Poliziano (Angelo Ambrogini), Angelo

Montepulciano [Siena] 1454–Firenze 1494

Presentazione

Non possediamo alcun inventario, o documento affine, che renda conto dei libri posseduti dal Poliziano e dei suoi stessi autografi; mancanza tanto più grave se consideriamo il drammatico processo di dispersione al quale, subito dopo la sua morte, iniziarono ad andare incontro i volumi e le carte di lavoro dell’umanista fiorentino. Un ricco patrimonio documentario, librario e culturale, che fu smembrato dalle mani più diverse, nel corso di una vicenda complessa, ove agirono le spinte e le istanze più disparate.

Da una parte vi furono personaggi come Pietro Crinito – il più importante allievo di Poliziano – e, in una fase successiva, Pier Vettori, che si preoccuparono di acquisire tutte le porzioni che potevano della suppellettile libraria polizianea, animati dal sincero desiderio di preservare la grande lezione storico-culturale dell’Ambrogini (e proprio grazie a costoro possediamo e possiamo studiare il nucleo più rilevante degli autografi polizianei tuttora esistente, la formidabile raccolta degli zibaldoni e dei libri oggi alla Staatsbibliothek di Monaco di Baviera); d’altra parte, invece, si manifestò il più insidioso atteggiamento di vecchi discepoli dell’umanista che vollero accaparrarsi le preziose fatiche filologiche del maestro ed utilizzarle per i propri scopi, con intenti talora di autentico plagio (paradigmatico, in tal senso, il comportamento di Marcello Virgilio Adriani, che venne in possesso dell’autografo del commento alle Silvae di Stazio, l’attuale Magl. VII 973 della Nazionale di Firenze, → 81, e cassò il nome di Poliziano, sovrapponendovi il proprio).

Alcuni volumi scomparvero inspiegabilmente all’indomani della prematura morte dell’Ambrogini, per poi riemergere, attraverso strade non meglio note, a distanza di vari anni nelle mani di alcuni dei maggiori umanisti operanti tra fine Quattrocento ed inizio Cinquecento (come i grecisti Pietro Candido e Zanobi Acciaiuoli); altri volumi, invece, dopo una repentina scomparsa già sul finire del secolo XV, furono occultati con cura e rimasero ignoti per secoli, tornando alla ribalta e a disposizione degli studiosi solo in tempi recentissimi: e qui il pensiero va immediatamente al celebre autografo della Centuria secunda (attuale ms. 1 della Fondazione « Giorgio Cini » di Venezia, → 104), riemerso da un passato ancora oggi oscuro solo negli anni Sessanta del XX secolo. Ciò che è giunto a noi dello scrittoio e della personale biblioteca del Poliziano, ad ogni modo, rappresenta pur sempre una sezione minoritaria rispetto a quello che doveva essere l’originario nucleo degli scritti polizianei, delle sue missive, dei suoi materiali eruditi, dei manoscritti e degli incunaboli da lui postillati; una parte ragguardevole della sua straordinaria officina letteraria, poetica e filologica risulta oggi perduta.

L’insieme degli autografi di Poliziano in nostro possesso raccoglie testimonianze di tipologie quanto mai differenti. Vi sono, infatti, alcuni famosi esemplari di opere dell’umanista: Vat. Lat. 3617 (→ 6: i libri iv-v dell’Iliade in versione latina, cui si affianca l’idiografo Vat. Lat. 3298, → P 11, contenente i libri ii-iii); Laurenziano Rinuccini 20 (→ 74: l’originale della versione latina di Erodiano, idiografo e in parte autografo); l’epigramma latino a Lorenzo de’ Medici nel ms. Firenze, BNCF, II II 62 (→ 77); alcuni epigrammi greci trascritti nel Vat. Urb. Gr. 110 (→ 3); una versione latina di Mosco nel Vat. Gr. 1373 (→ 4); il già ricordato autografo veneziano della Centuria secunda. Accanto agli scritti dell’umanista emerge il nutrito gruppo dei suoi appunti eruditi, delle raccolte di excerpta da autori greci e latini, delle copie di preziosi testi antichi e delle corpose, densissime commentationes allestite dall’Ambrogini per le lezioni allo Studio fiorentino, tra il 1480 e i primi anni Novanta: Vat. Gr. 1373; Lat. 3368; Lat. 6337; Firenze, BNCF, Magl. VII 973; Magl. VIII 1420; II I 99; i già ricordati zibaldoni conservati alla Bayerische Staatsbibliothek (Gr. 182, Lat. 748, Lat. 754, Lat. 755, Lat. 756, Lat. 766, Lat. 798, Lat. 807) e quelli della Bibliothèque Nationale di Parigi (Gr. 3069, Fr. 9467 e Dupuy 763; → 4, 5, 8, 76, 81-82, 91-98, 100-2).

Un terzo nucleo è, poi, rappresentato da documenti epistolari (molti dei quali sono conservati all’Archivio di Stato di Firenze, mentre una piccola parte di essi è andata a disperdersi nelle collocazioni più diverse: da Basilea a Boston, dalla Honnold Library di Claremont in California alla collezione privata di Tammaro De Marinis, dalla Collezione Piancastelli di Forlì alla British Library, dalla Pierpont Morgan Library di New York alla Nazionale di Parigi; sulla tortuosa vicenda delle missive polizianee vd. le ricostruzioni di Campana 1943, Perosa 2000b e Perosa 2000c), che ci conducono in diversi momenti della biografia di Poliziano: numerosi gli originali di sue lettere, per lo più in volgare, indirizzate tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta a Lorenzo de’ Medici e, più tardi, al figlio Piero, alla moglie del Magnifico Clarice, a Lucrezia Tornabuoni, oppure a fedeli medicei come Francesco Gaddi e Niccolò Michelozzi, ma anche ad altre figure minori come l’umanista e bibliotecario della Vaticana Giovanni Lorenzi o il cognato Bernardino Tarugi (per un adeguato inquadramento storico di molte di queste epistole vd. Picotti 1955: 3-86; una suggestiva presentazione e una dotta analisi di varie missive, più di recente, in Bausi 1999); vi sono inoltre alcune minute di epistole latine a Bartolomeo Scala e Battista Guarini (→ 78). Una menzione a parte meritano le missive scritte dall’Ambrogini per conto di altri (in gran parte confluite nell’Archivio di Stato di Firenze): il manipolo, cioè, delle lettere stilate per conto di Clarice Orsini e sotto sua dettatura, inviate al marito Lorenzo o a Lucrezia Tornabuoni, quasi tutte risalenti al difficile periodo compreso tra l’estate 1478 e la tarda primavera del 1479 (molte di tali epistole sono già cursoriamente segnalate in Picotti 1955: 31, 41, 43); ma anche quelle missive che Poliziano venne redigendo, negli anni 1474-1479, per conto dello stesso Lorenzo, in qualità di segretario del Magnifico, in parte giunteci negli originali, in parte nelle copie di servizio.

Tra i postillati del Poliziano (buona parte dei quali è oggi conservata nelle grandi biblioteche di Firenze: Medicea Laurenziana, Nazionale e Riccardiana) si segnalano, in primo luogo, i volumi manoscritti o incunaboli che furono di sua proprietà, sulle cui pagine si sono depositate numerose testimonianze delle indagini e dei percorsi eruditi dell’umanista, delle sue collazioni di antichi manoscritti e delle ripetute riflessioni sui monumenta vetustatis. Ad arricchire e supportare in misura ulteriore la nostra conoscenza del laboratorio polizianeo e del suo eccezionale spessore culturale interviene, poi, anche un consistente gruppo di libri che, pur non appartenuti personalmente all’Ambrogini, furono da lui consultati con attenzione, nutrirono in maniera cospicua, più volte, nel corso degli anni, le sue fervide ricerche filologiche e conservano ancora oggi evidenti tracce di tale utilizzazione nelle note autografe che l’umanista ha lasciato sui loro margini. Si tratta di esemplari manoscritti provenienti dalle più importanti raccolte librarie fiorentine del secondo Quattrocento (la biblioteca privata di casa Medici, così come quella pubblica di San Marco o finanche quella della Badia fiesolana), che documentano in maniera organica e dettagliata, come in una sorta di affascinante, dottissimo mosaico, la quantità e la qualità delle letture dell’Ambrogini, la vastità dei suoi interessi e delle sue conoscenze. Quest’ultimo gruppo di postillati costituisce, assieme ai libri che certamente sappiamo essere appartenuti al Poliziano, quella che Augusto Campana designò – con suggestiva definizione – come la « biblioteca ideale » del poeta e filologo fiorentino (vd. Campana 1957: 174-76).

Una peculiare tipologia di postillati ci permette di inquadrare meglio alcune interessanti operazioni culturali ed editoriali predisposte dall’Ambrogini. Penso in particolare ai quattro lussuosi esemplari della sua traduzione latina di Erodiano (attuali Città del Vaticano, BAV, Ottob. Lat. 1836; Firenze, BML, Plut. 67 3; London, BL, Add. 23773; Roma, BNCR, Vittorio Emanuele 1005: → P 9, 44, 78 e 90), tutti rivisti con cura dal Poliziano e da lui corredati sui margini di correzioni e glosse di varia natura, nel quadro complessivo di una sapiente regia che doveva condurre, nei modi più adeguati e nelle fogge più solenni, l’illustre prodotto polizianeo all’attenzione di eminenti personalità (oltre al papa Innocenzo VIII, dedicatario della traduzione, cui fu offerto il ms. 1005 della Nazionale di Roma, anche Lorenzo de’ Medici, per il quale fu allestito il Plut. 67 3, quindi il mecenate, umanista e influente funzionario papale Agostino Maffei, cui fu destinato l’Ottob. Lat. 1836, per finire con Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, al quale venne offerto l’Add. 23773; vd. Gionta 1998: 434-41). Un’analoga strategia di diffusione “sorvegliata” dei propri scritti, sebbene in un contesto e con finalità totalmente differenti, è ravvisabile anche dietro ad alcuni esemplari dell’editio princeps della Miscellaneorum centuria prima (Firenze, Antonio Miscomini, 19 settembre 1489), recanti correzioni autografe del Poliziano, gli attuali Ferangelo poliziano (angelo ambrogini) 297 rara, BAr, Inc. S 8 2 21; Firenze, BNCF, Inc. Magl. B 2 27; Cambridge (Mass.), HouL, Inc. 6149A; Cambridge (Mass.), Huntington Library, RB 55503 (→ P 1, 3, 13, 72): eloquenti attestazioni di una più vasta ed articolata opera di revisione e correzione di errori e refusi della Centuria, alla quale l’umanista stesso si applicò in prima persona e che in parte affidò pure a molti amici e familiares, sia in Firenze che fuori (su tutto questo vd. principalmente Fera 1998: 342-47).

Sui codici postillati dal Poliziano si rende necessaria, da ultimo, una precisazione. La storia delle ricerche e degli studi su questo specifico tema è purtroppo costellata (fin dai vetusti, e pur benemeriti, lavori eruditi di Angelo Maria Bandini) di numerosi episodi nei quali all’umanista fiorentino sono stati attribuiti dei marginalia che, viceversa, non sono assolutamente di sua mano. La lezione, fra gli altri, di Alessandro Perosa, di Lucia Cesarini Martinelli e di Vincenzo Fera ha avuto il grande merito di porre un freno all’uso di attribuzioni tanto facili, quanto errate e superficiali, reimpostando la questione dei postillati polizianei su basi più rigorose. Purtroppo anche questo non è stato sufficiente a bloccare l’apparizione di nuovi contributi privi di solide e adeguate basi critiche. Pure in tempi relativamente recenti, infatti, si sono verificati vari episodi di scritture e postille erroneamente attribuite al Poliziano, indicazioni che qui, ovviamente, non prenderemo in considerazione.

Il caso tra tutti più eclatante, che merita una specifica menzione, è quello della monografia di E.B. Fryde, Greek Manuscripts in the Private Library of the Medici (Fryde 1996), un lavoro monumentale, di indubbia utilità e non privo di oggettivi meriti (si tratta, in ogni caso, di una vasta ricerca, capace di veicolare una grande mole di dati su una delle più importanti biblioteche greche dell’Umanesimo quattrocentesco), ma anche ricco di insidie e potenzialmente foriero di gravi equivoci e inesattezze, in quanto guastato da qualche menda di troppo, in particolare, appunto, da varie indicazioni del tutto errate di presunti postillati del Poliziano. Ho contato, in effetti, quanto meno 23 manoscritti greci della Biblioteca Medicea Laurenziana nei quali il Fryde – ora rifacendosi a preesistenti segnalazioni inesatte, ora formulando lui per primo attribuzioni sbagliate – ha segnalato la presenza di annotazioni, a suo dire, autografe dell’Ambrogini, ma che invece non sono in alcuna maniera riconducibili alla mano del nostro umanista. Eccone l’elenco: Plut. 28 5; Plut. 31 20; Plut. 32 33; Plut. 32 35; Plut. 32 43; Plut. 32 45; Plut. 32 48; Plut. 56 1; Plut. 56 6; Plut. 56 22; Plut. 57 5; Plut. 57 34; Plut. 58 2; Plut. 60 2; Plut. 60 25; Plut. 69 24; Plut. 74 9; Plut. 74 18; Plut. 74 25; Plut. 86 22; Plut. 87 16; Plut. 87 20; Conv. Soppr. 164. Con una certa frequenza il Fryde attribuisce a Poliziano glosse, postille e intitolazioni che sono, invece, opera di Zanobi Acciaiuoli; ciò avviene almeno cinque volte: Plut. 56 22 (su questo vd. già Daneloni 2005b); Plut. 58 2; Plut. 69 24 (vd. ancora Daneloni 2005b); Plut. 86 22; Plut. 87 20. Nel caso del Conv. Soppr. 164 Fryde segue passivamente un errore ripetuto da molti studiosi già prima di lui (Rostagno, Festa, Oliver, Maïer, Branca), poi definitivamente confutato da Gionta 1998: 430-34; sempre a un intervento di questa studiosa (Gionta 2005b) dobbiamo il risolutivo chiarimento sui marginalia del Plut. 56 6, da ricondurre ad una mano quattrocentesca di identificazione ancora incerta (forse è la mano di Gianpietro d’Avenza: vd. anche Speranzi 2010c: 241-45). In merito al Plut. 56 1 lo studioso inglese accetta un’erronea attribuzione del Branca, già smentita peraltro da Lo Monaco 1989: 312 n. 1, e da Cesarini Martinelli-Daneloni 1994: 311-13. Per quanto attiene ai Plut. 74 18 e 74 25, ad essere registrati come opera dell’Ambrogini sono, qui, addirittura dei marginalia di Burgundione da Pisa (sec. XII). Una precisa rettifica si impone, poi, per i codici Plut. 32 43 e 32 45, nei quali il Fryde, oltre ad ascrivere a Poliziano postille non sue, ma di altre mani ignote, afferma con sicurezza di avere individuato alcune glosse precedute dalla sigla ang. (cioè Angelus), che a suo dire sarebbe un contrassegno distintivo, esclusivo dell’operato dell’Ambrogini: occorre chiarire, dunque, e una volta per tutte, che si tratta, in realtà, di semplici varianti testuali, aggiunte da mani non meglio identificabili e introdotte dal consueto ἄλλ(ως) – equivalente greco di al(iter) –, una sigla molto comune che lo studioso inglese, con macroscopico errore di lettura, interpreta come l’abbreviazione latina ang. (dello stesso fraintendimento egli è stato vittima anche per un marginale del Plut. 57 1, un prezioso codice che, tuttavia, presenta anche altre annotazioni realmente di mano del Poliziano: → P 35; pure in un altro caso, quello del Plut. 74 23, lo studioso non ha visto una postilla realmente autografa dell’umanista fiorentino, mentre gli ha attribuito diversi altri marginalia non suoi: → P 52). Un volume, in definitiva, quello del Fryde, da consultare con qualche cautela (fra l’altro vi trovano posto, occasionalmente, anche errate segnalazioni su alcuni codici latini: penso, per richiamare solo qualche esempio, ai Laurenziani Plut. 49 7 e 68 9, in merito ai quali si ascrivono alla mano di Poliziano postille che, invece, con l’umanista fiorentino non hanno niente a che vedere).

Di una lettera in volgare, sicuramente autografa, del Poliziano a Francesco di Giuliano de’ Medici, datata 18 ottobre 1487, si conosce il testo, ma non l’attuale collocazione dell’originale (vd. Campana 1943: 456-57, 469-72; Perosa 2000c: 183). Di altre cinque lettere autografe dell’Ambrogini, due a Niccolò Michelozzi (in volgare) e tre a Lorenzo de’ Medici (in latino e in volgare), si conosce l’esistenza, ma se ne ignora il testo e l’attuale collocazione (su di esse si veda Perosa 2000c: 183-84).



Bibliografia
Agnolo Poliziano 1998 = Agnolo Poliziano poeta scrittore filologo. Atti del Convegno di Montepulciano, 3-6 novembre 1994, a cura di Vincenzo Fera e Mario Martelli, Firenze, Le Lettere.
Bausi 1999 = Francesco B., Appunti sulle lettere volgari di Angelo Poliziano, in «Interpres», xviii, pp. 216-33.
Campana 1943 = Augusto C., Per il carteggio del Poliziano, in «La Rinascita», vi, pp. 437-72.
Campana 1957 = Id., Contributi alla biblioteca del Poliziano, in Il Poliziano e il suo tempo. Atti del iv Convegno internazionale di studi sul Rinascimento, Firenze, 23-26 settembre 1954, Firenze, Sansoni, pp. 173-229.
Cesarini Martinelli-Daneloni 1994 = Lucia C.M.-Alessandro D., Manoscritti e edizioni, in Pico, Poliziano e l’Umanesimo di fine Quattrocento. Catalogo della Mostra di Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 4 novembre-31 dicembre 1994, a cura di Paolo Viti, Firenze, Olschki, pp. 305-43.
Daneloni 2005b = Alessandro D., Nuovi contributi su Zanobi Acciaiuoli, in «Studi medievali e umanistici», iii, pp. 375-400.
Fera 1998 = Vincenzo F., Il dibattito umanistico sui ‘Miscellanea’, in Agnolo Poliziano 1998: 333-64.
Fryde 1996 = Edmund Boleslaw F., Greek Manuscripts in the Private Library of the Medici, Aberystwyth, The National Library of Wales.
Gionta 1998 = Daniela G., Pomponio Leto e l’Erodiano del Poliziano, in Agnolo Poliziano 1998: 425-58.
Gionta 2005b = Ead., Un libro di nome ‘Amorion’, in «Studi medievali e umanistici», iii, pp. 401-4.
Lo Monaco 1989 = Francesco Lo M., Aspetti e problemi della conservazione dei secondi ‘Miscellanea’ di Angelo Poliziano, in «Rinascimento», s. ii, xxix, pp. 301-25.
Perosa 2000b = Alessandro P., Lettere del Poliziano al British Museum, in Id., Studi di filologia umanistica, vol. i. Angelo Poliziano, a cura di Paolo Viti, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, pp. 141-54 (già in «La rassegna della letteratura italiana», s. vii, lviii 1954, pp. 398-408).
Perosa 2000c = Id., Due lettere inedite del Poliziano, in Id., Studi di filologia umanistica, vol. i. Angelo Poliziano, a cura di Paolo Viti, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, pp. 155-84, tavv. 1-2 (già in «Italia medioevale e umanistica», x 1967, pp. 345-74).
Picotti 1955 = Giovanni Battista P., Ricerche umanistiche, Firenze, La Nuova Italia.
Speranzi 2010c = David S., La biblioteca dei Medici. Appunti sulla storia della formazione del fondo greco della libreria medicea privata, in Principi e signori. Le biblioteche nella seconda metà del Quattrocento. Atti del Convegno di Urbino, 5-6 giugno 2008, a cura di Guido Arbizzoni, Concetta Bianca, Marcella Peruzzi, Urbino, Accademia Raffaello, pp. 217-64.

Nota paleografica

Per la generazione di P. (che è anche quella di Baldinotti o di Fonzio) la corsiva “all’antica” è la scrittura che definisce, in ogni occasione, il profilo di un uomo di cultura. Come si è già avuto modo di osservare, il successo di questa corsiva, in tutte le varie e personalissime declinazioni, risiede nella sua duttilità, nel suo essere scrittura adatta alle necessità più immediate e private dello studio (per annotare o commentare, per copie estemporanee) o della comunicazione epistolare e nel contempo, con qualche minimo adattamento, nel suo funzionare perfettamente come scrittura di libri (e documenti) anche di altissima formalità. Quasi tutte queste varie occasioni d’uso e le connesse gradazioni di scrittura sono rappresentate nell’esperienza grafica di P., che è documentata in un’ottantina di lettere e in un gran numero di quaderni che formavano il repertorio delle sue fonti e che, tenuti sciolti, costituivano già all’origine organismi mutevoli e ricombinabili in relazione alle necessità di studio o dell’insegnamento (oggi sono dispersi e ricomposti in zibaldoni che inglobano materiali estranei). Come è facile capire, in una tale situazione (ulteriormente complicata dalla difficoltà di distinguere la mano di P. da quella dei suoi allievi e sfacciati imitatori) è impresa ardua ricostruire la diacronia e la stessa congruenza dei materiali autografi di P., cosa che ha non poche ricadute, nonostante i riferimenti cronologici offerti dalle numerose lettere autografe, nella ricostruzione della sua vicenda grafica. Agli esordi della quale si colloca il manipolo di fogli autografi della versione dell’Iliade nel Vat. Lat. 3617 (tav. 1), databili ai suoi vent’anni, copiati a pulito con una scrittura non diversa, sul piano morfologico e di esecuzione, da quella di Fonzio, solo di minore intensità corsiva e scritta con penna a punta un po’ più larga. Colpiscono in particolare alcuni dettagli. La lettera e è presente in due varianti, la prima in due tempi con la sezione superiore molto prominente, la seconda in un tempo a forma di 8 (tav. 1 r. 14: ferreus, r. 25: delegamus): entrambe le forme sono del tutto sovrapponibili a quelle di Fonzio, e mentre la prima ha un’amplissima diffusione in mani coeve (si vedano in questo volume gli esempi di Becchi, per es. tav. 7, di Bartolomeo Scala, tav. 5, o della mano umanistica di Pulci, tav. 3), la seconda avrà speciale fortuna tra gli allievi diretti di P. (il rinvio più immediato è a Crinito). Si osservino poi r molto divaricata, quasi in forma di v (tav. 1 r. 4: Atrides, r. 9: arma, r. 16: orbem), l’enfasi della cauda di e per il dittongo, l’andamento di s finale o di g. Niente più che coincidenze, che se non risalgono a un comune maestro, sono almeno indicative di un ambiente e di una stagione. Per la qualità della realizzazione i fogli dell’Iliade, almeno in ambito librario, rappresentano un episodio abbastanza isolato, anche se ess. della mano elegante di P. si riconoscono, per citarne alcuni, nella traduzione marginale dell’epigramma di Mosco nel Vat. Gr. 1373 dei primi anni ’70 (in cui è attestata, in una delle sue prime occorrenze, la famosa g maiuscola di P.: tav. 2 r. 5: iugum, r. 10: cogam) e nelle integrazioni dell’Erodiano Vat. Lat. 1836 (→ P 9). Nelle lettere, invece, per evidenti esigenze di comunicazione e soprattutto quando scrive per conto o in nome di altri (senza sostanziali differenze tra latino e volgare), è normale che P. si esprima con una mano ordinata (tav. 3) quando non elegante e addirittura disseminata di preziosismi grafici, come nella lettera inviata a Giovanni Lorenzi (tav. 7), in cui dispiega tutto il suo repertorio di maiuscole usate come minuscole: f (r. 4: nefas), g, r e t (r. 6: neglegentia, utor, est), q (r. 8: voluntatemque). A partire dai primi anni ’80 il sempre più intenso lavoro filologico si riflette nell’aspetto materiale e grafico dei libelli, che rappresentano la dimensione tutta privata entro la quale principalmente si svolge l’attività scrittoria di P. nell’ultimo quindicennio (fatta ovviamente eccezione per quella epistolare), mentre la divulgazione dei suoi lavori viene delegata a copisti di professione (→ P 9, 44, 78 e 90), alla collaborazione di studenti e familiares (come nel caso dell’archetipo della versione di Erodiano, di cui P. scrisse soltanto qualche pagina: tav. 8) e soprattutto alla stampa, che sempre più si pone come alternativa credibile al manoscritto. Nei quaderni di studio, come in Fonzio e ancor più in Crinito, la corsiva di P. si fa molto rapida, grazie a varianti di lettera quasi sempre in un tempo e a legature che incatenano tutte le lettere di una parola e spesso anche il segno abbreviativo, il modulo si riduce e il testo si infittisce di abbreviazioni e rinvii di non sempre facile soluzione (tavv. 5 e 6), fino all’esito estremo e graficamente dissoluto della Centuria secunda (tav. 10).

Censimento

  1. Basel, Universitätsbibliothek, Autographen-Sammlung Geigy-Hagenbach, 1543
  2. Boston (Mass.), Isabella Stewart Gardner Museum, 36
  3. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. Gr. 110
  4. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Gr. 1373
  5. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3368
  6. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3617
  7. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 5641
  8. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 6337
  9. Claremont (California), Honnold Library, The Bodman Collection, senza segnatura
  10. Firenze, Archivio di Stato, Diplomatico, Badia di Firenze, 1° settembre 1493
  11. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 5 num. 849
  12. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 7 num. 405
  13. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 11 num. 345
  14. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 22 num. 366
  15. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 188
  16. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 204
  17. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 231
  18. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 257
  19. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 269
  20. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 274
  21. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 283
  22. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 31 num. 290
  23. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 33 num. 665
  24. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 34 num. 162
  25. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 35 num. 564
  26. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 35 num. 588
  27. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 35 num. 697
  28. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 35 num. 839
  29. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 35 num. 851
  30. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 142
  31. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1151
  32. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1323
  33. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1359
  34. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1363
  35. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1379
  36. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1387
  37. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 36 num. 1413
  38. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 227
  39. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 237
  40. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 261
  41. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 263
  42. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 264
  43. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 305
  44. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 37 num. 367
  45. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 40 num. 313
  46. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 42 num. 87
  47. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 43 num. 42
  48. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 64
  49. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 66 num. 596
  50. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 72 num. 248
  51. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 73 num. 371
  52. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 80 num. 73
  53. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 85 num. 166
  54. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 85 num. 684
  55. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 85 num. 693
  56. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 88 num. 202
  57. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 89 num. 291
  58. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 89 num. 294
  59. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 89 num. 305
  60. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 89 num. 306
  61. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 89 num. 315
  62. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 89 num. 319
  63. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 93 num. 564
  64. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 96 num. 95
  65. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 106 num. 2
  66. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 119 num. 104
  67. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 363
  68. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 410
  69. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 411
  70. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 414
  71. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 416
  72. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 429
  73. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Rinuccini 20
  74. Firenze, Biblioteca Moreniana, Autografi Frullani, 1512
  75. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini, II 57
  76. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ginori Conti, 29 127
  77. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ginori Conti, 29 128
  78. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II I 99
  79. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II II 62
  80. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VII 973
  81. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. VIII 1420
  82. Firenze, Collezione Tammaro De Marinis, senza segnatura
  83. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi non romagnoli, sec. XII-XVIII, Poliziano Angelo
  84. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi non romagnoli, sec. XII-XVIII, Poliziano Angelo
  85. London, The British Library, Add. 21520
  86. London, The British Library, Add. 24215
  87. London, The British Library, Add. 28105
  88. Milano, Archivio di Stato, Autografi, 68
  89. Milano, Archivio di Stato, Fondo Sforzesco Potenze Estere, Firenze, 287
  90. Milano, Archivio di Stato, Fondo Sforzesco Potenze Estere, Firenze, 295
  91. München, Bayerische Staatsbibliothek, Gr. 182
  92. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 748
  93. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 754
  94. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 755
  95. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 756
  96. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 766
  97. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 798
  98. München, Bayerische Staatsbibliothek, Lat. 807
  99. New York, Pierpont Morgan Library, MA 1346 221
  100. Paris, Bibliothèque nationale de France, Dupuy 673
  101. Paris, Bibliothèque nationale de France, Fr. 9467
  102. Paris, Bibliothèque nationale de France, Gr. 3069
  103. Paris, Bibliothèque nationale de France, Ital. 2033
  104. Venezia, Fondazione «Giorgio Cini», 1
  1. Cambridge (Mass.), Huntington Library, RB 55503
  2. Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Inc. 6149A
  3. Cambridge (U.S.A.), Houghton Library, Inc. 6598
  4. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Gr. 96
  5. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Gr. 128
  6. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 126
  7. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Inc. S 145
  8. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Inc. S 146
  9. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ottob. Lat. 1836
  10. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3226
  11. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3298
  12. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3442
  13. Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Inc. S 8 2 21
  14. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo avanti il Principato, 137 num. 958
  15. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashb. 98
  16. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 208
  17. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Fiesolano 44
  18. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Inc. D’Elci 194
  19. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Inc. D’Elci 752
  20. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 10 20
  21. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 11 13
  22. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 28 37
  23. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 31 32
  24. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 32 11
  25. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 32 16
  26. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 32 46
  27. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 35 10
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  29. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 36 8
  30. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 45 23
  31. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 50 45
  32. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 54 25
  33. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 56 4
  34. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 56 7
  35. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 57 1
  36. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 57 37
  37. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 58 3
  38. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 59 22
  39. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 59 30
  40. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 59 35
  41. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 60 5
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  43. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 63 4
  44. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 67 3
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  46. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 70 19
  47. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 71 5
  48. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 71 30
  49. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 71 33
  50. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 73 1
  51. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 74 3
  52. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 74 23
  53. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 75 8
  54. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 75 17
  55. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 79 11
  56. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 80 1
  57. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 80 21
  58. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 80 25
  59. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 81 6
  60. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 85 11
  61. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 85 19
  62. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 85 21
  63. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 91 inf. 15
  64. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 91 inf. 16
  65. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 91 inf. 17
  66. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, San Marco 303
  67. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, San Marco 695
  68. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Inc. Banco Rari 91
  69. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Inc. Banco Rari 97
  70. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Inc. Banco Rari 379
  71. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Inc. Magl. A 4 2
  72. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Inc. Magl. B 2 27
  73. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Inc. Magl. C 2 9
  74. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 1179
  75. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2723
  76. London, The British Library, Add. 12004
  77. London, The British Library, Add. 14778
  78. London, The British Library, Add. 23773
  79. München, Bayerische Staatsbibliothek, 2° Inc. c. a. 467
  80. München, Bayerische Staatsbibliothek, Gr. 461
  81. Oxford, Bodleian Library, Auct. P II 2
  82. Paris, Bibliothèque nationale de France, Gr. 1759
  83. Paris, Bibliothèque nationale de France, Gr. 1962
  84. Paris, Bibliothèque nationale de France, Lat. 7382
  85. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. G Yc. 236 (5)
  86. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. S 439
  87. Paris, Bibliothèque nationale de France, Rés. Z 121
  88. Roma, Biblioteca Casanatense, Inc. 29
  89. Roma, Biblioteca Nazionale Centrale «Vittorio Emanuele II», Vittorio Emanuele 1005
  90. Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Inc. 50 F 37
  91. Sankt Peterburg, Rossijskaja Akademija Nauk, ms. 2-627 (olim V 645)

Fonte: Il Quattrocento - Tomo I (2013)

Data ultima modifica: 11 gennaio 2026 | Cita questa scheda