 | Cita questa scheda