Bartoli, Cosimo

Firenze 1503–1572

Presentazione

Membro di una famiglia legata ai Medici, Bartoli trascorse gli anni più intensi e significativi della sua esperienza biografica e letteraria nell’ambito del potere esercitato dagli stessi Medici (Cantagalli-De Blasi 1964; Bryce 1983; Bartoli 2011), come documentato dalla storia delle sue carte, almeno di quelle superstiti. Quasi nulla infatti è rimasto di quanto prodotto dalla sua mano prima del suo ingresso ufficiale al servizio della dinastia dominante a Firenze (nel 1560 come segretario del giovanissimo cardinale Giovanni), fatta salva la sua traduzione della versione latina di Joachim Camerarius (le Institutiones geometricae) della Untertweisung der Messung del Dürer (Dürer-Bartoli 2008), risalente al 1537, anch’essa tuttavia destinata a restare in area medicea in quanto dedicata a Cosimo de’ Medici (→ 46). Senza entrare nel merito, sarà tuttavia necessario segnalare che uno degli obiettivi perseguiti dal Bartoli, qui come nel successivo volgarizzamento del De re aedificatoria dell’Alberti, sarà la valorizzazione della lingua volgare anche in testi di carattere tecnico.

In aggiunta agli autografi di alcune opere (edite ed inedite), i due nuclei fondamentali del materiale rappresentato in questa sede sono costituiti da un lato dalle lettere indirizzate al duca Cosimo de’ Medici, a suo figlio Francesco e al segretario Bartolomeo Concini, dall’altro dalle altrettanto numerose missive rivolte a Giorgio Vasari (→ 1), anch’egli, come è noto, al servizio del duca di Firenze. L’insieme di questa ricca corrispondenza, tranne qualche eccezione, parte dal 1562, quando il Bartoli venne nominato agente fiorentino a Venezia iniziando quel decennale soggiorno nella città lagunare (Benini Clementi 1983; Olivato Puppi 1983) durante il quale mantenne viva e costante una ricca e variegata corrispondenza tanto con i suoi padroni quanto con l’amico Vasari, con il quale collaborò intensamente anche in vista della pubblicazione delle Vite (Scapecchi 2011). Oltre al già ricordato contributo offerto dal Bartoli in sede di volgarizzazione di testi di carattere tecnico, andrà sottolineata la duttilità linguistica della sua corrispondenza, aperta alle più diverse esperienze e, in sede formale, particolarmente attenta agli esiti del fiorentino parlato, per altro in linea con quanto sostenuto dal suo sodale Carlo Lenzoni, la cui opera (In difesa della lingua fiorentina et di Dante, Firenze, Giunti, 1566) fu edita postuma a cura dello stesso Bartoli.



Bibliografia
Bartoli 2011 = Cosimo Bartoli (1503-1572). Atti del Convegno internazionale di Mantova, 18-19 novembre-Firenze, 20 novembre 2009, a cura di Francesco Paolo Fiore e Daniela Lamberini, Firenze, Olschki.
Benini Clementi 1983 = Enrica B.C., Annotazioni sul soggiorno veneziano di Cosimo Bartoli, in «Archivio storico italiano», cxli, pp. 363-420.
Bryce 1983 = Judith B., Cosimo Bartoli (1503-1572). The Career of a Florentine Polymath, Genève, Droz.
Cantagalli-De Blasi 1964 = Roberto C.- Nicola De B., Bartoli Cosimo, in DBI, vol. vi pp. 561-63.
Dürer-Bartoli 2008 = Albrecht D.-Cosimo B., Institutiones geometricae-I geometrici elementi di Alberto Durero, a cura di Giovanni Maria Fara, Firenze-Torino, Ist. Nazionale di Studi sul Rinascimento-Aragno.
Olivato Puppi 1983 = Loredana O.P., Cosimo Bartoli, un intellettuale mediceo nella Serenissima, in Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del ’500, vol. ii. Musica e spettacolo: scienze dell’uomo e delle natura. Atti del Convegno internazionale di Firenze, 9-14 giugno 1980, Firenze, Olschki, pp. 739-50.
Scapecchi 2011 = Piero S., Chi scrisse le ‘Vite’ del Vasari. Riflessioni sulla “editio princeps” del 1550, in «Letteratura e arte», 9, pp. 153-59.

Nota paleografica

Le tarde testimonianze dell’attività scrittoria di C.B. testimoniano di un apprendimento dell’italica di alto livello messo in esercizio, del resto, anche in tarda età, per la stesura di manoscritti, cioè per una vera e propria attività di copista. Quello che a noi appare è una scrittura ove ben si manifesta la coscienza della norma (si vedano, al proposito, punti fondamentali, come l’occhiello “testeggiato” della a, o gli occhielli di g con quello superiore a triangolo e quello inferiore verticalizzato: tutti aspetti che, naturalmente, ricevono particolare enfasi nelle prove più calligrafiche, cfr. tav. 1), e nel complesso regolare, anche se non mancano oscillazioni, particolarmente evidenti quelle relative all’impaginazione, forse connesse con l’età avanzata. In un tessuto costante e omogeneo, uniformato al primo modo di scrivere alla moderna, non mancano tratti peculiari. Tale va considerata la t alta “polifunzionale”: essa serve per esprimere la consonante (associata alla variante bassa), ma anche per realizzare il legamento segno abbreviativo + consonante e poi per il legamento (fittizio, s’intende) st (cfr. tav. 1 r. 7: Constantino). È questo certamente un tratto distintivo della mano del B., peraltro indifferente alla presenza o meno del piede di stacco sul rigo della lettera t o alla presenza di un trattino orizzontale. Altri aspetti di rilievo, questi in linea però con gli usi grafici del tempo, sono la decisa volta dei traversi di p e q nelle scritture epistolari (mentre nelle prove librarie tali aspetti cedono il passo a un trattamento meno invadente della terminazione del traverso), la presenza costante di d con taglio, la r in tre tratti e due tempi (con piede alla base), utilizzata esclusivamente in ambito librario. Non avaro il sistema della punteggiatura che si appoggia sulla virgola, il punto e virgola, il punto fermo. Con doppia virgola vengono poste in evidenza le vocali toniche isolate (o, è), mentre un doppio trattino indica il segno di accapo.

Censimento

  1. Arezzo, Archivio Vasariano, 11 (45)
  2. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Autografi Patetta 43, c. 210
  3. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 120, cc. 221r-223v
  4. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 147, c. 155r
  5. Firenze, Archivio di Stato, Carte Strozziane I 1208, num. 167
  6. Firenze, Archivio di Stato, Guidi 555, c.n.n.
  7. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 369, c. 28r
  8. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 395, c. 288r
  9. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 483a, cc. 698r e 766r
  10. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 484, c. 513r
  11. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 493, c. 525r
  12. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 493a, cc. 923r e 968r-969v
  13. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 494a, cc. 909r-910r, 1001r-1002v, 1094, 1108r, 1189r-1191r, 1303r-1304r, 1422r-1423r
  14. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 495, cc. 19, 42r, 221, 290r-291r
  15. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 496, c. 33r
  16. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 507, c. 47r
  17. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 509, c. 184r
  18. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 510, cc. 254r, 362r
  19. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 510a, c. 748
  20. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 516a, cc. 544r e 833r
  21. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 517, cc. 71r, 764r
  22. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 518, c. 612r
  23. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 520, c. 128r
  24. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 522, c. 65r
  25. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 525, c. 121r
  26. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 527, c. 9r
  27. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 528, c. 234r
  28. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 529, c. 260r
  29. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 552, c. 183r
  30. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 567, c. 191r
  31. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 568, c. 101r
  32. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 569, c. 2r
  33. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 573, c. 185
  34. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 583, cc. 5r, 118r e 141r
  35. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 2976-2981
  36. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato 3079-3081
  37. Firenze, Archivio di Stato, Mediceo del Principato, 494, cc. 39, 125r-126r, 254r-255r, 264, 392r-393r, 482r-483r, 629, 689r-690r, 692r
  38. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 30 27
  39. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Gonnelli, E B 13 i, num. 46
  40. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Autografi Palatini, E B 16/5 II
  41. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II I 385
  42. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II IV 499
  43. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, XXIV 149
  44. Forlì, Biblioteca Comunale «Aurelio Saffi», Raccolte Piancastelli, Sez. Autografi secc. XII-XVIII, 6
  45. Parma, Archivio di Stato, Epistolario Scelto 2 10
  46. Sankt Peterburg, Rossijskaja Akademija Nauk, Sobre Muzeja Prijenisej Skogo Kraia 69
  1. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, D 7 3 9

Fonte: Il Cinquecento - Tomo II (2013)

Data ultima modifica: 22 dicembre 2025 | Cita questa scheda