Della Lana, Iacomo
Bologna sec. XIII ex.–sec. XIV prima metà
Presentazione
Autore del primo commento integrale alla Commedia dantesca, in lingua volgare, Iacomo della Lana, come indicano gli explicit di alcuni manoscritti con la sua opera, fu figlio di Zone di fra’ Filippo della Lana, bolognese (ovvero, a quanto è dato ipotizzare, di Uguccione, abitante nel quartiere di Porta Procula). Sulla sua vita sappiamo pochissimo: il giurista Alberico da Rosciate, che ne tradusse con modifiche l’esegesi dantesca, lo definì «licentiatus in artibus et in theologia», si può ben pensare presso lo Studium di Bologna (sebbene la famiglia avesse lasciato la città almeno dal 1308 e nel 1323 risulti residente a Venezia). La sua opera cronologicamente si colloca tra 1323, anno di canonizzazione di Tommaso d’Aquino, definito santo, e il 1328, per un riferimento alla storia mantovana e alla figura di Passerino Bonaccolsi. Sconosciuta la data della morte.
Al commento di Iacomo della Lana, di grande dottrina ed esteso a tutte e tre le cantiche della Commedia, arrise grande successo, come attesta il numero di manoscritti che lo trasmettono e le riprese copiose nell’esegesi dantesca successiva (Bellomo 2004: 281-303; Volpi in Iacomo della Lana 2009: 17-56; Volpi 2011). Iacomo della Lana manifesta una grande cultura filosofica, ancorata ai testi della Scolastica (Aristotele e Tommaso sono molto citati): meno rimarchevole la presenza della tradizione classica. E proprio alle sue letture “universitarie” rimandano gli unici due manoscritti appartenuti alla sua biblioteca, la cui proprietà è rivendicata da note di possesso autografe: «Et est Iacobi condam domini Çoni fratris Phy(lippi) da la Lana de Santo Chasciano» e «Et est Iacobi condam domini Çoni fratris Phy(lippi) de Santo Chassano»; l’indicazione de Santo Chasciano/Chassano si riferisce con ogni probabilità alla porta S. Cassiano, poi Porta di S. Pietro, prossima nella topografia antica bolognese a Piazza Maggiore e S. Petronio. Purtroppo tra le rade postille che segnano i margini dei codici in questione, alcune delle quali riconducibili al secolo XV, non si riconosce alcun intervento di Iacomo. Si tratta di due volumi gemelli, prodotti per exemplare pecia, che trasmettono le Quaestiones disputatae di Tommaso d’Aquino: furono in seguito posseduti dai fratelli Bonaventura e Bonsembiante Badoer (il primo, morto nel 1385, fu priore generale degli Agostiniani nel 1377 e fu eletto cardinale l’anno successivo; pronunciò nel 1374 l’orazione funebre in morte di Francesco Petrarca). L’esile traccia delle note di possesso nei due manoscritti oggi conservati alla Biblioteca Universitaria di Padova è per il momento l’unica via per futuri riconoscimenti, da operare con grande probabilità nel mare magnum dei codici filosofici.
Bibliografia
Bellomo 2004 = Saverio B., Dizionario dei commentatori danteschi. L’esegesi della ‘Commedia’ da Iacopo Alighieri a Nidobeato, Firenze, Olschki.
Iacomo della Lana 2009 = I. della L., Commento alla ‘Commedia’, a cura di Mirko Volpi, con la collaborazione di Arianna Terzi, Roma, Salerno Editrice, 4 voll.
Volpi 2011 = Mirko V., voce Iacomo della Lana, in Censimento Commenti 2011, i pp. 290-315.
Nota paleografica
L’esiguità degli autografi di I. della L., che si riducono a due note di possesso analoghe nel tono e nella forma e che non coprono neppure l’intera serie alfabetica, non consente analisi puntuali sulla sua scrittura. Si tratta comunque di una gotica corsiva, di modulo piuttosto ampio, di ottima leggibilità, caratterizzata dalla presenza di una d con occhiello piuttosto schiacciato. La z è espressa con ç, dove la cediglia si estende vistosamente sotto il rigo. Da segnalare anche la s finale tonda di notevoli proporzioni rispetto alle altre lettere. Non crea preoccupazione per uno scrivente dell’Italia settentrionale l’alternanza grafica tra Chasciano e Chassano (analogamente è da segnalare la forma Santo per Sancto).
Censimento
Fonte: Le Origini e il Trecento - Tomo I (2013)
Data ultima modifica: 22 dicembre 2025 | Cita questa scheda