Barbieri, Giovanni Maria

Modena 1519–1574

Presentazione

Della ricca produzione grafica di Giovanni Maria Barbieri, «cancelliere perpetuo» presso il Comune di Modena negli anni 1561-1574 e dunque “scrittore” di moltissimi documenti (Cronica 1994), interessa qui solo il corpus – purtroppo molto più esiguo – legato alla sua attività di studioso e di letterato (dati biografici si leggono in Folena 1964). Va subito segnalato che le notizie sulla storia degli autografi e della biblioteca di Barbieri si devono a filologi di fine ’800-inizio ’900, tra i quali è importante ricordare Santorre Debenedetti, Giulio Bertoni, Vincenzo De Bartholomaeis, oltre ad Adolfo Mussafia ed Ernesto Monaci. Gli autografi oggi conservati sono quasi tutti legati alla redazione di un saggio sulle origini della rima pubblicato solo nel 1790 a cura di Girolamo Tiraboschi col titolo Origine della poesia rimata. Oltre alla doppia stesura di questo testo («Minuta» e «Bella Copia»), abbiamo alcuni frammenti delle fonti utilizzate: si tratta di copie e collazioni di testi lirici provenzali e italiani. Il confronto fra l’elenco dei libri posseduti e vergati dallo studioso – ricostruibile sia dalle citazioni bibliografiche all’interno dell’Origine (De Bartholomaeis 1927) sia dalla descrizione delle carte fatta in più occasioni dal figlio Ludovico (Debenedetti 1995) – e quanto oggi è conservato in biblioteche e archivi evidenzia alcune gravi perdite: in particolare quelle di alcune copie e collazioni di canzonieri medievali, come il provenzale «Lib. Mich.» (Careri 1996) e il misterioso e importantissimo «Lib. Sic.» (Formentin 2007: 242-43).

Dopo la morte di Barbieri, alcuni studiosi consultarono le sue carte: in Francia Jean Nicot (probabilmente attraverso il Corbinelli: Rosenstein 2005, 2006); in Italia Alessandro Tassoni (attraverso Ludovico Savioli: Careri 1996), Federico Ubaldini (attraverso Giovan Battista Scannaroli: Careri 1996), Girolamo Tiraboschi (ancora attraverso Ludovico Savioli). Inoltre una copia settecentesca di una collazione tra il canzoniere provenzale M (BnF, fr. 12474) e il perduto «Libre» di Miquel de la Tor, sicuramente di provenienza Barbieri, è stata utilizzata dal gesuita catalano Joaquim Pla ed è oggi conservata a Madrid alla Real Academia de la História (Careri 1996).

Per via ereditaria le carte sono prima passate dai Barbieri-Fontana alla famiglia Savioli di Bologna, poi, nel 1917, il fondo è stato acquisito dalla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Al momento della donazione, ai documenti letterari sono state assegnate le collocazioni B3489 e B3467 («L’Archiginnasio», 1918-1919, 1928). La prima (B3489) è stata attribuita a un codice trecentesco appartenuto al Barbieri, contenente un frammento dell’Huon d’Auvergne. La seconda (B3467) è stata assegnata ad un cartone all’interno del quale sono contenuti 7 fascicoletti. Di questi, sono autografi di Giovanni Maria Barbieri il num. 2, contenente appunti su termini tecnici (rima, canzone, verso) citati nel Canzoniere del Petrarca, il num. 6, diviso a sua volta in 6a e 6b, e contenente «Minuta» e «Bella Copia» dell’Arte del Rimare (entrambe lacunose di alcuni fogli), e il num. 7 (copia del poemetto Contrastus Domini de Conciacho). Il num. 4, secondo De Bartholomaeis non autografo del Barbieri, è purtroppo mancante già dal 1982 (IMBI: CI 125-26). Altri autografi di Barbieri si trovano nel fondo Barberini della Biblioteca Apostolica Vaticana – arrivati per via Ubaldini (Mezzanotte 1978) –, a Bologna presso la Biblioteca Universitaria, e a Modena presso la Biblioteca Estense (tra questi ultimi, un frammento di appunti relativi a questioni “modenesi”, recentemente acquistato da un privato, che dà speranze su ulteriori ritrovamenti).

Le attribuzioni di codici alla mano di Giovanni Maria Barbieri non sono particolarmente difficili, essendo la sua scrittura molto particolare, «tanto che chi una volta vi ha fermato sopra l’occhio non se ne scorda più » (Debenedetti 1924: 428). Tutti i suoi autografi sono caratterizzati da una grande competenza e attenzione sia per quanto riguarda la scrittura e l’impaginazione del testo che per gli apparati di commento: per ogni citazione è presente un rimando bibliografico marginale con l’indicazione abbreviata del titolo del volume ms. o a stampa, il numero della carta, l’indicazione del recto (.) o del verso (..) e in alcuni casi anche della riga («lin.») da cui deriva il testo citato (Careri 1989, Cronica 1994). Questo procedimento doveva essere facilitato dall’abitudine di numerare le pagine dei suoi libri (in numeri romani) e le righe di ciascuna pagina (. = 10,.. = 20,... = 30), come testimonia la stampa marciana del De Vulgari Eloquentia. Inoltre il Barbieri aveva elaborato un sistema di collazione che prevedeva nei casi più semplici la trascrizione di un primo testimone con a fianco le varianti di un secondo (in questo caso le parole alle quali si riferiscono le varianti sono sottolineate nel primo testo) e nei casi più complicati la trascrizione sinottica su due colonne dei due testi.



Bibliografia
Careri 1989 = Maria C., Sul metodo di citazione di G.M. Barbieri, in Studi provenzali e francesi 86/87, a cura di Giuseppe Tavani e Luciano Rossi, L’Aquila, Japadre, pp. 171-76.
Careri 1990 = Ead., Il canzoniere provenzale H (Vat. Lat. 3207): struttura, contenuto e fonti, Modena, Mucchi.
Careri 1996 = Ead., Per la ricostruzione del ‘Libre’ di Miquel de la Tor, in «Cultura neolatina», lvi, 3-4 pp. 251-408.
Cronica 1994 = Cronica delli Livelli della illustrissima comunità di Modona (1570), a cura di Albano Biondi e Rossella Valentini,
ii, Modena, Archivio storico Comune di Modena-Assessorato alla cultura e beni culturali.
De Bartholomaeis 1927 = Vincenzo De B., Le carte di G.M. Barbieri all’Archiginnasio di Bologna, Bologna, Cappelli.
Debenedetti 1924 = Id., Notizie e documenti per la storia degli studi romanzi nei secc. XVI-XVIII, in «Archivum Romanicum», viii, pp. 425-35.
Debenedetti 1995 = Id., Gli studi provenzali in Italia nel Cinquecento e Tre secoli di studi provenzali, ed. riveduta, con integrazioni inedite, a cura e con postfazione di Cesare Segre, Padova, Antenore (i ed. 1911).
Folena 1964 = Gianfranco F., Giovanni Maria Barbieri, in DBI, vi, pp. 226-30.
Formentin 2007 = Vittorio F., Poesia italiana delle origini, Roma, Carocci.
«L’Archiginnasio» 1918, 1919, 1928 = «L’Archiginnasio», xiii, p. 7; xiv, p. 12; xxiii, pp. 140-41.
Mezzanotte 1978 = Gabriella M., Federico Ubaldini e gli studi provenzali nel Seicento, in «Aevum», lii, pp. 459-70.
Rosenstein 2005 = Roy R., Occitan Language and Troubadour Song in Renaissance France: Jean Nicot (ca. 1525-1600) and the
‘Thresor de la langue françoyse’, in Études de langue et de littérature médiévales offertes à Peter T. Ricketts à l’occasion de son 70ème
anniversaire, éd. Ann Buckley et Dominique Billy, Turnhout, Brepols, pp. 645-55.
Rosenstein 2006 = Id., Miquel de la Tor’s songbook in sixteenth-century France: from Barbieri’s MSS via Corbinelli to Nicot’s ‘Thresor’, in ‘Contez me tout’. Mélanges de langue et de littérature médiévales offerts à Herman Braet, éd. par Catherine Bel, Pascale Dumont, Frank Willaert, Louvain, Peeters, pp. 925-43.
Tiraboschi 1790 = Giovanni Maria Barbieri, Dell’Origine della poesia rimata, a cura di Girolamo T., Modena, Società Tipografica.

Nota paleografica

Monotona, nella sua immutabile regolarità, è la minuta e personalissima corsiva adottata da G.M. B., nella quale si stenta a riconoscere il modello italico, inevitabilmente alle sue spalle, alterato com’è da un’interpretazione veloce e originale. Si guardi, per es., il trattamento riservato alle aste ascendenti: se ancora può considerarsi normale (ma non nella misura enfatica proposta dal B.) il ripiegamento verso destra dell’asta della d, certo questo è anomalo per b, l, h per le quali assume piuttosto la consistenza di un occhiello non terminato. Anche la e, carattere distintivo della mano del B., trae la sua origine dal prototipo italico, ma qui il tratto sostitutivo dell’occhiello della lettera ripiega verso sinistra fino a chiudersi su sé stesso, quasi nuovo occhiello, con un curioso effetto finale (cfr. per es. e sete, 4 r. 4). Sono inoltre da porre in evidenza la f con piegatura dell’asta sotto il rigo verso destra (un modello antagonista alla f con volta a sinistra, ma altrettanto bene attestato nelle usuali del tempo), la g con il primo tratto dell’occhiello inferiore eseguito perpendicolare, la z spesso alta e quasi del tutto sprovvista della base orizzontale sul rigo (canzon, 4 r. 3), il falso legamento st eseguito senza curarsi di collegare il tratto di congiunzione con la s. In parte originale il sistema delle maiuscole che annovera una G in foggia di6, al modo italico perciò, ma con occhiello aperto e schiacciato (Guilelmo, 1 r. 7); E col tratto orizzontale superiore prolungato a sinistra (Efaits, 1 r. 12); I corta sul rigo e molto prolungata al di sotto (Ill(ustrissi)mo; I presidenti, 5 rr. 1 e 2). Tutto ciò, unito all’uniformità di uno stile che non subisce variazioni dall’appunto personale alla copia a buono di testi, se non, forse, per una riduzione del modulo e per l’incremento nella velocità di esecuzione (che incide tuttavia poco in una scrittura già molto legata come quella del B.), contribuisce a confermare quel giudizio di perfetta riconoscibilità già formulato da Santorre Debenedetti e qui ricordato da Maria Careri. I testi qui riprodotti mostrano una punteggiatura scarna e circoscritta alla virgola per gli incisi, al punto al termine del periodo, spesso seguito da maiuscola. Notevole, in questo contesto, è l’uso della diplè per evidenziare le citazioni.

Censimento

  1. Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, B 3467, fasc. 2
  2. Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, B 3467, fasc. 6a e 6b
  3. Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, B 3467, fasc. 7
  4. Bologna, Biblioteca Universitaria, 177 3
  5. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 4087
  6. Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 231 inf.
  7. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 742 (alfa H 5 15)
  8. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Nuove accessioni It. 2191 (beta 25 7)
  9. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Nuove accessioni It. 2393 (beta 31 19)
  10. Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Miscellanea di Ragioneria 266 (507)
  11. Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Miscellanea di Ragioneria, Cose Varie I 12
  12. Modena, Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale, Registri delle Deliberazioni Consigliari (anni 1561-1574) e Atti della Comunità (anni 1561-1574)
  1. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3207
  2. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 85 D 51

Fonte: Il Cinquecento - Tomo I (2009)

Data ultima modifica: 15 gennaio 2026 | Cita questa scheda