Bembo, Pietro

Venezia 1470–Roma 1547

Presentazione

Alla mancanza di un regesto degli autografi bembeschi, numerosi e dispersi in sedi diverse e lontane, questa scheda non rimedia che per difetto, altro continuando a restare fuori dal presente censimento.1 Essa riunisce tuttavia quanto gli studi hanno finora restituito in lingua greca, latina, italiana, spagnola e provenzale, con il chiarimento che, accanto a materiali interamente autografi di Bembo, si registrano qui anche idiografi con correzioni. Pochi, va detto, sono del resto gli stessi autografi italiani segnalati per tali dal sempre decisivo Iter italicum del Kristeller.

Nei cinque ambiti linguistici ricordati, le opere considerate rinviano a un triplo statuto: sono autografi di opere bembesche (compresi zibaldoni, schedari e il testamento marciano); sono postillati di stampe e manoscritti; sono, infine, trascrizioni bembesche di opere altrui. Di queste classi, la prima è la più folta per la presenza di numerose lettere, mentre la seconda direttamente rinvia ai volumi appartenuti alla biblioteca dell’umanista, che sappiamo andata dispersa lungo tre assi principali: la Biblioteca Vaticana, attraverso Fulvio Orsini; la Biblioteca Ambrosiana, attraverso Pinelli; e i fondi della Eton College Library a Windsor, principalmente attraverso gli acquisti dell’ambasciatore inglese a Venezia, sir Henry Wotton (1568-1639). L’argomento dei codici posseduti da Bembo, sfiorato da Cian 1885, nei capp. viii-x e parzialmente nel xv, limitatamente al soggiorno veneto dell’umanista (1521-1531), fu sistematicamente indagato per i soli manoscritti della Vaticana da Pierre de Nolhac, che ha documentato gli acquisti orsiniani di codici bembeschi attraverso la corrispondenza e lo spoglio diretto dei fondi della biblioteca. In questo che è, e resta, il più importante studio sulla biblioteca di Bembo del vecchio millennio, de Nolhac giungeva ad ascrivere a Bembo una cinquantina di codici, dei quali vari col beneficio del dubbio (De Nolhac 1887: 324 sgg.). Era una prima, decisiva pietra portata alla ricostruzione della cultura bembesca dallo studioso francese, il quale aveva tuttavia chiaro che « l’histoire de la bibliothèque de Bembo restait encore à faire » (ivi: 91).

Fin dal Settecento, del resto, il giudizio che Tiraboschi dà della biblioteca, riprendendo una formula del Beccadelli biografo di Bembo, come di una collezione « che aveva in Italia pochi pari » (Tiraboschi 1796: i 320), orienta in modo definitivo sulla importanza di una collezione (biblioteca, archivio e museo bembeschi) che il maggior storico moderno della nostra letteratura ha definito come « la più importante certo per la cultura italiana del primo Cinquecento » (Savorgnan-Bembo 1950: xvi). Dopo de Nolhac manca comunque (anche per l’assenza di un inventario), un’attenzione sistematica ai libri di Bembo, mentre da più parti (fino alla bella monografia di Giannetto 1985) vengono studiati i codici del padre, bibliofilo e collezionista, amico di umanisti d’ambito mediceo come Bracciolini, Poliziano, Ficino, Landino. Bernardo ornava però i suoi codici (una cinquantina, quelli ricuperati) di ex libris e note di possesso, Pietro no: il che spiega difficoltà, lentezza e casualità delle acquisizioni per la sua biblioteca, incomparabilmente più decisiva di quella del padre e pur cresciuta su quel primo nucleo ereditato nel maggio del 1519. Così, mentre gli interventi di Clough in ambito inglese promettono alla fine più di quanto diano (censure e osservazioni in Dionisotti 1965 e, per l’ambito provenzale, in Pulsoni 1994), importanti ricuperi bembeschi sono venuti, invece, da Marx 1998b, Vela 2000 e Cursi 2007, con la notifica rispettivamente di un incunabolo parigino del Convivio dantesco, di un codice fiorentino della Cronica del Villani e di un manoscritto del Decameron appartenuto a Bembo. La stessa presenza di un elenco di libri bembeschi, in un miscellaneo cinquecentesco della Biblioteca Universitaria di Cambridge (UK), che notifica una trentina di cataloghi di varie biblioteche (Hobson 1975), è rimasta lettera morta fino allo studio, venuto trent’anni dopo, sulla biblioteca del cardinale (Danzi 2005). In esso, sulla base di duecento e più nuovi testi censiti nel 1545 dal giurista Jean Matal (pur sempre piccolo numero, per Bembo), la cultura dell’umanista si allarga a codici in sette lingue, con l’acquisto fra l’altro di un’ampia, sorprendente sezione ebraica di 50 testi, definendo una mappa culturale di stampo europeo. Una quindicina soltanto sono invece, nell’inventario di Matal, i testi volgari, e assenti del tutto quelli provenzali. In Danzi 2005 è anche il tentativo del recupero degli esemplari fisicamente appartenuti a Bembo, con il corredo di 28 tavole fotografiche che documentano i postillati acquisiti.

Discorso diverso si impone per le rimanenti due classi di materiali autografi indagati in questa nota. Per numero, se non per importanza, la maggior parte di essi coincide con l’attività epistolare dell’umanista (una lettera è in greco), mentre scarsi sono gli autografi superstiti di sue opere, fra i quali primeggiano comunque Asolani e Prose, i testi, cioè, che fecero celebre Bembo. Accanto, si collocano gli idiografi di opere proprie (che il regesto segnala) e qualche trascrizione autografa di opere altrui, terza e ultima categoria in cui può essere a volte difficile decidere della reale autografia, come dice il caso del De fortuna marciano del Pontano, dato per autografo di Bembo fin dall’ottocentesco catalogo marciano del Valentinelli e oggi revocato in dubbio (Danzi 2005: 330). Una raccolta di Carmina, vista ancora da Cian, si trovava presso la biblioteca di mons. Giuseppe Angelini descritta dal nipote Gennaro, ma non è al momento reperibile (Angelini 1882; Pecoraro 1959: 94-95; Dionisotti 1965: 103-4).

Il fronte provenzale, che ha in Bembo il primo grande conoscitore, conta vari codici con notazioni autografe. I cinque presenti nell’Inventarium librorum Fulvii Ursini, pubblicato in de Nolhac 1887: 393-94, sono tutti identificati (Debenedetti 1995: 287), ma Bembo potrebbe averne posseduti anche altri.2



Bibliografia
Angelini 1882 = Gennaro A., Di un codice cartaceo contenente i carmi di Pietro Bembo, in «Il Bibliofilo», iii, 2 pp. 17-18.
Cian 1885 = Vittorio C., Un decennio della vita di M. Pietro Bembo (1521-1531). Appunti biografici e saggio di studi sul Bembo con
appendice di documenti inediti
, Torino, Loescher.
Cursi 2007 = Marco C., Il ‘Decameron’: scritture, scriventi, lettori, Roma, Viella.
Danzi 2005 = Massimo D., La biblioteca del cardinal Pietro Bembo, Genève, Droz.
Debenedetti 1995 = Santorre D., Gli studi provenzali in Italia nel Cinquecento e Tre secoli di studi provenzali, ed. riveduta
con integrazioni inedite, a cura e con postfaz. di Cesare Segre, Padova, Antenore.
De Nolhac 1887 = Pierre de N., La bibliothèque de Fulvio Orsini. Contribution à l’histoire des collections d’Italie et à l’étude de la Renaissance, Paris, F. Vievweg Libraire-Éditeur (rist. Genève-Paris, Slatkine-Champion 1976).
Dionisotti 1965 = Carlo D., Appunti sul Bembo. i. Manoscritti Bembo nel British Museum. ii. Per la storia del ‘Carminum libellus’, in «Italia medioevale e umanistica», viii, pp. 269-91 (ora in Dionisotti 2002, pp. 93-113).
Dionisotti 2002 = Carlo D., Scritti sul Bembo, a cura di Claudio Vela, Torino, Einaudi.
Giannetto 1985 = Nella G., Bernardo Bembo umanista e politico veneziano, Firenze, Olschki.
Hobson 1975 = Anthony H., The ‘Iter italicum’ of Jean Matal, in Studies in the Book Trade in Honour of Graham Pollard, Oxford, The Oxford Bibliographical Society, pp. 33-61.
Marx 1998b = Barbara M., Petrarkismus im Zwischen von Dante: Pietro Bembo und die ‘Asolani’, in «Deutsches Dante-Jahrbuch», 73 Band, pp. 9-49.
Pecoraro 1959 = Marco P., Per la storia dei carmi del Bembo: una redazione non vulgata, Venezia, Ist. per la collaborazione culturale.
Savorgnan-Bembo 1950 = Maria S.-Pietro B., Carteggio d’amore (1500-1501), a cura di Carlo Dionisotti, Firenze, Le Monnier.
Tiraboschi 1796 = Girolamo T., Storia della letteratura italiana, Venezia, Stella, to. vii parte i.
Vela 1988 = Claudio V., Il primo canzoniere del Bembo (ms. Marc. It. IX. 143), in «Studi di filologia italiana», xlvi, pp. 163-251.

1. La scheda sarebbe stata comunque meno completa se non avessi goduto della cortesia e competenza di Andrea Donnini e Claudio Vela, che qui ringrazio. La lettera dell’Archivio Arcivescovile di Urbino è presente grazie alla cortese segnalazione di Luigi Bravi. Provvisorio e lontano dall’essere completo è particolarmente il censimento dei Brevi papali, in parte o in toto autografi di Bembo.
2. A = Città del Vaticano, BAV, Vat. Lat. 5232: Debenedetti 1995: 249 (contro l’appartenenza a Bembo è Bertoni 1903: 26-27; considera deboli le prove dell’appartenenza a Bembo Pulsoni 1992: 336-37); E = Paris, BnF, Fr. 1749: appartenne a Bembo per Canello 1883: 67; Debenedetti 1995: 146-47 (Bembo «ebbe dinanzi E e K»); Pulsoni 1992: 340 («non posseduto da B., ma da lui probabilmente conosciuto») attraverso Da Porto, e 345 («possedette anche questo manoscritto o almeno [...] una sua copia»); M = Paris, BnF, Fr. 12474: Pulsoni 1992: 340 («non posseduto da B., ma da lui probabilmente conosciuto»); N = New York, MorL, 819: Daniel 1960: 153 («utilizzato dall’Equicola e dal Bembo»; appartenuto a Bembo secondo Corsair, catalogo in linea della Biblioteca).

Nota paleografica

In apparente contrasto con la mirabile operosità di letterato, poeta e storiografo, nonostante un’educazione attenta agli studi umanistici di greco e di latino e a dispetto di un’attività svolta in campo editoriale di altissimo profilo e soprattutto innovativa sul piano ortografico, la grafia di P. B. mostra connotati di asciutta essenzialità. È, in effetti, una minuta corsiva di matrice umanistica del tutto ripulita da orpelli, scarna ed essenziale: si direbbe che sia la mano di persona interessata più ai contenuti e molto meno ai caratteri estrinseci della loro comunicazione. Inclinata con moderazione a destra, di modulo ridotto, aguzza e ricca di legature: sempre realizzate per quei segni alfabetici in possesso di un tratto in uscita ascendente da sinistra verso destra (i, l, m, n, t nella versione semplificata in un tempo solo), ovvero orizzontale (c, e, t col suo secondo tratto), esse coinvolgono spesso più lettere e talvolta anche lettere bisognose, per legare, di una pronunciata linea di congiunzione (così la a in Tebaldo, 2 r. 3; mentre rimane accennata, ma non attuata, quella di eh in ehora, 2 r. 2). Tra i connotati peculiari si può segnalare la a il cui occhiello è talmente stretto da risultare praticamente non visibile (ma che sia presente lo testimonia la piccola testa di attacco a sinistra); la o che resta aperta quando in legamento anteriore (torto, come 2 r. 6; suo, 2 r. 7); il legamento sp, la d, sempre con asta obliqua, in un tempo solo a partire dall’occhiello destinato a rimanere aperto e acuto; la z eseguita in un unico colpo di penna sinuoso di grande dimensione sia sopra, sia sotto il rigo (innanzi, 1 ultima riga della colonna centrale; marzo, 2 nella datatio); il compendio per q(ue) col segno abbreviativo basso sull’asta della q. Da notare l’uso di una interpunzione che si avvale, com’era consuetudine del tempo, della virgola per la pausa breve, del punto e virgola e del doppio punto per segnalare una pausa di media intensità, del punto seguito da maiuscola per quella prolungata. Con l’accento, infine, è precisata qualche forma verbale. Una scrittura, quella del B., povera di manifeste evoluzioni nel corso degli anni e spogliata pure di quei segni diacritici da lui invece, con audacia non priva di contestazioni, introdotti nella stampa. Una scrittura, nella sostanza, non troppo dissimile da quella del padre Bernardo (si vede in MAP,1 tav. lxiv), ma, rispetto a questa, di gran lunga meno ariosa ed elegante. Per quanto riguarda la produzione di testi in lingua greca è opportuno richiamare qui la descrizione di Eleuteri e Canart: essi sono vergati in una «scrittura minuta e corsiveggiante in cui sono da rilevare il beta a occhielli, il lambda con il secondo tratto curvilineo che termina sotto il rigo di base, il chi di forma ampia». Pure da menzionare sono l’eta e il theta prevalentemente maiuscoli e la struttura tondeggiante del phi. Eleuteri e Canart inseriscono la grafia del B., sebbene questa lo rappresenti solo «in una certa misura» (op. cit., p. 12), nel filone che gli studiosi chiamano inclinato corsivo, una «tendenza generale», con scritture non eccessivamente ricche di legamenti, dotato di discreta fortuna nel sec. XVI.

Censimento

  1. Bologna, Archivio Isolani, Lettere varie dei secoli XV-XVI
  2. Bologna, Archivio di Stato, Fondo Senato Carteggi: lettere di diversi 1540-1543, c. 148r
  3. Buffalo (N.Y.), Robert B. Adam Library, [Segnatura non presente]
  4. Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Ital. 115
  5. Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Typ 466
  6. Chicago, The Newberry Library, Case Wing Z W 1 516
  7. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Armadio XLV to. II 42
  8. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Borghese I 175
  9. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Borghese II 449
  10. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Misc. Arm. II 79
  11. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Patetta 58, Bembo Pietro
  12. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Gr. 280
  13. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 2132
  14. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 2157
  15. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 5692
  16. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 5693
  17. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Boncompagni E 1
  18. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chig. L VIII 304
  19. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottob. Lat. 1717
  20. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottob. Lat. 2348
  21. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottob. Lat. 2413
  22. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reg. Lat. 2023
  23. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 1030
  24. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 2157
  25. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3197
  26. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3210
  27. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3364
  28. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8176
  29. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 13252
  30. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 14189
  31. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozzi-Uguccioni III 178, num. 91
  32. Firenze, Archivio di Stato, Ducato d’Urbino I Div. G 258
  33. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 114 296
  34. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini Lettere VII
  35. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 7, Bembo Pietro, num. 4-5
  36. Frascati, Archivio della Congregazione Camaldolese di Monte Corona, Tusculano F VII
  37. Frascati, Archivio della Congregazione Camaldolese di Monte Corona, Tusculano II bis
  38. Gubbio, Archivio della Cattedrale, II B 2
  39. Isola Bella, Archivio Borromeo, Acquisizioni Diverse, B, Bembo Pietro (olim Autografi e Manoscritti, 10 5 1)
  40. Lonato del Garda (Brescia), Fondazione Ugo da Como, 78
  41. London, The British Library, Add. 6873/I
  42. London, The British Library, Add. 10275
  43. London, The British Library, Harley 5628
  44. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 1077, num. 93
  45. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 1239, num. 234
  46. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 1458, num. 496-97
  47. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 1891, num. 71, 74, 78-80, 84
  48. Mantova, Archivio di Stato, Archivio Gonzaga 2498, num. 220
  49. Milano, Archivio di Stato, Sezione Storica, Autografi 112 21
  50. Milano, Biblioteca Ambrosiana, Archivio Falcò-Pio (Savoia), Autografi V 55 126
  51. Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 335 inf.
  52. Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 475 inf.
  53. Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 575 inf.
  54. Milano, Biblioteca Ambrosiana, E 32 inf.
  55. Milano, Biblioteca Ambrosiana, H 245 inf.
  56. Milano, Biblioteca Ambrosiana, N 126 sup.
  57. Milano, Biblioteca Ambrosiana, N 335 sup.
  58. Milano, Biblioteca Ambrosiana, O 231 sup.
  59. Milano, Biblioteca Ambrosiana, P 130 sup.
  60. Milano, Biblioteca Ambrosiana, S 99 sup.
  61. Milano, Biblioteca Ambrosiana, S.P. II 100
  62. Milano, Biblioteca Trivulziana, Carteggio Viseo da Silva 1591
  63. Milano, Collezione privata, [Segnatura non presente]
  64. Modena, Archivio di Stato, Archivio per materie, Letterati 8
  65. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori, Bembo Pietro
  66. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, It. 833 (alfa G 1 15)
  67. Napoli, Biblioteca Nazionale «Vittorio Emanuele III», XIII B 38
  68. New York, Pierpont Morgan Library, E1 28 C (In)
  69. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346-26
  70. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346-27
  71. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346-28
  72. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346-29
  73. New York, Pierpont Morgan Library, MA 2459
  74. New York, Pierpont Morgan Library, MA 2686
  75. New York, Pierpont Morgan Library, MA 5030
  76. New York, Pierpont Morgan Library, MA senza segnatura
  77. New York, Pierpont Morgan Library, MA senza segnatura (Misc. Popes)
  78. New York, Pierpont Morgan Library, MA senza segnatura (Misc. Popes)
  79. Oxford, Bodleian Library, It. C 23
  80. Padova, Biblioteca Antoniana, 635
  81. Paris, Bibliothèque nationale de France, It. 1111
  82. Parma, Archivio di Stato, Epistolario scelto 2, card. Pietro Bembo, lettere, num. 23-45
  83. Parma, Biblioteca Palatina, 1019 VIII, fasc. I e X
  84. Parma, Biblioteca Palatina, Carteggio Lucca I, Bembo Pietro
  85. Pesaro, Biblioteca Oliveriana, 429
  86. Pescara, Biblioteca «G. D’Annunzio», a 27-1
  87. Sankt Peterburg, Rossijskaja Akademija Nauk, Institut Rossijskoj Istorii (già Archiv Leningradskogo otdelenija Instituta istorii Akademi Nauk), K 43-45
  88. Trento, Archivio di Stato, Principesco Vescovile, Corrispondenza Madruzzi I (1539-1540)
  89. Trento, Biblioteca Comunale, 604
  90. Urbino, Archivio Arcivescovile, [Segnatura non presente]
  91. Venezia, Archivio di Stato, Capi del Consiglio dei Dieci, Lettere di Ambasciatori (Roma 1513-1514) 21, num. 153, 170-74
  92. Venezia, Archivio di Stato, Consiglio dei Dieci, Parti comuni 14 (1531, II trimestre), num. 27
  93. Venezia, Biblioteca Civica del Museo Correr, P D 308-C III
  94. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. IX 143 (6993)
  95. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. VII 191 (9554)
  96. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. XI 25 (6671)
  97. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. XI 25 (6671)
  98. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. X 256 (3134)
  99. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. XII 211 (4179)
  100. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. XIII 27 (4522)
  101. Venezia, Biblioteca Querini Stampalia, Cl. VI 4 1033
  102. Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Autographen 8/2-1
  103. Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Vind. Pal. 9737e (Caps. Koll 19)
  104. Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Vind. Pal. 10245.1
  1. Berlin, Staatsbibliothek, Hamilton 90
  2. Cambridge, King’s College Library, 34
  3. Cambridge, University Library, Dd 15 13
  4. Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Richardson 17
  5. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 3619
  6. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 4094
  7. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, R.G. Scienze IV 363 [1]
  8. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reg. Lat. 1370
  9. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Gr. 1335
  10. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3199
  11. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3205
  12. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3206
  13. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3207
  14. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3208
  15. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3214
  16. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3245
  17. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 7182
  18. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 14189
  19. Firenze, Biblioteca Riccardiana, Ricc. 1534
  20. London, The British Library, Add. 10965
  21. London, The British Library, Add. 11875
  22. London, The British Library, Add. 11914
  23. Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 29 inf.
  24. Milano, Biblioteca Ambrosiana, F 42 sup.
  25. Milano, Biblioteca Ambrosiana, Inc. 1523
  26. Milano, Biblioteca Ambrosiana, M 12 sup.
  27. Milano, Biblioteca Ambrosiana, S Theta I VII 8
  28. Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, alfa R 4 4
  29. Paris, Bibliothèque de l’Arsenal, 8538
  30. Paris, Bibliothèque nationale de France, Fr. 12473
  31. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. Yd 17
  32. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. Yd 208
  33. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. II 55 (2922)
  34. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. XIV 124 (4044)
  35. Windsor, Eton College Library, 113
  36. Windsor, Eton College Library, 124
  37. Windsor, Eton College Library, 135
  38. Windsor, Eton College Library, 137
  39. Windsor, Eton College Library, 150
  40. Windsor, Eton College Library, 153
  41. Windsor, Eton College Library, 154
  42. Windsor, Eton College Library, 172

Fonte: Il Cinquecento - Tomo I (2009)

Data ultima modifica: 15 gennaio 2026 | Cita questa scheda