Valeriano, Giovanni Pietro (Pierio)
Belluno 1477–Padova 1558
Presentazione
Non si conosce l’inventario della biblioteca del Valeriano – che non compare nel testamento – e molto poco è dato sapere sulla sorte toccata ai libri subito dopo la morte (Lucchetta 1966). Alcuni manoscritti furono sicuramente recuperati a cavallo tra Cinque e Seicento dal vescovo bellunese Luigi Lollino, che diede alle stampe gli allora inediti De litteratorum infelicitate e Antiquitates bellunenses (Gaisser 1999). Si deve quasi certamente al Lollino la conservazione degli attuali mss. autografi 61 e 68 della Biblioteca Capitolare Lolliniana di Belluno: il ms. 61 raccoglie un frammento del libro 38 degli Hieroglyphica, tormentato da cancellature e riscritture, cui fanno seguito i quattro sermoni delle Antiquitates bellunenses, con i margini fitti di postille e aggiunte (Pellegrini 1993-1994; Rolet 2001); delle Antiquitates il ms. udinese (Udine, Biblioteca Civica « Vincenzo Joppi », Fondo Principale 1110) ospita due trascrizioni complete e in pulito: la prima di mano del nipote Florio Maresio, la seconda interamente autografa; entrambe recepiscono tutte o quasi le correzioni dell’esemplare lolliniano. Il ms. Lolliniano 68 è invece una redazione provvisoria degli Amorum libri quinque, ricca di giunte e correzioni. Ne esiste un’altra copia, molto probabilmente idiografa, a Oxford (Canon. class. lat. 114), trascritta forse da uno dei nipoti del Valeriano, ma da lui rivista e integrata a margine con l’aggiunta di nuovi testi (Pellegrini 1993-1994). Quanto agli Hieroglyphica, è autografo il ms. 86A-39 del Paul Getty Museum di Santa Monica, che ospita il libro 2 (Elephas), unica testimonianza manoscritta conservata di una circolazione dell’opera per singoli libri (Rolet 2001). Recentemente è stata riconosciuta l’autografia anche delle Praelectiones in Catullum: lezioni universitarie tenute negli anni Venti del Cinquecento allo Studium Urbis, fino a ora ritenute trascrizione di un allievo (Gaisser 1988, 1992, 1993, 1999, 2008; Campanelli-Pincelli 2000; Di Stefano 2001; Pincelli 2008). La Biblioteca Oliveriana di Pesaro conserva le preziose Epistulae pandectales, anche in questo caso un manoscritto di lavoro, ricco di correzioni e aggiunte (Alpago-Novello 1926; Di Stefano 2001). I manoscritti sono testimonianza preziosa di un’intensa attività redazionale e attendono ancora di essere adeguatamente studiati. Non è invece autografo il ms. della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Vittorio Emanuele 368 (568.411), Introductio ad artem metricam (Alpago-Novello 1926: 92-93, e 1931: 21; Gaisser 1999: 17 n.; Di Stefano 2001: 140).
A questo corpus si vanno ad aggiungere poche tessere minori: un biglietto autografo conservato nel protocollo del notaio e nipote Bernardo Tison (utile specimen di una mano tarda, 1552, e afflitta da gotta; Lucchetta 1966, con riproduzione; Pellegrini 2007), la carta d’esordio del Liber baptizatorum conservato presso l’Archivio parrocchiale di Castion, nel Comune di Belluno (Pellegrini 1994), e il sommario del ms. 430 della Biblioteca Civica di Belluno (già dello zio Urbano Bolzanio), vergato sul piatto anteriore della coperta in pergamena floscia.
Non molte le lettere, sparse tra biblioteche e archivi. Si segnalano almeno quelle a Pier Vettori (Garavelli 2007), a Sabino Calandra, per Francesco II Gonzaga (Pellegrini 2007), a Bernardino Maffei (Pellegrini 2007). Altre, ora perdute, erano ancora a Belluno a fine Cinquecento, dove le vide e le trascrisse lo storico Giorgio Piloni (furono pubblicate nella sua Historia della città di Belluno; Piloni 1974), altre ancora furono trascritte nel Settecento dal canonico bellunese Lucio Doglioni (Pellegrini 1995) e tre, rimaste agli eredi dei nipoti Egregis, furono pubblicate a fine Ottocento dallo storico bellunese Francesco Pellegrini (Pellegrini 1896).
L’esemplare postillato delle Castigationes virgilianae era ancora a Belluno ai primi dell’Ottocento, nella biblioteca dei frati minori di S. Pietro, dove lo vide il Ticozzi (Ticozzi 1813; Pellegrini 1994, 2002a; Fera 2001). Le numerose correzioni sembrano, almeno in parte, accolte nel Virgilio giuntino del 1532-’33. A Belluno, a fine Ottocento, si trovava anche l’altro postillato dei Praeludia, proprietà quasi certamente dell’antiquario Carlo Pagani e forse poi transitato, per breve tempo, nella biblioteca di Augusto Buzzati (Pellegrini 2002a). Anche in questo caso le correzioni furono accolte nell’edizione Giolito del 1550 (Pellegrini 2002a, 2002b).
Bibliografia
ALPAGO-NOVELLO 1926 = Luigi A.-N., Spigolature vaticane di argomento bellunese, I. Un’opera inedita ed ignorata di Pierio Valeriano, in « Archivio veneto tridentino», Ix, pp. 69-96.
CAMPANELLI-PINCELLI 2000 = Maurizio C.-Maria Agata P., La lettura dei classici nello Studium Urbis tra Umanesimo e Ri- nascimento, in Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia de «La Sapienza», a cura di Lidia Capo e Maria Rosa Di Simone, Roma, Viella, pp. 93-195.
DI STEFANO 2001 = Anita Di S., Pierio Valeriano e la nascita della critica catulliana nel secolo XVI, in Umanisti bellunesi fra Quattro e Cinquecento. Atti del Convegno di Belluno, 5 no- vembre 1999, a cura di Paolo Pellegrini, Firenze, Olschki, pp. 137-76.
FERA 2001 = Vincenzo F., Dai ‘Miscellanea’ alle ‘Castigationes virgilianae’, in Umanisti bellunesi fra Quattro e Cinquecento. At- ti del Convegno di Belluno, 5 novembre 1999, a cura di Paolo Pellegrini, Firenze, Olschki, pp. 119-36.
GAISSER 1988 = Julia Haig G., The Catullan Lectures of Pierius Valerianus, in Acta Conventus Neo-Latini Guelpherbytani, ed. by Stella Purce Revard, Fidel Rädle, Mario A. Di Cesare, Binghamton, Center for Medieval and Early Renaissance Studies, pp. 45-53.
GAISSER 1999 = Ead., Pierio Valeriano On the ill fortune of Learned Men, Ann Arbor, Univ. of Michigan Press.
GARAVELLI 2007 = Enrico G., Arnoldo Arlenio, Lodovico Domenichi e la prima edizione degli ‘Hieroglyphica’ di Pierio Valeriano, in « La Bibliofilia », CIX, pp. 169-89.
LUCChETTA 1966 = Giuliano L., Contributi per una biografia di Pierio Valeriano, in « Italia medioevale e umanistica», Ix,
pp. 461-76.
PELLEGRINI 1896 = Francesco P., Tre lettere inedite di Pierio Valeriano. Per nozze Massenz-De Poloni, Belluno, Deliberali. PELLEGRINI 1993-1994 = Paolo P., Studi su Pierio Valeriano, tesi di laurea, Univ. Cattolica Sacro Cuore di Milano, rel. Giuseppe Frasso.
PELLEGRINI 1994 = Id., Nuovi contributi per la biografia di Pierio Valeriano, I. Per la genealogia ed i benefici bellunesi di Pierio Valeriano (con documenti inediti) , in « Italia medioevale e umanistica», xxxVII, pp. 251-67.
PELLEGRINI 1995 = Id., Tra Valeriano e Bembo. Schede d’archivio con tre lettere inedite, in « Italia medioevale e umanistica», XXXVIII, pp. 251-81.
PELLEGRINI 2002a = Id., Pierio Valeriano e la tipografia del Cinquecento. Nascita, storia e bibliografia delle opere di un umanista, Udine, Forum.
PELLEGRINI 2002b = Id., « Delicta iuventutis meae». Le postille di Pierio Valeriano ai ‘Praeludia’: da Giovanni Tacuino a Gabriele Giolito de’ Ferrari, in Talking to the Text: ‘marginalia’ from Papyri to Print. Proceedings of a Conference held at Erice, 26 september-/ october 1998, as the 12th Course of International School for the study of Written Records, ed. by Vincenzo Fera, Giacomo Ferraú, Silvia Rizzo, Messina, Centro interdipartimentale di studi umanistici, pp. 681-720.
PELLEGRINI 2007 = Id., Tra Venezia e Mantova: Pierio Valeriano ed Ercole Gonzaga, in « L’Ellisse », II, pp. 57-71.
PILONI 1974 = Giorgio P., Historia della città di Belluno, a cura di Luigi Alpago-Novello, Alessandro da Borso, Rodolfo Protti, Belluno, Sommavilla, 1929 (rist. an. Bologna, Forni).
PINCELLI 2008 = Maria Agata P., Un profilo dell’interpres nel primo rinascimento: l’orazione ‘In ingressu’ di Pierio Valeriano nello Studio di Roma, in Bellunesi e Feltrini tra Umanesimo e Rinascimento. Filologia, erudizione e biblioteche. Atti del Convegno di Belluno, 4 aprile 2003, a cura di Paolo Pellegrini, Roma-Padova, Antenore, pp. 179-217.
ROLET 2001 = Stéphane R., Genèse et composition des ‘Hieroglyphica’ de Pierio Valeriano: essai de reconstitution, in Umanisti bellunesi fra Quattro e Cinquecento. Atti del Convegno di Belluno, 5 novembre 1999, a cura di Paolo Pellegrini, Firenze, Olschki, pp. 211-44.
TICOZZI 1813 = Stefano T., Storia dei letterati e degli artisti del Dipartimento della Piave, Belluno, Tissi.
Nota paleografica
L’autografo probabilmente più antico della scrittura di G.P. V., testimone degli Hieroglyphica (tav. 1), è vergato in una corsiva di modulo medio-grande legata, per l’asciuttezza del segno che la distingue, a modelli umanistici di XV secolo. Molto reclinata verso destra e ricca di legamenti, la scrittura dimostra scarsa caratterizzazione personale e tuttavia in essa potranno almeno citarsi la a spesso eseguita con un unico movimento della penna avviato dall’occhiello; la presenza di una d il più delle volte mancante di levata verso destra (solo saltuariamente questa è realizzata, cfr. doctrinam, 1 ultima riga): un disegno che di per sé non sarebbe con asta tondeggiante, mentre, in effetti, ne assume l’apparenza, e che poi permarrà come motivo distintivo nella scrittura del V. Ancora rilevanti sono le aggraziate e moderne r “mercantili” (o rotonde), alternate, in questa pagina, a quelle di fattura più tradizionale; un disegno di lettera, questo, destinato a rarefarsi in seguito. Già con l’esempio seguente (tav. 2), successivo di alcuni anni, il modulo della scrittura si è ridotto in modo cospicuo e, se non ha abbandonato la forte inclinazione a destra, ha però introdotto nel suo tessuto grafemi decisamente più aggiornati, soprattutto per l’alfabeto maiuscolo. È il caso delle E a forma di epsilon, delle T con traverso diagonale e ripiegato verso sinistra e taglio solo a sinistra, ma anche dell’h eseguita in un solo movimento di penna con perdita di una porzione dell’asta verticale. Insieme all’abbandono della r “mercantile”, si noti qui l’evoluzione della d, ormai dal disegno tondeggiante spesso in un unico tratto; la g con occhiello superiore talmente ridotto da sembrare talvolta schiacciato; la z alta sul rigo (allegrezza, 4 r. 18). Sono comparse anche interpretazioni originali come il legamento Co compiuto dal basso (Consuleremus, 6a margine inferiore r. 2) o una a con schiena ingrandita diffusamente documentata in scritture della seconda metà del XV secolo (a Bacco, 6a nota marginale), che saranno presenti anche in seguito, senza però sostituire i modelli più tradizionali. Si ritrovano, infatti, nell’epistola a Bernardino Maffei (per es. costa e corre, 4 rr. 6 e 7; aggionge e a Padoa, 4 rr. 4 e 11) – un foglio dove peraltro, al fianco di legamenti appartenenti alle italiche più corsive (ch legate dal basso, 4 r. 8), sembra riproporsi, a distanza di vent’anni, la memoria visiva dell’umanistica di partenza – e persino nella scrittura degli ultimi tempi, ove più decise riemergono reminiscenze della primitiva istruzione grafica. Oltre alla virgola e al punto (seguito o meno da minuscola), V. utilizza la sbarra diagonale con punto a sinistra (4 r. 10) per suggerire una pausa maggiore.
Censimento
- Belluno, Archivio di Stato, Archivio notarile 6900, c. 46r
- Belluno, Biblioteca Capitolare Lolliniana, 61
- Belluno, Biblioteca Capitolare Lolliniana, 68
- Belluno, Biblioteca Civica, 430
- Castion (Belluno), Archivio parrocchiale, Liber baptizatorum, c. 1r (1544)
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Patetta, Valeriano Pierio
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 5215
- Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 56, Valeriano Pierio
- Isola Bella, Archivio Borromeo, Acquisizioni Diverse, V, Valeriano Pierio
- London, The British Library, Add. 10273
- Los Angeles, The Getty Research Institute, Research Library, 86A-39
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 1481, cc. n.n.
- Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 1929, 672
- Oxford, Bodleian Library, Canon. class. lat. 114
- Parma, Archivio di Stato, Epistolario scelto 13, 31, Valeriano Pierio
- Pesaro, Biblioteca Oliveriana, 801
- Udine, Biblioteca Civica «Vincenzo Joppi», Fondo Principale 1110
- Venezia, Biblioteca Civica del Museo Correr, Correr 1349
- Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. XII 230 (3959)
- Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Rari Veneti 325
Fonte: Il Cinquecento - Tomo I (2009)
Data ultima modifica: 29 novembre 2025 | Cita questa scheda