Fonzio (Bartolomeo della Fonte), Bartolomeo
Firenze 1447–1513
Presentazione
Appartenenti alle tipologie più diverse, gli autografi e i postillati del Fonzio sono il riflesso di una vicenda biografica quanto mai tormentata, che fu segnata, certo, da un’ininterrotta e appassionata dedizione agli ideali umanistici e alla pratica degli studia litterarum, ma che fu anche connotata da rovesci e situazioni critiche, tali da condurre il dotto fiorentino, in distinti momenti, a svolgere le occupazioni e gli uffici più svariati: notaio, copista di professione, professore di poetica e retorica allo Studio fiorentino, bibliotecario per il suo protettore, il ricco mercante Francesco Sassetti, e poi per il re d’Ungheria Mattia Corvino, sacerdote della Pieve di San Giovanni Battista di Montemurlo (Marchesi 1900; Caroti- Zamponi 1974; Zaccaria 1988; Bausi 2001: 295-97; Della Fonte 2008; Bausi 2011a; 2011b; 2011c).
La biblioteca personale del Fonzio è andata soggetta ad un processo di totale e incontrollata disgregazione, ma una preziosa testimonianza su di essa ci viene da un catalogo dei libri che lo stesso umanista lasciò in eredità all’amico Francesco Pandolfini, un vero e proprio registro fatto redigere dai figli del Pandolfini nel 1520; introdotto dal titolo « Inventario di libri che erano del Fontio », questo elenco fa parte di una più ampia lista di tutti i beni di casa Pandolfini ed è conservato in un faldone degli atti rogati dal notaio fiorentino Pier Francesco de’ Macari (Firenze, ASFi, Notarile Antecosimiano, 12468, cc. 134r-157v: la lista dei volumi fonziani è alle cc. 147r-151v ed è stata pubblicata da De Robertis 1993: 136-52). Tale inventario – che certo non descrive la totalità dell’originaria biblioteca fonziana, ma ne rivela, in ogni caso, una parte consistente – riunisce, complessivamente, più di duecento volumi, manoscritti e a stampa, che tra il secolo XVI e il XIX andarono dispersi in mille rivoli, seguendo strade e vicissitudini tra le più diverse (spesso impossibili da determinare). Molti di essi risultano oggi irreperibili o perduti, ma una porzione significativa, ancorché assai minoritaria, degli item del catalogo Pandolfini è altresì identificabile con libri tutt’ora conservati: per esempio, molti degli zibaldoni autografi riccardiani (attuali Riccardiani 153, 646, 673, 837, 851, 893: → 39, 42, 44, 46-48), così come alcuni volumi manoscritti e a stampa via via emersi da varie indagini critiche (diverse segnalazioni già nel fondamentale Caroti-Zamponi 1974 e in Gentile 1991, quindi soprattutto in De Robertis 1993 e poi in Fera 1997; Daneloni 2004; 2006a; 2010-2011; Brumana 2012).
Alla testimonianza dell’inventario si affianca quella, ancora più importante, di un’accurata lista delle opere del Della Fonte, un elenco completo di tutti gli scritti latini e volgari, nonché delle sue traduzioni greco-latine e dei volgarizzamenti giovanili; un documento in origine redatto dallo stesso umanista, con il quale destinava la cura e la diffusione della propria opera al suo sodale Francesco Pandolfini. Di tale lista ci sono giunte due copie, entrambe allestite da Francesco Baroncini, uno dei più importanti amici di Bartolomeo, dedicatario, fra l’altro, del suo volgarizzamento delle epistole pseudo falaridee (vd. Trinkaus 1960: 126-27; Daneloni 2006c: 351-57). Il confronto tra questa lista degli scritti fonziani e ciò che effettivamente è giunto sino a noi denuncia la perdita di molte opere (vd. Daneloni 2006c: 357-62). Nell’ambito della produzione superstite figurano, tuttavia, importanti esemplari di opere del Fonzio, delle sue traduzioni greco-latine e dei volgarizzamenti, copiati direttamente dall’umanista o comunque da lui rivisti e annotati, in alcuni casi identificabili con gli item dell’elenco appena citato: si tratta dei codici Berlin, Kupferstichkabinett, 78 C 26; Bologna, BU, 2382; Firenze, BNCF, II IV 192; Magl. VII 1025; Magl. VIII 1442; Magl. XXXVIII 117; Nuove Accessioni 980; Firenze, BML, Plut. 54 23; Firenze, BRic, 108; 539; 666 (autografo del commento a Persio, sul quale fu esemplata l’editio princeps, uscita tra il 23 dicembre 1477 e il 24 marzo 1478); 1172 1; Modena, BEU, Campori Appendice 2827; Oxford, BodL, Lat. misc. d 85; Paris, BnF, Lat. 7879 (elegantissimo codice di dedica a Lorenzo de’ Medici); Ross. 407; Ottob. Lat. 1558; Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, 43 Aug. 2° (→ 2-3, 26-27, 30, 33-34, 37, 41, 43, 52, 59, 65, 71, 82 e P 1, 11, 35). Si segnalano, poi, singoli documenti epistolari, come alcune originali trasmissive di sue lettere latine e volgari (nei mss. Firenze, BNCF, Magl. XXIV 108; Paris, BnF, Ital. 2033; Venezia, BNM, Lat. 4100: → 32, 70, 80) oppure l’isolata missiva redatta da Fonzio per conto di Lorenzo de’ Medici e indirizzata a Luigi XI re di Francia (nel ms. Paris, BnF, Fr. 17044: → 69); e abbiamo anche sporadici originali di sue poesie latine (Firenze, BNCF, II II 62; Magl. VII 1039: → 25, 28). Alla cura con cui Bartolomeo seguì la prima diffusione a stampa della sua explanatio su Persio rimandano diverse copie della princeps da lui stesso postillate e corrette (Oxford, BodL, Auct. L 4 27; Firenze, BNCF, Inc. Magl. L 6 28; Firenze, BMar, Inc. 76: → P 17, 68, 93). Un interesse più prettamente storico-biografico rivestono, invece, alcuni documenti relativi ai suoi rapporti con Vespasiano da Bisticci durante gli anni ’60 (Firenze, ASFi, Carte Strozziane, I 253 2, e Mediceo avanti il Principato, 12 num. 413: → 6-7) oppure con la tipografia di San Iacopo di Ripoli negli anni 1479-1480 (nel Diario della stamperia medesima, attuale Magl. X 143 della Nazionale di Firenze: → 31), al suo più tardo impegno – dal 1491 in poi – come sacerdote e responsabile dell’Opera e della Pieve di San Giovanni Battista di Montemurlo (Pistoia, Archivio Vescovile e Diocesano, Stati antichi, 106r bis 1 e 106rbis 1 bis; Montemurlo, XXXVI 84-88: → 73-79) e ai legami con la famiglia Sassetti, solidi e strettissimi fin dai primi anni Settanta (come indicano molteplici testimonianze: vd. Della Fonte 2008: 363-68), quindi ancora certificati in una fase successiva (febbraio 1498) dalla nota autografa fonziana di ASFi, Mediceo avanti il Principato, 84 num. 273, c. 438v (→ 8).
Un altro blocco assai cospicuo di testimonianze grafiche fonziane è rappresentato dai numerosi codici di autori classici latini e greci (in versione latina) ai quali il Della Fonte, tra la metà degli anni ’60 e i primi anni ’70, lavorò in qualità di copista e/o correttore-postillatore: sia in proprio, sia presso la bottega di Vespasiano da Bisticci (trascrivendo o rivedendo codici destinati a illustri acquirenti, come gli ungheresi Péter Garázda e János Vitéz, il vescovo Domenico de’ Domenichi, Federico da Montefeltro, gli Aragonesi, gli Sforza di Pesaro, i Capponi: vd. soprattutto de la Mare 1985: 445-46, 480, 487-88, 501-2, 504-5, 508, 515-16, 520, 528-29, 531-32, 536, 538, 541, 545-46, 552-53, 597); nello scorcio iniziale degli anni Settanta, inoltre, Bartolomeo lavorò moltissimo come copista e correttore di manoscritti anche per il suo potente mecenate, Francesco Sassetti, la cui raccolta libraria egli venne ampiamente riorganizzando e arricchendo (su questo vd. il fondamentale de la Mare 1976a; non ho inserito tra i postillati fonziani i codici appartenuti al Sassetti, nei quali sono stati riscontrati, di mano del Fonzio, solamente il motto o l’ex libris dell’illustre possessore, scritti nei fogli di guardia iniziali in lettere capitali e frutto di un mero lavoro meccanico dell’umanista fiorentino; si tratta dei seguenti volumi: Firenze, BML, Plut. 23 13; Plut. 30 10; Plut. 33 16; Plut. 36 38; Plut. 37 6; Plut. 38 2; Plut. 38 15; Plut. 39 25; Plut. 47 4; Plut. 65 11; Plut. 65 19; Plut. 76 5; Plut. 78 16; Plut. 79 1; Milano, BTriv, 817: su tali codici vd. de la Mare 1976a: 176-80, 182, 184, 186).
Un caso a parte, degno di una peculiare segnalazione, è rappresentato dal codice 369 della Biblioteca Statale di Lucca (→ 57), un esemplare copiato dal Della Fonte, con ogni probabilità, verso la metà degli anni ’70 e, quindi, a più riprese rivisto e corretto da lui medesimo, con estrema cura, entro un lungo lasso di tempo, dall’inizio degli anni ’80 fino ai primissimi anni del sec. XVI; un volume concepito per uso strettamente personale, come ricco deposito della riflessione filologica dell’umanista su Orazio e Persio nonché come funzionale strumento di lavoro per il suo impegno di professore allo Studio fiorentino (vd. l’ampio e importante contributo di Brumana 2012). In un particolarissimo frangente della biografia fonziana si collocano, infine, alcuni splendidi codici miniati che Bartolomeo copiò per Mattia Corvino in un periodo compreso negli anni 1488-1490 ca. (Firenze, BML, Acquisti e doni 233; Modena, BEU, Lat. 441; Milano, BTriv, 818; Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, 43 Aug. 2°: → 9, 58, 60, 82).
Di tre postillati fonziani (→ P 7, 82, 100) ho avuto notizia esclusivamente da alcuni appunti redatti da Albinia de la Mare, materiali tutt’ora inediti che con estrema cortesia sono stati messi a mia disposizione da Xavier van Binnebeke, al quale esprimo il mio ringraziamento.
Respingo l’autografia fonziana per il ms. Torino, BNU, D II 25 (Diogenes Laertius, Vitae philosophorum, traduzione latina di Ambrogio Traversari), risalente al periodo fine degli anni ’60-inizio anni ’70, che la de la Mare attribuisce dubitativamente al fratello di Bartolomeo, Niccolò Fonzio, non escludendo però di potervi riconoscere la mano dello stesso Bartolomeo (« semi-cursive, probably Niccolò, but might be Bartolomeo »; così in de la Mare 1985: 516): da una verifica diretta del codice, ritengo che esso sia interamente autografo del solo Niccolò.
Bibliografia
Bausi 2001 = Francesco B., La filologia, in Storia della civiltà toscana, vol. ii. Il Rinascimento, a cura di Michele Ciliberto, Firenze, Le Monnier, pp. 293-312.
Bausi 2011a = Id., Un umanista in cerca di patroni nella Firenze laurenziana (e fuori), in Id., Umanesimo a Firenze nell’età di Lorenzo e Poliziano. Jacopo Bracciolini, Bartolomeo Fonzio, Francesco da Castiglione, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, pp. 197-255 (rielaborazione di parte del contributo apparso su «Interpres», x 1990, pp. 37-132).
Bausi 2011b = Id., L’integrazione difficile. Fonzio tra Poliziano e i Medici, in Id., Umanesimo a Firenze nell’età di Lorenzo e Poliziano. Jacopo Bracciolini, Bartolomeo Fonzio, Francesco da Castiglione, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, pp. 257-327 (rielaborazione di parte del contributo apparso su «Interpres», x 1990, pp. 37-132).
Bausi 2011c = Id., Nello scrittoio del Fonzio: una miscellanea d’autore (ms. Riccardiano 914) e un perduto poema erculeo, in Id., Umanesimo a Firenze nell’età di Lorenzo e Poliziano. Jacopo Bracciolini, Bartolomeo Fonzio, Francesco da Castiglione, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, pp. 329-66 (rielaborazione di due distinti contributi apparsi su «Interpres», x 1990, pp. 270-88, e xiv 1994, pp. 246-253).
Brumana 2012 = Angelo B., Bartolomeo Fonzio commentatore di Orazio e di Persio in un codice autografo, in «Italia medioevale e umanistica», liii, pp. 225-333.
Caroti-Zamponi 1974 = Stefano C.-Stefano Z., Lo scrittoio di Bartolomeo Fonzio umanista fiorentino, con una nota di Emanuele Casamassima, Milano, Il Polifilo.
Daneloni 2004 = Alessandro D., Fonzio e Pomponio Mela, in «Studi medievali e umanistici», ii, pp. 151-65.
Daneloni 2006a = Id., Note sulla biblioteca di Bartolomeo Fonzio e sulla sua organizzazione, in «Medioevo e Rinascimento», xx, n.s. xvii, pp. 299-335.
Daneloni 2006c = Id., Un secondo elenco delle opere di Bartolomeo Fonzio, in «Studi medievali e umanistici», iv, pp. 351-62.
Daneloni 2010-2011 = Id., Un nuovo libro della biblioteca di Bartolomeo Fonzio, in «Studi medievali e umanistici», viii-ix, pp. 436-47.
de la Mare 1976a = Albinia Catherine de la M., The Library of Francesco Sassetti (1421-1490), in Cultural Aspects of the Italian Renaissance. Essays in Honour of Paul Oskar Kristeller, edited by Cecil H. Clough, Manchester, Manchester Univ. Press, pp. 160-215.
de la Mare 1985 = Ead., New Research on Humanistic Scribes in Florence, in Miniatura fiorentina del Rinascimento (1440-1525). Un primo censimento, a cura di Annarosa Garzelli, Firenze, Giunta Regionale Toscana-La Nuova Italia, vol. i pp. 395-600.
Della Fonte 2008 = Bartholomaeus Fontius, Epistolarum libri, vol. i, a cura di Alessandro Daneloni, Messina, Centro interdipartimentale di studi umanistici.
De Robertis 1993 = Teresa De R., Breve storia del «Fondo Pandolfini» della Colombaria e della dispersione di una libreria privata fiorentina, in Le raccolte della Colombaria, vol. i. Incunabuli, a cura di Enrico Spagnesi, Firenze, Olschki, pp. 77-314.
Fera 1997 = Vincenzo F., La prima traduzione umanistica delle ‘Olimpiche’ di Pindaro, in Filologia umanistica. Per Gianvito Resta, a cura di V.F. e Giacomo Ferraú, Padova, Antenore, vol. i pp. 693-765.
Gentile 1991 = Sebastiano G., Appunti sulla storia e sulla fortuna dell’epistolario ficiniano, in Per il censimento dei codici dell’epistolario di Leonardo Bruni. [Atti del] Seminario internazionale di Firenze, 30 ottobre 1987, a cura di Lucia Gualdo Rosa e Paolo Viti, Roma, Ist. Storico Italiano per il Medio Evo, pp. 7-22.
Marchesi 1900 = Concetto M., Bartolomeo della Fonte (Bartholomaeus Fontius). Contributo alla storia degli studi classici in Firenze nella seconda metà del Quattrocento, Catania, Giannotta.
Trinkaus 1960 = Charles Edward T ., A Humanist’s Image of Humanism: the Inaugural Orations of Bartolommeo della Fonte, in «Studies in the Renaissance», vii, pp. 90-147.
Zaccaria 1988 = Raffaella Z., Della Fonte (Fonzio), Bartolomeo, in DBI, vol. xxxvi pp. 808-14.
Nota paleografica
Gli anni di formazione di F. e quelli in cui si svolge la sua intensa ed eccezionalmente ben documentata vicenda grafica sono gli stessi di Baldinotti e Poliziano, suoi quasi perfetti coetanei, e sono gli anni in cui la corsiva all’antica è la scrittura dominante negli ambienti colti della Firenze medicea, soprattutto, ma non solo, in quelli di cultura latina (come dimostra il caso di Pulci). Ovviamente, accanto a questa scrittura, o meglio alle sue tante interpretazioni, e alla littera antiqua “formata” sempre più saldamente nelle mani di copisti di professione, rimangono le forme grafiche di tradizione moderna o se si preferisce, gotica, al tratto e corsive, in primis la vitalissima scrittura mercantesca che, nonostante la distanza morfologica, costituisce lo sfondo sul quale matura l’esperienza di una corsività portata alle estreme conseguenze che F. ha in comune, tramite il comune maestro Bernardo Nuti, con l’amico e compagno di studi ser Piero di Bernardo Cennini. Questa componente mercantesca, forse di matrice familiare, è del resto chiarissima in tre annotazioni di mano di F., datate 1479 e 1480, nel diario della stamperia di Ripoli (→ 31). Se la collocazione grafica di F. entro questo panorama è comunque chiarissima – la scrittura di tutta la vita e in tutte le possibili declinazioni è la corsiva all’antica, umanistica – meno facile è definire la natura della sua attività scrittoria: se come quella di un professionista a pieno titolo (basterebbe l’es. degli undici mss. copiati per Francesco Sassetti, → 12-22, o dei quattro per Mattia Corvino d’Ungheria, → 9, 58, 60, 82, o la collaborazione con Vespasiano da Bisticci in qualità di correttore) con una parallela attività di scrittura legata agli studi e agli incarichi di insegnamento, o viceversa se come quella di un uomo di lettere che trovava nella copia di mss. un mezzo di sostentamento. La distinzione è alla fine oziosa, se non fosse per il fatto che, per un caso che non si dà per nessun suo contemporaneo (almeno con questo dettaglio), di F. non sono rimasti solo i prodotti “alti”, che lo qualificherebbero immediatamente come copista professionale, ma anche un numero impressionante di quaderni di studio (molti più di quanto non risulti dalle attuali segnature, visto che spesso una medesima legatura riunisce molti pezzi in origine autonomi). Questa dicotomia nella produzione di F. ha corrispondenze codicologiche e paleografiche. Nei quaderni di lavoro – sempre cartacei e privi di specchio di scrittura, se non quello ottenuto piegando il fascicolo due volte in verticale (così da ottenere quattro colonne, le più esterne funzionanti come margini) e spesso comunque disatteso – la mano di F. si esprime in forme tanto rapide (tavv. 1 e 2) che in molti casi si rasenta la totale disgregazione morfologica (si vedano in particolare gli zibaldoni Riccardiani 152, 673, 907, → 38, 44, 50), realizzando un flusso di scrittura molto serrato e continuo, in cui raramente la penna trova modo di alzarsi dal foglio. Le legature non sono soltanto frequentissime, ma coinvolgono tutte le lettere di una parola, non importa quanto lunga, e spesso anche i segni abbreviativi (tav. 1 rr. 8-9: « utitur autem comparatione picturae propter similitudinem et convenientiam »; tav. 2 rr. 6-10: « derelinquat impius viam suam et vir iniquus cogitationes suas et revertatur ad Dominum et miserebitur eius quoniam multus est ad ignoscendum »); le lettere sono quasi senza eccezioni in un tempo: fra queste va segnalata come particolarmente utile per il riconoscimento della mano di F. la variante di e a forma di 8 (per es. tav. 1 r. 17: interne et externe, tav. 2 r. 12: expectet, tav. 7 r. 1: « sapete il bisognio et desiderio mio dela pieve »). La corsività coinvolge anche il sistema delle maiuscole: non solo le lettere si presentano notevolmente inclinate, ma la loro esecuzione è quasi sempre in un tempo, ciò che vale soprattutto per C, D, G, M, S o V e talora anche Q (una buona esemplificazione alle tavv. 6 e 7), mentre non mancano occorrenze radicali neppure per forme di tradizione o sapore gotico (tav. 1 r. 10: Est, r. 22: Sed). La stessa urgenza affiora a tratti anche nelle missive, nonostante gli sforzi di tenere a freno la mano per esigenze di chiarezza (tav. 7, per es, rr. 8-9: « et me proprio obligherete, sempre fia da noi confirmato et osservato et lodato et liberamente in voi tutto rimetto »). Nei codici di dedica (→ 2, 34, 71, 82) o copiati su commissione – in molti casi membranacei e passati per le mani di famosi miniatori – o più semplicemente in trascrizioni a pulito, la scrittura è ovviamente più meditata, meglio allineata, meno inclinata (tavv. 4 e 8), ma rimane la tendenza a trattare la parola come un unico sintagma o a improvvise accelerazioni (tav. 3 r. 11: « artium studia reprehendentem. Ordo vero »), così come rimangono preferite le varianti in un tempo (persino nell’elegante corredo di capitali), fra le quali si deve notare la lettera r che, proprio perché il contesto consente un agio maggiore, si presenta in forma decisamente aperta, quasi come v (tav. 3 r. 10: circa, tav. 8 r. 1: moribus primum). Se le pagine dei quaderni di studio, come è naturale, sono ricche di elementi paratestuali (sottolineature, annotazioni, lemmari, richiami), va ricordato che spesso anche i codici formali di F. presentano, previsto nel progetto di libro, un minimo corredo di ordinati interventi marginali (non di rado in un caratteristico inchiostro rosso molto diluito).
Censimento
- Berlin, Staatsbibliothek, Hamilton 168
- Bologna, Biblioteca Universitaria, 2382
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ross. 407
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 203
- Cologny (Genève), Fondation Martin Bodmer, Coll. 163 (olim Phillipps 4432)
- Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane, I 253 2
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 12, num. 413
- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato 84, num. 273
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Acquisti e doni 233
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashb. 922
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashb. 1174
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 30 15
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 33 1
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 33 11
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 34 2
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 35 28
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 36 1
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 36 2
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 37 17
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 38 13
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 39 36
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 47 25
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 53 33
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 65 52
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 62
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II IV 192
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 1025
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 1039
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VIII 1437
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VIII 1442
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. X 143
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXIV 108
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXXVIII 117
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Nuove Accessioni 980
- Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Palatino Capponi 141
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 62
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 108
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 152
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 153
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 322
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 539
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 646
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 666
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 673
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 700
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 837
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 851
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 893
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 904
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 907
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 914
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 1172 1
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 1865
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2995
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, Ediz. rare 431
- London, The British Library, Burney 168
- Lucca, Biblioteca Statale, 369
- Milano, Biblioteca Trivulziana, 818
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Autografoteca Campori Appendice 2827 (gamma N 8 1 31)
- Modena, Biblioteca Estense e Universitaria, Lat. 441 (alfa S 4 2)
- München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 755
- München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 822
- München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 15738
- Oxford, Bodleian Library, Canon. Lat. Class. 289
- Oxford, Bodleian Library, Lat. misc. d 85
- Oxford, Bodleian Library, Montagu d 32 (S C 25401)
- Oxford, Bodleian Library, Sparrow 2
- Palermo, Biblioteca Centrale Della Regione Siciliana, I F 12
- Paris, Bibliothèque nationale de France, Fr. 17044
- Paris, Bibliothèque nationale de France, It. 2033
- Paris, Bibliothèque nationale de France, Lat. 7879
- Paris, Bibliothèque nationale de France, Lat. 8456A
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Montemurlo, XXXVI 84
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Montemurlo, XXXVI 85
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Montemurlo, XXXVI 86
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Montemurlo, XXXVI 87
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Montemurlo, XXXVI 88
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Stati antichi, 106r bis 1
- Pistoia, Archivio Vescovile E Diocesano, Stati antichi, 106r bis 1 bis
- Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Lat. 4100 (XII 135)
- Wien, Österreichische Nationalbibliothek, s n 4755
- Wolfenbüttel, Herzog August Bibliothek, 43 Aug. 2°
- Berlin, Kupferstichkabinett, 78 C 26
- Besançon, Bibliothèque Municipale, 832
- Bologna, Biblioteca Universitaria, 1084
- Bologna, Biblioteca Universitaria, 2233
- Bologna, Biblioteca Universitaria, 2241
- Bologna, Biblioteca Universitaria, 2245
- Cambridge (Mass.), College Library, Typ. 176 h
- Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Inc. 4259
- Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Inc. 6149B
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chig. L V 176
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottob. Lat. 1558
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reg. Lat. 1475
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 303
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 657
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 658
- Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Lat. 1358
- Firenze, Biblioteca Marucelliana, Inc. 76
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashb. 918
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 12 21
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 19 15
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 21 4
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 29 35
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 33 21
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 35 15
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 38 23
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 45 14
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 45 21
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 46 6
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 47 35
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 49 2
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 49 22
- Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 50 36
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Fonte: Il Quattrocento - Tomo I (2013)
Data ultima modifica: 30 novembre 2025 | Cita questa scheda